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	<title>Conversando con Gerusalemme &#187; combattenti per la pace</title>
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	<description>blog di fratel Paperoga in Terra Santa</description>
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		<title>5 anni di vita dei combattenti per la pace</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un centinaio di persone ha partecipato alla bella festa di anniversario di 5 anni dell&#8217;associazione &#8220;combattenti per la pace&#8221; (chi non la conosce si guardi il sito e i video testimonianza, o questa su al-jazeera) di cui ho più volte parlato in questo blog, di cui mi sento un convinto sostenitore, sia perchè ci lavora <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/5-anni-di-vita-dei-combattenti-per-la-pace.html">5 anni di vita dei combattenti per la pace</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/5anni-combattentipace-17-07-2010-19-02-41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1309" title="5anni-combattentipace 17-07-2010 19-02-41" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/5anni-combattentipace-17-07-2010-19-02-41.jpg" alt="" width="700" height="468" /></a>Un centinaio di persone ha partecipato alla bella festa di anniversario di 5 anni dell&#8217;associazione <a href="http://cfpeace.org/">&#8220;combattenti per la pace</a>&#8221; (chi non la conosce si guardi il sito e i video testimonianza, o <a href="http://english.aljazeera.net/programmes/rizkhan/2010/07/2010722629372570.html">questa su al-jazeera</a>) di cui ho <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/category/combattenti-per-la-pace">più volte</a> parlato in questo blog, di cui mi sento un convinto sostenitore, sia perchè ci lavora la mia amica Tamar, sia perchè sono una voce diversa dal coro, convincente e, purtroppo, poco ascoltata nella società israeliana (in quella palestinese gode di più credito). Ci sono andato volentieri. C&#8217;erano anche Francesco Ziosi e Agnese.<span id="more-1308"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/5anni-combattentipace-17-07-2010-17-28-26.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1310" title="5anni-combattentipace 17-07-2010 17-28-26" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/5anni-combattentipace-17-07-2010-17-28-26.jpg" alt="" width="700" height="468" /></a></p>
<p>In primo piano i coraggiosi fondatori che <em>iniziarono </em>a deporre le armi e a parlare, semplicemente parlare, con il nemico. Dopo una breve presentazione siamo stati divisi in gruppi e abbiamo sperimentato il modo di dialogo e di confronto, caratteristico della loro azione: ognuno doveva scegliere la foto che rappresentava meglio l&#8217;azione dei CFP. Un bel confronto ha animato tutti i gruppi. Poi i discorsi ufficiali e una folkloristica danza tradizionale di un gruppo familiare di Hebron.</p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/5anni-combattentipace-17-07-2010-19-00-39.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1311" title="5anni-combattentipace 17-07-2010 19-00-39" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/5anni-combattentipace-17-07-2010-19-00-39.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a></p>
<p>E&#8217; spuntata anche <strong>Luisa Morgantini</strong> la ex vicepresidente del Parlamento Europeo, una donna forte, comunista (una delle poche rimaste?), da sempre vicina alla causa palestinese, e molto amica di questa associazione fin dai suoi primi passi. Una settimana dopo è stata protagonista di un <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/23/news/esercito_israeliano_contro_pacifisti_arrestata_luisa_morgantini-5774989/?ref=HREC1-4">arresto lampo</a> durante le manifestazioni a Bilin (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=57UKBbztPtE">video</a> da vedere luisa in mezzo ai soldati!). Ecco le foto della festa:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="800" height="533" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5495428566325381345%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" /><param name="src" value="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5495428566325381345%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://picasaweb.google.com/andresbergamini/5AnniDiCombattentiPerLaPace#">Album Picasa (30 foto)</a></p>
