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La guida indigena

Paolo ci sta prendendo gusto. Ogni giorno mi passa un suo articolo per il blog! ‘Sta volta invece di fare una cronaca dettagliata delle giornate che sta vivendo, ha pensato di tratteggiare qualche tratto del sottoscritto. Mi tocca pubblicarlo!

Andrea è la mia guida (quasi) indigena, il tipo che si muove nel suo ambiente e fa sentire tranquillo anche te, che di quell’ambiente non capisci ancora niente. Abita qui da quasi cinque anni, ed a quanto posso vedere e capire io, deve aver trovato in se’ un’anima araba che forse non sapeva neanche di avere; oltre al fatto che si è impadronito dell’arabo (almeno quello parlato) in un modo che a me (che dopo anni e anni faccio ancora fatica a capire il banalissimo inglese) sembra stupefacente. Continua a leggere

Paolo Fornasari e l’insolita vacanzetta gerosolimitana

Sabato è arrivato un mio grandissimo amico. La nostra amicizia risale agli anni 90, quando frequentavamo insieme la facoltà di fisica. Da una dozzina d’anni è anche mio cognato! Maria gli ha regalato una settimana a Gerusalemme mentre lei si spupazza i meravigliosi nipoti (stefano, giuditta e luca). E’ arrivato munito di una super macchina fotografica che gli invidio molto. Gli ho chiesto di scrivere qualche cosa per il blog come introduzione alle foto. Eccolo:

Arrivo a Gerusalemme, dopo tanta attesa e fantasticherie e preparativi. Fin dalle prime ore del viaggio, tutto mi soprende. Mi aspettavo in aeroporto controlli di polizia fiscali e fastidiosi, e invece niente di speciale; mi aspettavo il gran caldo, e ho trovato tempo fresco e ventilato; credevo di sapere dove mi avrebbe scaricato il pulmino preso a Tel Aviv, e invece mi stavo sbagliando… e meno male che c’era già lì Andrea a prendermi. Festa! Abbracci e festeggiamenti, e poi subito a fare un giretto in centro. E ancora sorprese: alla basilica del Santo Sepolcro mi aspettavo un approccio “solenne”, e invece ce la prendiamo molto light. Mi aspettavo una marea di gente, e invece – miracolo – ce né pochissima! Così c’è tempo per stare un po’ lì con calma, riflettere, pregare, ascoltare, osservare, anche annusare (la pietra dell’unzione, l’incenso…). Continua a leggere

Tre giorni a casa Kiongosi: polenta, bambini e campi di mais

Non ci ero riuscito nemmeno nel lontano biennio 97-98, quando ero un “mapandese-italiano” a tutti gli effetti. Ho chiesto ospitalità alla famiglia Kiongozi, baba e mama Claudia con la loro numerosissima prole (13 figli). Abitano ad Igomutwa, un villaggio non lontano da Usokami. Da tanti anni sono nostri carissimi amici. Ad un certo punto iniziarono a leggere la Parola di Dio e la piccola regola. Da allora sono, insieme alla famiglia Kindole di Mgagao, degli straordinari compagni di cammino, fratelli nella fede. Nel 2001 hanno fatto la professione nella nostra meravigliosa famiglia della Visitazione. Continua a leggere

Mete impossibili

Martedì abbiamo provato ad entrare nella prigione di Gaza. Volevamo passare a salutare i nostri amici della parrocchia. Un giorno soltanto. Ma abbiamo trovato il checkpoint chiuso. Avrebbe riaperto alle 10. In quest’ultima settimana a Gerusalemme (domani Giobba torna a Bologna e io parto per l’Africa) ci siamo mossi poco. Nelle foto troverete un po’ di armeni. un po’ di sinagoga nuova, il giardiniere sterminatore, il cenacolo e altri panorami caratteristici. Giobba è ormai innamorato dell’accoppiata bicicletta-Gerusalemme, tanto che abbiamo fatto anche il passo dell’Aprica che qui è il monte degli Ulivi raggiunto dalla salitona ripidissima del Getsemani-Dominus Flevit (non documentata!):

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Domenica a Hebron, tra la desolazione del suk e i patriarchi

La radio diceva che i territori erano chiusi. Siamo stati alla messa solenne al Santo Sepolcro. Poi l’amica Caterina ci ha incoraggiati e, sulle nostre bici, abbiamo raggiunto Betlemme. Poi abbiamo preso un taxi collettivo fino a Hebron. Aiutati da un palestinese, che abita nel tanto martoriato tel Rumeida, abbiamo visitato il centro storico occupato, il suk desolato e deserto, le case dei coloni, le tombe dei patriarchi che poco hanno a che fare con il dramma che si consuma in queste viuzze segnate dalla violenza. Continua a leggere

Belle giornate e belle pedalate!

