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A Beit Hummar a trovare Ranzan

Sabato 25 febbraio 2006
Amelia, quando è venuta a trovarci per Natale con il pellegrinaggio di Dozza e Sammartini, ci ha lasciato dei soldi per Ranzan, una bambina palestinese che abita a Beit Hummar, tra Betlemme e Hebron. Puoi vedere dove si trova, nella carta qui sotto.L’originale (1,7Mb pdf) della mappa

lo trovate nel sitowww.btselem.org.

Questa bambina aveva una grave malformazione alla spina dorsale. E’ stata aiutata dalla caritas di Ivrea a venire in Italia e a Bologna è stata operata. Lì ha conosciuto l’Amelia e Sungul.

Abbiamo rimandato questa visita per il fatto che non avevamo il visto. Nei giorni precedenti, con l’aiuto di Suor Lodi e Aissa, abbiamo telefonato alla famiglia di Ranzan e oggi andiamo a trovarli. Aissa vorrebba accompagnarci ma non può. Ci da le indicazioni per i trasporti: prendere uno sherut da El Azarie (vicino a casa nostra al di là del muro) a Betlemme, località Al Khader (vedi freccia gialla nella carta), passare a piedi la barriera di terra e prendere un altro sherut per Beit Hummar, direzione Hebron.

Il viaggio è un po’ avventuroso, ma senza nessun pericolo. Dura circa un’oretta. Io sono un po’ preoccupato perchè è una zona nuova! Le indicazioni forniteci sono perfette. Il paesaggio è drammaticamente sempre quello: villaggi poveri e insediamenti ebraici si alternano ininterrottamente. Superiamo qualche posto di blocco senza problemi. Vicino a Hebron veniamo anche superati da 5 potenti moto, guidate da israeliani con tanto di tuta di pelle, casco e pistole. Forse fanno la gita del sabato nei territori occupati. Ho fatto un video di alcune fasi del viaggio. Non è completo. Verso la fine si vedono sulle colline gli insediamenti israeliani (con case costruite in mattoni o i semplici container).


(2,9Mb 1’16”)

Quando siamo vicini a Beit Hummar con qualche telefonata (in arabo… Lorenzo!!!) il papà di Razan ci recupera in strada con il suo taxi. L’incontro con questa famiglia e in particolare con la bambina è molto toccante. Sono molto cordiali, sorridenti e simpatici. La mamma e la bimba parlano un po’ italiano. Ci raccontano degli amici italiani mostrandoci gli album di foto. Eccovi qualche foto:

Come forse vedete da queste immagini la bimba è molto segnata nella schiena. Il padre ci ha detto che non va a scuola perchè non hanno i soldi per pagarla (ci ha detto che costa 5000 shekel annui). E’ una scuola speciale. I 1100 shekel che portiamo non sono molti…

Dopo un caffè e i saluti ci congediamo. Il signor Ibraim ci riporta con il taxi al Khader dove riprendiamo lo sherut per El Azarie. Alle 12 30 siamo a casa.

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