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		<title>Manifestiamo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 19:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La strage della flottilla continua a lasciare articoli interessanti, video, testimonianze in giro per la rete. E&#8217; difficile però non lasciarsi prendere dallo sconforto. La pace quando arriverà? Intanto la vita va avanti e altre vittime cadono qui e là, nella tragica indifferenza. Venerdì, giornata della preghiera mussulmana, città chiusissima. Io sono andato al Patriarcato, <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/manifestiamo.html">Manifestiamo</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/tamar-alex.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1225" title="tamar-alex" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/tamar-alex.jpg" alt="" width="700" height="526" /></a>La strage della flottilla continua a lasciare articoli interessanti, video, testimonianze in giro per la rete. E&#8217; difficile però non lasciarsi prendere dallo sconforto. La pace quando arriverà? Intanto la vita va avanti e altre vittime cadono qui e là, nella tragica indifferenza. Venerdì, giornata della preghiera mussulmana, città chiusissima. Io sono andato al Patriarcato, caricandomi in spalla la bicicletta da Ras alAmud fino al fondo della del Cedron per risalire verso porta Sion. La polizia non mi ha fatto passare perchè non ero ancora 40enne. Un palestinese poco lontano è stato <a href="http://translate.google.com/translate?sl=auto&amp;tl=it&amp;u=http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx%3FID%3D291342">ucciso a bruciapelo</a> perchè sembrava che stesse forzando con la macchina un posto di blocco. Erano con lui moglie e figlia.</p>
<p><span id="more-1224"></span></p>
<p>Nel pomeriggio sono andato a cercare gli amici pacifisti a Sheikh Jarrah. C&#8217;erano con me Alexander con il figlio Timoteo e Tamar. Abbiamo fatto un bel giro nelle vie del quartiere con un gruppetto di israeliani pacifisti sotto lo sguardo scettico della polizia. Per me continua ad essere importante sostenere questi sparuti israeliani &#8211; pare che aumentino di volta in volta &#8211; che emergono con idee diverse dalla massa compatta di cui leggiamo sui giornali.</p>
<p>Se avete voglia di leggere qualche articolo vi segnalo due piccole rassegne:</p>
<p>1) <a href="http://www.bocchescucite.org/?cat=353">Bocchescucite </a>(hanno un bel sito nuovo) in particolare l&#8217;articolo di <a href="http://www.bocchescucite.org/?p=2869">Amira Hass sull&#8217;assedio di Gaza</a>.</p>
<p>2) <a href="http://www.adistaonline.it/index.php?op=numero&amp;id=3695&amp;PHPSESSID=139ba1a646ebf34cca6338ab2e2be7b0">Adista n°51</a> (grazie debora della segnalazione!)</p>
<p>Vi ricordo sempre che nella colonna qui destra, sotto la scritta &#8220;Condivido&#8221; compaiono gli articoli che pesco nel mio lettore di feeds. Chi vuole può <a href="http://www.google.com/reader/shared/andresbergamini">abbonarsi </a>ai miei condivisi.</p>
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		<title>A Cesarea marittima con Tamar (dopo l&#8217;arresto!)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gallerie Fotografiche]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Mercoledì pomeriggio, vigilia della pentecoste ebraica, abbiamo accettato un generoso invito della nostra amica Tamar: siamo andati sul mare, a Cesare, l&#8217;antica capitale imperiale. Il parco archeologico è sempre molto affascinante. Fa impressione pensare che, nel periodo d&#8217;oro (3 sec.) la città contasse 120.000 abitanti. Italo e Gisella hanno zampettato agilissimi tra le rovine. Abbiamo potuto <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/a-cesarea-marittima-con-tamar-dopo-larresto.html">A Cesarea marittima con Tamar (dopo l&#8217;arresto!)</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/cesarea-19-05-2010-18-25-37.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1201" title="cesarea 19-05-2010 18-25-37" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/cesarea-19-05-2010-18-25-37.jpg" alt="" width="700" height="468" /></a>Mercoledì pomeriggio, vigilia della pentecoste ebraica, abbiamo accettato un generoso invito della nostra amica Tamar: siamo andati sul mare, a Cesare, l&#8217;antica capitale imperiale. Il parco archeologico è sempre molto affascinante. Fa impressione pensare che, nel periodo d&#8217;oro (3 sec.) la città contasse 120.000 abitanti. Italo e Gisella hanno zampettato agilissimi tra le rovine. Abbiamo potuto ricambiare la visita a Betania dei genitori di Tamar (pranzo di martedì) accettando il loro invito per la cena nella loro casa bellissima, vicina all&#8217;acquedotto romano. Uno degli argomenti della serata&#8230; gli arresti!<span id="more-1200"></span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="800" height="533" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.it&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5473015337624660625%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" /><param name="src" value="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.it&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5473015337624660625%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://picasaweb.google.com/andresbergamini/ACesareaConTamar">Album Picasa: A Cesarea con Tamar (38 foto)</a></p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/sheikh-jarrah-tamar-13-05-2010-17-40-02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1202" title="sheikh-jarrah-tamar 13-05-2010 17-40-02" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/sheikh-jarrah-tamar-13-05-2010-17-40-02.jpg" alt="" width="700" height="526" /></a></p>
