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Ain Arik e il premio del Monte Sion

Posted on 27 Ottobre 2015 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

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Dopo il week end a Gaza, abbiamo fatto un week end ad Ain Arik. Siamo andati nel piccolo villaggio vicino a Ramallah sabato pomeriggio, 17 ottobre 2015, in tempo per partecipare alla preghiera serale con i fratelli e le sorelle della Piccola Famiglia dell’Annunziata, come sempre curatissima, in arabo. Avevamo bisogno di appoggiarci a loro per elevare con più forza al Signore l’invocazione alla pace.

L’ospitalità è sempre calorosa e fraterna. Ci si sente a casa. Si parla di tante cose, ci si consola a vicenda. Domenica mattina, durante la messa, è stata presentata una nuova bambina, nata da pochi giorni. Bellissima! C’era anche Maria Luisa Rioli, che lavora come cooperante a Gerusalemme e dintorni e che ci ha poi dato un passaggio fino a Gerusalemme.

album picasa (16 foto)

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Siamo arrivati in anticipo al monte Sion. Alla Dormizione, veniva consegnato solennemente il “Mount Zion Award”, un premio di 20.000 $ per personalità o enti che si impegnano nella promozione del dialogo e della pace. Quest’anno è stata scelto il coordinamento per la pastorale dei migranti in Israele, guidato da p.David Neuhaus (vedi l’articolo). Anche noi ci sentiamo parte di questo gruppo. I più attenti di voi ricorderanno l’icona (link) che abbiamo realizzato per il centro pastorale di Tel Aviv.

Per una singolare e drammatica coincidenza, mentre questi nostri amici venivano premiati, un richiedente asilo eritreo veniva ucciso a Bersheva, alla stazione degli autobus. È stato erroneamente scambiato per un terrorista. Non solo gli hanno sparato, ma alcuni passanti si sono accaniti su di lui, innocente, ormai in fin di vita a terra, con insulti, calci, seggiolate. Si chiamava Habstom Zarhum, il primo cristiano a morire in questo ultimo scoppio di violenza. Un fatto orrendo che ha scosso le coscienze di tanti (leggi l’articolo sulla cerimonia commemorativa) e che dà una cifra della barbarie a cui si è arrivati.

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