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קייטנה 2010

Ho passato una bella settimana con i bambini delle kehillot (le comunità cattoliche di lingua ebraica sparse per Israele) con i quali abbiamo fatto il campo estivo (questo vuol dire la parola ebraica “keitanà” che ho messo nel titolo) a Deir Rafat, il monastero dedicato a Maria regina della Palestina, vicino a Beit Shemesh, a circa 30 km da Gerusalemme. E’ stata una esperienza molto interessante. Il gruppo era molto vario, 41 bambini provenienti da famiglie e paesi molto diversi fra loro: russi, sudanesi, filippini, libanesi, ivoriani, ungheresi ecc. P. David mi aveva assegnato le lezioni di “arte” della mattina durante le quali abbiamo fatto una piccola icona incollata dell’ultima cena. Continua a leggere

Visite alle famiglie di Gaza

Lo scopo principale del nostro soggiorno a Gaza è stato incontrare le famiglie destinatarie a vario titolo di alcuni aiuti. Guidati da Sabah e l’inossidabile Suor Susan abbiamo visitato una decina di case. Tutte versano i condizioni che diremmo disperate. Il marito non ha lavoro. La maggior parte dei bambini sono piccoli ed essendo in vacanza gironzolano per casa, mentre i più grandi spesso vegetano sul letto o davanti alla TV senza far niente. La povera mamma deve barcamenarsi come può. Il piccolo aiuto che portiamo è probabilmente inutile e diseducativo ma è difficile pensare ad altre vie quando la situazione sociale e l’assedio non danno lasciano quasi nessuna porta aperta. Spesso sono persone poverissime anche di capacità e di inventiva. Continua a leggere

A Gaza si contruisce con il fango

case di fangoFoto da “In Gaza

Camminando verso Santiago abbiamo visto molte case di fango, antiche, resistenti, termicamente efficaci mi ha detto una anziana signora spagnola. E là mi venivano in mente le nostre case a Mapanda (Tanzania) e dintorni. Non ho trattenuto allora il sorriso ammirato quando ho letto l’articolo di electonic intifada che racconta della costruzione della sede della polizia di Sheikh Zayed, a nord di Gaza. I gazawi, senza cemento e senza materie prime, si sono ingegnati rispolverando le tecniche costruttive antiche. Con risultati decisamente interessanti. Ecco un video da Youtube: Continua a leggere

Una porta stretta nel muro di separazione

comboniane e bambini

Nelle tre settimane in cui sono stato in Italia sono successe diverse cose importanti qui in Terra Santa. Ci ho messo un po’ a spulciare e a leggere gli articoli accumulati dalla rete. Uno dei più interessanti è il numero 86 di Bocchescucite (leggetelo!) dedicato al famoso rapporto del giudice Richard Goldstone sui crimini di guerra perpetrati a Gaza nell’attacco di gennaio 2009. In questo numero però si parlava anche del checkpoint che abbiamo sotto casa, vicino alle suore comboniane. Armato di telecamera e macchina fotografica sono andato a vedere con i miei occhi cos’è cambiato. Continua a leggere

Ricomincia la scuola!

Lezioni di computer

Il primo settembre hanno riaperto le scuole dopo la pausa estiva. Le bambine ospiti qui a Betania dalle suore sono ritornate dai loro villaggi di provenienza (Betlemme, Ramallah, Ramleh, Gerusalemme, Bet Jala, Jaffa, Gerico, ecc) e la casa si è rianimata! Non ci sono grandi cambiamenti nel gruppo. Vedremo nei prossimi giorni quali bambine nuove si inseriranno. Abbiamo iniziato subito le lezioni di computer. Poi un po’ di giochi. Ecco qualche scatto. Continua a leggere

La Crèche in piscina

Crèche in PiscinaVenerdì Sour Sophie, della Crèche di Betlemme, ci ha chiesto aiuto per accompagnare un gruppo dei suoi bambini, a Latrun per trascorrere una giornata di vacanza su invito dei simpatici monaci. Ho fatto d’autista del pulmino dove ho caricato una decina di bambini, più costumini, cappellini… Al monastero abbiamo trovato un gruppo di signore cristiane di Ramle che ci hanno portato a Nevé Shalom, lì vicino. Nella piscina di Nevé Shalom abbiamo trascorso la giornata. Io purtroppo non avevo il costume quindi mi sono accontentato di guardare i piccoli fare il bagno. Continua a leggere

Los ninos de Dios – 504

Sabato pomeriggio siamo andati a Betlemme per fare la nostra prima vista alla casa delle suore del Verbo Incarnato (la comunità argentina di cui fa parte Abuna Jorge il futuro parroco di Gaza). Ancora bambini. Sono proprio loro i protagonisti, le vittime, gli angeli di Dio in questa terra. Siamo stati un’oretta con loro. Dolcissimi, molto segnati. Le suore, mi sono sembrate eroiche! Fanno una vita severa, tutta dedicate a loro e alla preghiera. Una a turno resta sveglia la notte per consolare i pianti e… le urla!

C’era anche Vincenzo, il siciliano, ormai da tutti riconosciuto come viceparroco di Betlemme. Ci raccontava dei progetti di allargamento della casa e dei tanti amici che passano e danno una mano. Accolgono volentieri volontari, anche per brevi periodi. Quindi fatevi avanti!

Riim, Carlotta, Camilla e Saly – 503

Nei giorni scorsi Patrizia, nei suoi viaggi di lavoro qui in Palestina-Israele (il suo progetto si ingegna per far incontrare, parlare, conoscere donne palestinesi e israeliane), ha portato le sue due bellissime bambine. Subito hanno fatto amicizia con le loro colleghe locali. Giovani donne che sanno già giocare e stare insieme senza sapere le une la lingua delle altre. Pochi giorni di amicizia e alla partenza abbracci e lacrime. Che bei miracoli… ma che dico, non è un miracolo. I bambini sono così. Non c’è nulla di strano. Quelli strani siamo noi! Infatti a chi è come loro appartiene il Regno dei cieli!

E’ iniziata la quaresima – 482

Le simpaticissime bambine, appena tornate da scuola, sono corse a farci vedere le loro maschere. Solo le 4 più piccole della casa, tremende e molto affettuose. Oggi, mercoledì delle ceneri, con tutti i bambini delle suole di Gerusalemme siamo andati alla messa in parrocchia, ore 8.

Ci tengono molto a sottolinerae la differenza tra la chiesa occidentale (la nostra) e quella orientale (qui) molto più attenta e devota al digiuno di quaresima (in arabo quaresima si dice appunto il digiuno di quaranta giorni). I nostri amici cristiani confermano. Io parto a piccoli passi con il ritiro dei dipendenti del patriarcato domani a Beit Jamal (!!). Qui di seguito una bella foto con Lorenzo:

Clowns a Betania – 418

clowns
Sono venuti sabato pomeriggio! Siamo stati un po’ un ripiego. Il gruppetto di Rimini (artisti e cineoperatori.. in tutto 5, hanno un nome-compagnia ma non lo ricordo) dovevano andare in scena a Gaza. Non hanno avuto il permesso di entrare. Sigh. Non sono gli unici ad essere bloccati. Peccato per i gazawi. Intanto ce li siamo goduti noi! Bravi. Spassosissimo il dialogo romagnolo-arabo-inglese con le bambine che si sono parecchio divertite. Guardatele in questa foto, attentissime e poi se avete voglia il video:
 

bambine attentissime