<p>Come sapete a Cesarea Paolo restò imprigionato 2 anni prima di partire per Roma. A proposito di arresti, proprio qualche giorno fa, Tamar è stata arrestata durante una manifestazione pacifista a Sheikh Jarrah contro la commemorazione della unificazione della città di Gerusalemme. E&#8217; stata subito rilasciata. Ecco le foto:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="800" height="533" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.it&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5473808028979597665%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" /><param name="src" value="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="http://picasaweb.google.it/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.it&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.it%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5473808028979597665%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://picasaweb.google.com/andresbergamini/IlGiornoDiGerusalemmeTamarArrestataAShikhJarrah#">Album Picasa Il giorno di Gerusalemme: Tamar arrestata a Shikh Jarrah (26 foto)</a></p>
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		<title>Dimostrazione pacifica a Sheikh Jarrah</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 21:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Protesta non violenta]]></category>
		<category><![CDATA[Territori occupati]]></category>
		<category><![CDATA[combattenti per la pace]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio mi sono infilato nella manifestazione, ormai famosa e abituale, del venerdì nel quartiere Sheikh Jarrah di Gerusalemme Est dove soprattutto israeliani protestano per l&#8217;esproprio di alcune case abitate da palestinesti da parte a favore di coloni ebrei. Una vicenda molto spinosa (ne abbiamo già parlato) e profondamente ingiusta tanto da suscitare molte proteste <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/dimostrazione-pacifica-a-sheikh-jarrah.html">Dimostrazione pacifica a Sheikh Jarrah</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/sheikh-jarrah.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1001" title="sheikh-jarrah" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/sheikh-jarrah.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a>Ieri pomeriggio mi sono infilato nella manifestazione, ormai famosa e abituale, del venerdì nel quartiere Sheikh Jarrah di Gerusalemme Est dove soprattutto israeliani protestano per l&#8217;esproprio di alcune case abitate da palestinesti da parte a favore di coloni ebrei. Una vicenda molto spinosa (ne abbiamo <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/demolizioni-espropri-e-dipinti-sui-muri.html">già parlato</a>) e profondamente ingiusta tanto da suscitare molte proteste anche tra gli stessi israeliani. E di venerdì in venerdì la manifestazione è cresciuta sempre di più complice anche la polizia che poco furbescamente ha arrestato, represso, maltrattato i manifestanti attirando ancora di più l&#8217;attenzione dei media. Potete trovare ampie testimonianze di tutto questo in rete. Invitato dalla mia amica Tamar, dei combattenti per la pace, incuriosito dalla notorierà della protesta venerdì ci sono andato anch&#8217;io. <span id="more-1000"></span></p>
<p>E&#8217; stato molto interessante. C&#8217;era molta gente. Almeno 300-400 persone. Slogan, tamburi, volantinaggio, semplici chiacchiere. Un bel clima di vivacità e partecipazione. La gente con cui ho parlato ha una voglia di parlare, manifestare, urlare contro l&#8217;occupazione, contro le ingiustizie, contro la politica razzista e ingiusta del governo centrale. Diversi amici conosciuti all&#8217;università ci tengono molto a partecipare! Ecco un breve video che ho girato</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ausZYg2Xxoc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/ausZYg2Xxoc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ausZYg2Xxoc">Youtube</a> (1&#8217;15&#8221;)</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.flickr.com/photos/lisang/4314358832/"><img