Mentre in Italia imperversava il brutto tempo qui il sole estivo ci ha attirati verso gite e visite continue nei dintorni di Gerusalemme. Giobba si è ormai innamorato delle due ruote, anche se, come fiato, non può ancora competere con paperoga! Dino, Rino, Leo, Ain Karem, Tamar sono i protagonisti della seguente gallerie fotografica: Continua a leggere

Giobba ai piedi del muro

Una settimana fa c’è stato un cambio della guardia sotto il muro a Betania. L’abouna Lorenzo è volato in Italia per qualche mese di vacanza e fratello Giobba è salito al suo posto nella postazione strategica dietro al monte degli Ulivi, aggiungendosi a Dino (Cocchianella) pure lui arruolato tra i fratelli di Betania e ad Andrea Merli, cooperante italiano, amico speciale, in missione umanitaria per salvare il medio oriente.

Dino ci regala meravigliosi piatti della cucina molisana-bolognese. Giobba si deve un po’ riprendere dalle fatiche del lavoro, azzarda qualche uscita, qualche pedalata al seguito di Paperoga. Deva ancora carburare a pieno. Lo aspettiamo! Intanto qualche foto con i suoi irresistibili commenti: Continua a leggere

E’ arrivata la pioggia!

Le preghiere, i digiuni, le danze, le novene… sono state esaudite! Stanotte è arrivata abbondante e rumorosa la tanto attesa pioggia. Suor Marie Noëlle era visibilmente soddisfatta stamattina a messa. Ieri pomeriggio c’era un sole estivo che ha provocato, nonostante la maglietta a maniche corte, una bella sudata durante la salita a casa con la spesa. Stamattina metto fuori il naso e non vedo nemmeno la casa delle suore: un nuvolone fitto e goccioloso nasconde muri e palme ravasiniane. Un ruscello passa davanti alla nostra porta di casa e porta l’acqua raccolta nel cortile nella cisterna sotto la terrazza. La bici resta in garage. Per l’ultima settimana di lezione del primo semestre farò l’autostop. L’intrepida maestra Antoinette invece è arrivata addirittura in anticipo, un po’ bagnata ma tutta contenta della pioggia!

Giro in bici e rischio linciaggio

paperoga-kalatravaSabato pomeriggio, vestito da paperoga (in rosso!), sono andato a fare un bel giro in bici con Mario, il mio amico italo-francese volontario dalle suore. Un gran bel tour. Abbiamo attraversato posti diversissimi e gente diversissima, come solo a Gerusalemme può capitare.

Siamo partiti da casa, Shaiah, quartiere arabo nella parte est, Gestemani, salita a Porta Damasco piena di gente per la festa del sacrificio, via dei profeti (quasi deserta perchè sabato), via Jaffa, stazione degli autobus, ponte nuovo di Calatrava (foto sopra), via T.Erzel, museo Yad vaShem, discesona a tutta birra fino ad Ain Karem (invasa da israeliani in cerca di bar e pic nic), valle di Beit Zait (dove c’è la diga… asciutta), sottopassaggio dell’autostrada 1 a Motsa, Valle degli Arazim fino all’Monte Hotsvim… ma proprio là, in via Golda Meir, sotto Ezrat Tora, quando eravamo stanchissimi per la salita e i km percorsi… Continua a leggere

Amici… in 5 fotoblog

marcoefamigliaScelgo le cinque foto che raccontano meglio dei nostri amici e dei nostri incontri di questa settinana. Cominciamo con la famiglia di Marco e Sabrina, con i figli Michea (il profeta chi è come Dio? con i pantaloni rossi) e Giosia (il re!). Sono della comunità Papa Giovanni XXIII. Stanno esplorando, incontrando, conoscendo la Terra Santa e soprattutto chi la abita, perchè vogliono venire ad abitare qui! In pochi giorni la loro fama si è già sparsa ai 4 venti! Continua a leggere