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Ain Arik, viaggio fotografico

Domenica 16 ottobre 2005

Oggi andiamo a messa ad Ain Arik. Prendiamo lo sherut (taxi collettivo) ad Azarie, la cittaina araba che si trova vicina a casa nostra al di là del muro. Vi propongo alcune immagini che accompagnano il nostro viaggio così spero di farvi capire un po’ meglio dove siamo stati.
Fuori dal nostro cancello per la strada che scende ad Abu Dis. Di fronte Gerusalemme Sud.
Un pezzetto di muro. Sulla sinistra il cortile dei passionisti.
Si intravede sulla dx del muro il passaggio della gente.
Stranamente non ci sono soldati a sorvegliare.
La discesa verso l’incrocio di Abu Dis.
Si intravede un uomo che sbuca dalla sinistra per attraversare senza essere visto dai soldati.
In fondo il Muro vero e proprio che circonda la piazza (vedi sotto) e la moschea.
il passaggio a piedi. Un soldato controlla l’uscita di una donna.
Noi stiamo per varcare (foto scattata in segreto…). I soldati non ci controllano perchè stiamo “uscendo” da Gerusalemme.
Ci incrociamo con una bimba che attraversa il muro per andare a scuola.
Siamo di là, nella “piazza” di Azarie.
La piazza da un’altra angolatura. Si intravede la porta con i soldati al centro dove finisce il muro.
La strada che sta facendo il taxi arancione prima della costruzione del muro era la strada principale per andare da Gerusalemme a Gerico. Ora è chiusa.
Prendiamo posto su uno sherut diretto a Ramalla. Costo 8 shekel (1,5 euro).
Il viaggio dura circa mezz’ora.
Costeggiamo l’insediamento ebraico di Ma’ale Adumim (35.000 abitanti)
Costeggiamo a Est Gerusalemma. Si intravedono a destra all’orizzonte sui colli i campanili del Monte degli Ulivi, non lontano da dove abitiamo noi.
Arriviamo al Check Point di Calandia alle porte di Ramalla che si intravede nello squarcio del muro.
Si notano anche delle nubi… Tra qualche giorno pare pioverà.
Si passa a piedi per marciapiedi circondati da rete e filo spinato.

Prendiamo altri due taxi (Calandia-Centro di Ramalla e Ramalla-Ain Arik).

Ad Ain Arik hanno costruito il minareto più alto di tutta la palestina
(foto composta da più foto fatte durante la vistita di Giovanni)

Piccola salita a piedi e si arriva alla chiesetta adiacente al monastero dei Fratelli


La messa: presiede Giovanni Mario e Lorenzo è il Diacono
Benedetto alla pianola
Bacio dei bambini al Vangelo
Anastasio
I bambini giocano fuori dalla chiesa
I fratelli ci invitano a pranzo… Come rifiutare la loro simpaticissima compagnia?
Ci danno anche dei preziosi consigli sullo studio dell’arabo e qualche libro per studiare.
Al ritorno ci facciamo un giro per il centro di Ramalla, molto caotico. Compriamo quaderni per la scuola.
Lorenzo ha bisogno di scarpe ma non è convinto della qualità delle scarpe in vendita.
Dal centro prendiamo un altro taxi collettivo fino al maqsum (posto di blocco) di calandia.
Ultimo tratto a piedi per il traffico intenso.
Fila al controllo carta di identità-passaporto (15 minuti)
A destra la fila per donne, bambini e anziani (over 50).
Passa solo chi ha la residenza in Israele (qui siamo nei territori occupati) o stranieri.

Il viaggio di ritorno poi continua regolarmente. Prendendo il taxi per Azarie incontriamo la nostra compagna di arabo parlato, spagnola, che torna da Nablus diretta per Hebrom. Cavolo che invidia. Con Lorenzo facciamo il proposito di andarci pure noi in futuro. Occorre solo armarsi di pazienza per i tanti cambi di mezzi e controlli dei soldati. La gente ha molta pazienza e dignità. I soldati non sono sempre gentili.

Lorenzo si ferma all’internet cafè di Azarie (costa la metà) io invece vado a casa. Sfrutto ancora la casa delle suore per fare qualche invio. Vespro, cena e letto.

1 comment to Ain Arik, viaggio fotografico

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