Camminando verso Santiago abbiamo visto molte case di fango, antiche, resistenti, termicamente efficaci mi ha detto una anziana signora spagnola. E là mi venivano in mente le nostre case a Mapanda (Tanzania) e dintorni. Non ho trattenuto allora il sorriso ammirato quando ho letto l’articolo di electonic intifada che racconta della costruzione della sede della polizia di Sheikh Zayed, a nord di Gaza. I gazawi, senza cemento e senza materie prime, si sono ingegnati rispolverando le tecniche costruttive antiche. Con risultati decisamente interessanti. Ecco un video da Youtube:Continua a leggere
Nelle tre settimane in cui sono stato in Italia sono successe diverse cose importanti qui in Terra Santa. Ci ho messo un po’ a spulciare e a leggere gli articoli accumulati dalla rete. Uno dei più interessanti è il numero 86 di Bocchescucite (leggetelo!) dedicato al famoso rapporto del giudice Richard Goldstone sui crimini di guerra perpetrati a Gaza nell’attacco di gennaio 2009. In questo numero però si parlava anche del checkpoint che abbiamo sotto casa, vicino alle suore comboniane. Armato di telecamera e macchina fotografica sono andato a vedere con i miei occhi cos’è cambiato. Continua a leggere
Il primo settembre hanno riaperto le scuole dopo la pausa estiva. Le bambine ospiti qui a Betania dalle suore sono ritornate dai loro villaggi di provenienza (Betlemme, Ramallah, Ramleh, Gerusalemme, Bet Jala, Jaffa, Gerico, ecc) e la casa si è rianimata! Non ci sono grandi cambiamenti nel gruppo. Vedremo nei prossimi giorni quali bambine nuove si inseriranno. Abbiamo iniziato subito le lezioni di computer. Poi un po’ di giochi. Ecco qualche scatto. Continua a leggere
Venerdì Sour Sophie, della Crèche di Betlemme, ci ha chiesto aiuto per accompagnare un gruppo dei suoi bambini, a Latrun per trascorrere una giornata di vacanza su invito dei simpatici monaci. Ho fatto d’autista del pulmino dove ho caricato una decina di bambini, più costumini, cappellini… Al monastero abbiamo trovato un gruppo di signore cristiane di Ramle che ci hanno portato a Nevé Shalom, lì vicino. Nella piscina di Nevé Shalom abbiamo trascorso la giornata. Io purtroppo non avevo il costume quindi mi sono accontentato di guardare i piccoli fare il bagno. Continua a leggere
Sabato pomeriggio siamo andati a Betlemme per fare la nostra prima vista alla casa delle suore del Verbo Incarnato (la comunità argentina di cui fa parte Abuna Jorge il futuro parroco di Gaza). Ancora bambini. Sono proprio loro i protagonisti, le vittime, gli angeli di Dio in questa terra. Siamo stati un’oretta con loro. Dolcissimi, molto segnati. Le suore, mi sono sembrate eroiche! Fanno una vita severa, tutta dedicate a loro e alla preghiera. Una a turno resta sveglia la notte per consolare i pianti e… le urla!
C’era anche Vincenzo, il siciliano, ormai da tutti riconosciuto come viceparroco di Betlemme. Ci raccontava dei progetti di allargamento della casa e dei tanti amici che passano e danno una mano. Accolgono volentieri volontari, anche per brevi periodi. Quindi fatevi avanti!
Nei giorni scorsi Patrizia, nei suoi viaggi di lavoro qui in Palestina-Israele (il suo progetto si ingegna per far incontrare, parlare, conoscere donne palestinesi e israeliane), ha portato le sue due bellissime bambine. Subito hanno fatto amicizia con le loro colleghe locali. Giovani donne che sanno già giocare e stare insieme senza sapere le une la lingua delle altre. Pochi giorni di amicizia e alla partenza abbracci e lacrime. Che bei miracoli… ma che dico, non è un miracolo. I bambini sono così. Non c’è nulla di strano. Quelli strani siamo noi! Infatti a chi è come loro appartiene il Regno dei cieli!
Le simpaticissime bambine, appena tornate da scuola, sono corse a farci vedere le loro maschere. Solo le 4 più piccole della casa, tremende e molto affettuose. Oggi, mercoledì delle ceneri, con tutti i bambini delle suole di Gerusalemme siamo andati alla messa in parrocchia, ore 8.
Ci tengono molto a sottolinerae la differenza tra la chiesa occidentale (la nostra) e quella orientale (qui) molto più attenta e devota al digiuno di quaresima (in arabo quaresima si dice appunto il digiuno di quaranta giorni). I nostri amici cristiani confermano. Io parto a piccoli passi con il ritiro dei dipendenti del patriarcato domani a Beit Jamal (!!). Qui di seguito una bella foto con Lorenzo:
Sono venuti sabato pomeriggio! Siamo stati un po’ un ripiego. Il gruppetto di Rimini (artisti e cineoperatori.. in tutto 5, hanno un nome-compagnia ma non lo ricordo) dovevano andare in scena a Gaza. Non hanno avuto il permesso di entrare. Sigh. Non sono gli unici ad essere bloccati. Peccato per i gazawi. Intanto ce li siamo goduti noi! Bravi. Spassosissimo il dialogo romagnolo-arabo-inglese con le bambine che si sono parecchio divertite. Guardatele in questa foto, attentissime e poi se avete voglia il video:
Spedizione a Betlemme. Pulmino carico di bambine bisognose di visita dentistica. Suor Mounira accompagnatrice. La mamma di Aissa prima vittima della pinza estrattrice. Paperoga autista!
Mentre avvenivano punture, estrazioni, trapanature io ho fatto spese. Prima di tutto il regalo dei ministri dozza: tavolo con sedie da lasciare sotto la pagoda. Poi grossa quantità di carne di maiale (braciole, salsiccie e hamburger) da macellaio specializzato di Bet Jala.
Il dentita è stato bravo. Le mie piccole amiche orgogliose di non aver pianto mostravano i cilindretti rimasti al posto dei denti estratti:
Sabato abbiamo fatto una bella gita al monastero di Latrun che si trova lungo la strada da Gerusalemme a Tel Aviv. E’ tenuto dai trappisti ed ha una grandissima tenuta agricola con olivi, aranceti, limoni. I monaci sono sempra molto gentili con noi e ci invitano ad andare a raccogliere le arance e i limoni per le bambine.
Due pulmini e una macchina. Pranzo al sacco preparato da miss Bassima e suor Munira. La giornata era stupenda. Anche a noi è toccato un saccone di arance (per le spremute!!) e un secchio di limoni (per il limoncello). Ho fatto qualche foto e un video: