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Visite alle famiglie di Gaza

Lo scopo principale del nostro soggiorno a Gaza è stato incontrare le famiglie destinatarie a vario titolo di alcuni aiuti. Guidati da Sabah e l’inossidabile Suor Susan abbiamo visitato una decina di case. Tutte versano i condizioni che diremmo disperate. Il marito non ha lavoro. La maggior parte dei bambini sono piccoli ed essendo in vacanza gironzolano per casa, mentre i più grandi spesso vegetano sul letto o davanti alla TV senza far niente. La povera mamma deve barcamenarsi come può. Il piccolo aiuto che portiamo è probabilmente inutile e diseducativo ma è difficile pensare ad altre vie quando la situazione sociale e l’assedio non danno lasciano quasi nessuna porta aperta. Spesso sono persone poverissime anche di capacità e di inventiva. Continua a leggere

Una bottiglia d’acqua

Lasciamo ancora la parola al nostro Paolo:

La strada che da Gerusalemme porta a Hebron passa per Betlemme, e poco prima per un posto semisconosciuto che si chiama Har-Homà (Monte del muro). Sono circa le cinque del pomeriggio quando ci passiamo; il sole è ancora alto e bruciante, fa molto caldo: le previsioni per oggi dicevano trentotto, pare che ci abbiano azzeccato. Continua a leggere

Il terremoto ad Haiti

Foto presa dal blog The Big Picture

In questi giorni le drammatiche notizie che vengono dalla martoriata Haiti relativizzano i problemi della Terra Santa. Distruzioni, macerie, tantissime vittime non a causa di bombardamenti ma del terribile terremoto. Anche qui a Gerusalemme si moltiplicano le veglie di preghiera e le iniziative umanitarie. Ho mandato una piccola offerta, seguendo il consiglio di Davide B, un mio amico che qualche anno fa lavorava qui a Gerusalemme e che ora è in Guinea Conacry per contro della Catholic Relief Services, l’agenzia umanitaria internazionale dei vescovi degli Stati Uniti, che che coordina gli aiuti della Chiesa cattolica ad Haiti in questa fase iniziale del disastro (vedi l’articolo di Radiovaticana). Continua a leggere

Una casa in mattoni per una famiglia di Gaza

Forse ricorderete le famiglie poverissime che abbiamo incontrato nei nostri giri nella striscia di Gaza, che vivono in capanne fatte di teli di plastica, cartoni e pezzi di lamiera. Quando è venuto Giovanni siamo ritornati da una vedova la cui casa è stata distrutta anni fa perchè troppo vicino agli insediamenti dei coloni (oggi abbandonati) e che vive appunto in una catapecchia (una foto e le tre successive). Suo marito morì in quella tragica circostanza. Ha alcuni figli di cui due con una malformazione agli occhi, guaribile con una operazione. Un bimbo è già stato operato con successo qui a Gerusalemme.

Il nostro Giovanni ha deciso di aiutare questa povera vedova. Durante la nostra ultima visita abbiamo dato la prima rata: 1000 €, per iniziare (vedi le foto sopra) prima stanza e il bagno. Altri mille sono pronti completare il lavoro. Le materie prime per le costruzioni sono molto costose a causa della chiusura totale delle frontiere da parte di Israele. Vi terremo aggiornati.

A Beit Hummar a trovare Ranzan

Sabato 25 febbraio 2006
Amelia, quando è venuta a trovarci per Natale con il pellegrinaggio di Dozza e Sammartini, ci ha lasciato dei soldi per Ranzan, una bambina palestinese che abita a Beit Hummar, tra Betlemme e Hebron. Continua a leggere

Melkiti: Charles de Foucault, lancio dei tappi

Domenica 4 dicembre 2005

Oggi la chiesa di Gerusalemme ricorda Charles de Foucault, recentemente beatificato. Tutti i cattolici che lo desiderano sono convocati dai Melkiti o Greco Cattolici. Sono la chiesa di rito ortodosso, di lingua araba. Hanno una bellissima cattedrale vicino a porta Jaffa, tutta affrescata di icone. Continua a leggere

Sosia zia xxx, minipimer

Martedì 29 novembre 2005

Ieri giornata tranquilla di studio a casa, per smaltire le liturgie infinite con i bambini e gli ultimi strascichi di influenza. Fa molto caldo. Andiamo anche dal passionista per una connessione. Al ritorno sorpresa: hanno sistemato il telefono delle suore! Ci sono speranze anche per il nostro? Così dicono ma staremo a vedere. Continua a leggere

I volti e il console

Venerdì 18 novembre 2005

Oggi riposo. Non abbiamo scuola. Ho in programma il pomeriggio con i nostri bambini, come domenica scorsa. Passo la mattinata a studiarmi il libro di arabo palestinese ricco di esempi e di frasi di uso comune. In qualche pausa mi leggo anche le email arrivate il giorno precedente, tra le quali la rassegna stampa apano, abbondante… impossibile arrivarci in fondo! Continua a leggere