Un altro battesimo, molto meno traumatico di quello di Betlemme. Intorno a Pio – Joseph si sono raccolti moltissimi amici di Orit e Suheil, nella cripta della basilica della Dormizione. P. David ha presieduto la liturgia battesimale, in arabo, ricordando che proprio qui venne battezzata la mamma Orit, quando era incinta di Katrine. Una bella festa. Ecco le foto e un breve video: Continua a leggere
Giornata meravigliosa in Galilea. Nei posti classici (lago e Nazareth) ma anche nell’alta Galilea (Hazor e Kfar Bir’am). Ecco il post di Paolo (ormai già in Italia) e qualche spiegazione e link di approfondimento su questi luoghi.
Siamo partiti alle cinque e mezza, subito dopo il mattutino: Andrea, Lorenzo, don Matteo (non quello di Rai Uno) e io. Giornata in Galilea, verso mete note e meno note. Viaggiamo in furgone, seguendo la valle del Giordano, molto tranquillamente, guardandoci intorno e considerando ciò che vediamo (i villaggi beduini, gli insediamenti ebraici). Sono anche molto presenti i segni della difficilissima convivenza tra ebrei ed arabi: frutteti tagliati via, filo spinato a distanza di sicurezza dalla linea di confine, severi controlli di polizia al passaggio del confine. Vista l’ora, si pisola anche un po’. Continua a leggere
Continua a farmi riflettere la vicenda del vescovo Luigi Padovese, brutalmente ucciso qualche giorno fa. La sua vicenda è ben raccontata in un articolo che abbiamo pubblicato nel sito del patriarcato. Celebrò lui i funerali di don Andrea Santoro (nei parlai qui) le cui lettere sono per me preziosissime per capire il senso del nostro abitare in Medio Oriente, come cristiani. Gerusalemme non è la Turchia ma non è poi così lontana. E dalla tristissima vicenda delle navi dirette a Gaza assaltate dai commando israeliani, anche qui si parla molto di Turchia.
Siamo rimasti indietro con le gallerie fotografiche! Ve ne propongo due che raccolgono un po’ di incontri e tavolate, nei dintorni della festa dell’ascensione. Scrivono per il blog i miei simpatici genitori:
Continua il nostro soggiorno riposante e appassionante a Gerusalemme. Siamo diventati degli esperti del bus 75 che ci riporta a casa, ma più in alto, risparmiandoci una salita faticosissima. Alcuni appuntamenti molto importanti hanno costellato queste due settimane. Il primo è stato un viaggio in Cisgiordania dai fratelli e le sorelle di Ain Arik; in nostra compagnia avevamo una suora tedesca e un prete spagnolo, ma soprattutto padre David, che ha tenuto una straordinaria relazione introduttiva al Vangelo di Matteo. Pranzo luculliano rigorosamente divisi maschi e femmine. Giovedì festa dell’Ascensione, messa nella cappella delle Carmelitane al Pater Noster. Celebra la mesa il vescovo melchita. Qui conosciamo alcuni amici di Andrea che vengono a pranzo da noi. Siamo in 11,non rimane neppure una briciola… Italo e Gisella Continua a leggere
Sono a Betania ormai da una settimana! Me li sto godendo davvero. Hanno addirittura accettato di prendere in mano la tastiera per scrivere nel blog e mettere qualche commento alle foto che abbiamo fatto. Lascio a loro la parola:
Siamo finalmente arrivati a Gerusalemme, ospiti di Andrea, che nei limiti dei suoi impegni di lavoro e studio, ci porta in posti belli, curiosi e interessanti, ci fa conoscere i suoi numerosissimi amici. Per noi è bello anche stare a casa, Italo fa piccoli lavori e io le cose di casa. Mercoledì (5 maggio) abbiamo riposato, nel pomeriggio di giovedì siamo stati a Betlemme, avendo come meta Cremisan, una grande proprietà dei salesiani, dove si producono vini molto famosi, dando lavoro a molte persone, ma soprattutto lavorando le uve prodotte dagli agricoltori palestinesi, migliorandone la qualità.Nel ritorno è venuta con noi la moglie di Aissa con bimba. La sera sono venuti a cena Marco un amico del gruppo Giovanni XXIII con il suo papà, bella serata di chiacchere e compagnia. Continua a leggere
È una parrocchia piccola e “assediata” ma molto viva. È questa la sensazione che abbiamo ogni volta che passiamo qualche giorno con i gazawi cristiani. A chi viene da Gerusalemme balza al cuore l’intensità con cui la gente, parecchia gente, 50-70 persone, partecipa alla messa feriale. Si percepisce subito l’attenzione e la concentrazione dei fedeli, il vigore con cui vengono lette le letture e cantati i canti, tanto da essere a volte un po’ stonati, le strette di mano allo scambio di pace, la partecipazione alla comunione.
Quattro anni fa, il 5 febbraio 2006, consumava la sua vita nel martirio Don Andrea Santoro. Le sue lettere sono per me molto importanti per capire e scoprire il modo cristiano di abitare in medio oriente. Lo voglio ricordare qui con un bell’articolo apparso su avvenire qualche giorno fa scritto da P. Francesco Rossi de Gasperi.
La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci ha lasciato un senso di gratitudine e di speranza. Di gratitudine per l’incontro quotidiano, cordiale, reciproco, nella preghiera, che abbiamo avuto con i cristiani delle altre chiese. A poche centinaia di metri le une dalla altre le chiese di Gerusalemme offrono ai fedeli tutta la ricchezza della loro propria tradizione spirtuale e liturgica. Un tesoro che in queste serate abbiamo imparato a scoprire. Continua a leggere
Domenica sono stato a Nazareth per la messa di beatificazione di Madre Maria Alfonsina Ghattas, una suora palestinese di Gerusalemme (1843-1927). E’ la seconda donna della Diocesi di Gerusalemme ad essere dichiarata beata dopo la carmelitana Mariam Baouardy nel 1983. La liturgia, la gente, le suore, i celebranti, la chiesa dell’Annunciazione, gli amici… una bellissima festa! Da Gerusalemme ho trovato posto in una macchina del patriarcato latino, insieme al mio amico e collega Gabriel. Con la sua faccia tosta ci siamo intrufolati nella basilica superiore, già gremita di invitati VIP e da lì abbiamo assistito e documentato le fasi salienti della messa. Continua a leggere
E’ stata una bellissima giornata: come ogni anno, il 25 ottobre, la chiesa della Terra Santa si riunisce a Der Rafat, una collinetta vicino a Bet Shemesh, nel santuario dedicato a Maria, Regina della Palestina. Quest’anno cadeva di domenica. Forse per questo c’era moltissima gente venuta da tante parti (non tutte, perchè i cristiani dei territori occupati non hanno potuto partecipare) del paese. Continua a leggere