
Foto presa dal blog The Big Picture
In questi giorni le drammatiche notizie che vengono dalla martoriata Haiti relativizzano i problemi della Terra Santa. Distruzioni, macerie, tantissime vittime non a causa di bombardamenti ma del terribile terremoto. Anche qui a Gerusalemme si moltiplicano le veglie di preghiera e le iniziative umanitarie. Ho mandato una piccola offerta, seguendo il consiglio di Davide B, un mio amico che qualche anno fa lavorava qui a Gerusalemme e che ora è in Guinea Conacry per contro della Catholic Relief Services, l’agenzia umanitaria internazionale dei vescovi degli Stati Uniti, che che coordina gli aiuti della Chiesa cattolica ad Haiti in questa fase iniziale del disastro (vedi l’articolo di Radiovaticana). Continua a leggere
Forse ricorderete le famiglie poverissime che abbiamo incontrato nei nostri giri nella striscia di Gaza, che vivono in capanne fatte di teli di plastica, cartoni e pezzi di lamiera. Quando è venuto Giovanni siamo ritornati da una vedova la cui casa è stata distrutta anni fa perchè troppo vicino agli insediamenti dei coloni (oggi abbandonati) e che vive appunto in una catapecchia (una foto e le tre successive). Suo marito morì in quella tragica circostanza. Ha alcuni figli di cui due con una malformazione agli occhi, guaribile con una operazione. Un bimbo è già stato operato con successo qui a Gerusalemme.
Il nostro Giovanni ha deciso di aiutare questa povera vedova. Durante la nostra ultima visita abbiamo dato la prima rata: 1000 €, per iniziare (vedi le foto sopra) prima stanza e il bagno. Altri mille sono pronti completare il lavoro. Le materie prime per le costruzioni sono molto costose a causa della chiusura totale delle frontiere da parte di Israele. Vi terremo aggiornati.