class="alignleft size-full wp-image-1002" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="david grossman" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/grossman.jpg" alt="" width="288" height="193" /></a>Ho letto successivamente che c&#8217;erano anche alcune personalità. Ad esempio <a href="http://invisiblearabs.blogspot.com/2010/01/di-nome-davide.html">David</a> Grossman, che ha poi <a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3841510,00.html">rilasciato</a> qualche <a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1146191.html">dichiarazione</a> interessante, che speriamo contribuisca a fare giustizia o almeno ad aiutare il risveglio delle coscienze.</p>
<p style="text-align: left;">I movimenti pacifisti (soprattutto nei territori occupati: a <a href="http://www.bilin-village.org/italiano/">Bil&#8217;in</a>, Ni’lin, ecc.) hanno vita dura. Vengono combattuti con energia dall&#8217;esercito e dalla polizia: i responsabili delle manifestazioni vengono <a href="http://zeitun.ning.com/profiles/blogs/arrestato-questa-notte-a-bilin">arrestati </a>e detenuti senza processo per mesi.</p>
<p style="text-align: left;">Proprio ieri è apparsa una interessante <a href="http://www.corriere.it//gallery/esteri/01-2010/palestinesi/1/i-palestinesi-protestano-contro-muro_6ae9e9ba-0cec-11df-a99f-00144f02aabe.shtml#1">galleria fotografica</a> sul corriere on line. Vi consiglio di guardarla perchè sono foto molto belle. Ma confrontatela con questo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fCmO3nbMcFs">video</a> che riprende le stesse scene. Mi hanno fatto impressione tutti quei colpi sparati, quei lacrimogeni e chissà quali proiettili. Ma mi impressionano anche tutti quei sassi lanciati.</p>
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		<title>Con le armi della pace</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 19:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[combattenti per la pace]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>La mia amica Tamar (quella delle biciclettata di sabato scorso) lavora da qualche mese come segretaria-tutto fare dell&#8217;organizzazione &#8220;Combattenti per la pace&#8221; di cui abbiamo già parlato in passato. Dai suoi racconti si capisce che incontra gente in gamba, realista e che si spende con passione per un futuro di giustizia e di pace per <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/con-le-armi-della-pace.html">Con le armi della pace</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/roni-segoly1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-797" title="Roni Segoly e Raed Al Adar di Combatans for Peace" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/roni-segoly1.jpg" alt="Roni Segoly e Raed Al Adar di Combatans for Peace" width="643" height="235" /></a></p>
<p>La mia amica <strong>Tamar </strong>(quella delle <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/amici-in-5-fotoblog.html">biciclettata</a> di sabato scorso) lavora da qualche mese come segretaria-tutto fare dell&#8217;organizzazione &#8220;Combattenti per la pace&#8221; di cui abbiamo già parlato in <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/?s=combattenti+per+la+pace">passato</a>. Dai suoi racconti si capisce che incontra gente in gamba, realista e che si spende con passione per un futuro di giustizia e di pace per questa terra. E&#8217; lei che mi suggerisce i seguenti links.</p>
<p>1) Una intervista, in italiano, raccolta da AGI mondo ONG: La battaglia della non violenza di Combatans for Peace. La parola a Roni Segoly, ex poliziotto israeliano, e Raed Al Adar, ex combattente palestinese, oggi dalla stessa parte della &#8216;barricata&#8217;. Qui di seguito il testo.</p>
<p>2) Radio <a href="http://www.allforpeace.org/readarticle.aspx?articleid=6825&amp;lang=3"><strong>All for Peace</strong></a>: una bella chiacchierata  &#8211; confronto tra <a href="http://blog.combatantsforpeace.org/">combattenti per la pace</a> e <a href="http://www.theparentscircle.com/">Parents Circle</a>. Intervengono anche il generale palestinese Jibril Rajub e Robbie Damelin, quella mamma che ricevette una lettera dal cecchino uccise suo figlio David. E&#8217; in ebraico e dura un&#8217;ora (ci sono dei begli intermezzi musicali!).<span id="more-792"></span></p>
<p><strong>Roni Segoly, ex poliziotto israeliano, e Raed Al Adar, ex combattente palestinese, fanno parte di <em>Combatans for Peace</em>, e coordinano rispettivamente la struttura israeliana e quella palestinese dell’organizzazione di attivisti per la pace in Medio Oriente. </strong></p>
<p><strong></strong>“Ho lavorato per l’esercito, la polizia e i servizi segreti israeliani combattendo contro i palestinesi”, racconta Roni Segoly, “quando sono entrato a far parte di <em>Combatants for Peace</em> da molti anni avevo cambiato le mie idee e avevo abbandonato il mio lavoro. Ora sono un attivista per la pace, ed è stata la scelta più importante della mia vita”. Difficile per entrambi abbandonare in un angolo la divisa indossata per combattere per i propri ideali. “Non ho partecipato alla prima riunione di <em>Combatans for Peace</em>, quella che di fatto l’ha fondata, perché per me era molto difficile accettare di confrontarmi con ex soldati che fino a poco tempo prima erano miei nemici e causa delle sofferenze del mio popolo”, rivela Raed Al Adar. E spiega: “All’inizio era difficile avere fiducia reciproca, ora abbiamo una politica comune che richiede due Stati per due popoli, senza nessun insediamento israeliano nei territori palestinesi. Nella nostra proposta Gerusalemme Est sarebbe la capitale dello Stato palestinese, mentre la parte ovest della città sarebbe la capitale d’Israele”. Segoly e Al Adar sono stati di recente in Italia per diffondere gli ideali di pace della loro organizzazione e allacciare relazioni con la società civile e le autorità locali italiane. Li abbiamo intervistati per cercare di capire che cosa li ha spinti, ciascuno dalla propria parte della ‘barricata’, a intraprendere la strada della non violenza.</p>
<p><strong>Quando avete deciso che la pace era l&#8217;unica via? </strong><br />
<em>Roni Segoly</em>: Ho sempre voluto la pace, come del resto il governo israeliano. Non ho cambiato idea in questo senso. Ma ho deciso di tirarmi fuori da un circolo vizioso fatto di violenza e di raggiungere la pace in maniera non violenta. Per 20 anni ho combattuto i palestinesi, e penso che lungo tutto questo periodo la mia mente abbia maturato le convinzioni che ho ora. Forse l’evento che più mi ha colpito e che ha cambiato la mia coscienza è stato la fine della prima Intifada, nel 1987: allora mi sono reso conto che non stavo più combattendo contro un esercito nemico, ma contro gente comune che cercava semplicemente di riconquistare la libertà. Improvvisamente non mi sono più considerato un soldato che proteggeva il proprio paese, ma un oppressore.</p>
<p><strong>Pensi che ci siano molti soldati che abbiano dei dubbi ma che non la forza di fermarsi?</strong><br />
<em>Roni Segoly</em>: Sicuramente noi siamo la minoranza, solo poche persone traggono le conseguenze dai propri dubbi. È sicuramente più facile imbracciare un fucile e combattere piuttosto che tendere la mano al proprio nemico. Penso che la maggior parte delle persone non cambi idea non perché non ne abbia il coraggio, ma perché non si rende pienamente conto della situazione: io non so cosa ci abbia spinto a cambiare. Non siamo persone migliori, siamo come tutti gli altri. Magari siamo stati aiutati dalle circostanze o dal nostro bagaglio di esperienze.</p>
<p><strong>Come ha reagito la gente nei Territori al progetto di <em>Combatants for Peace</em>?</strong><br />
<em>Raed Al Adar</em>: Vivendo sotto l’occupazione è stato molto difficile organizzare i primi incontri con gli ex soldati israeliani. Le persone consideravano strano ciò che facevamo e non capivano il nostro lavoro. Ho avuto problemi con gli amici e con i vicini; i loro occhi vedevano un ex alleato che ora collaborava con chi era responsabile delle sofferenze in Palestina. Da subito mi sono sforzato di far capire che il nostro agire andava oltre l’apparenza, e che il nostro obiettivo comune era la fine dell’occupazione. Oggi la società palestinese approva l’attività e le strategie della nostra organizzazione. Nel mio paese gli ex prigionieri politici, e molti di noi lo sono stati, vengono rispettati e ascoltati. Questa disponibilità d’animo ci ha aiutato.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Qual è stata la reazione in Israele? </strong><br />
<em>Roni Segoly</em>: La nostra non è stata la prima esperienza di collaborazione tra israeliani e palestinesi, ma la prima tra ex combattenti. In Israele le reazioni sono state differenti, perché noi siamo gli occupanti. La gente nel mio Paese pensa che l’occupazione dei territori palestinesi non sia un problema che li riguarda. In qualche modo percepiscono il mio lavoro come se io stessi aiutando i palestinesi, cioè il nemico. Pensano che tutte le nostre attività nascano dal fatto che i palestinesi soffrono e noi interveniamo in loro favore, ma la realtà è diversa: io voglio che l’occupazione finisca non solo per il bene dei palestinesi, ma principalmente per il bene d’Israele. Noi non ci rendiamo conto di quanto questa situazione ci abbia cambiati; un tempo noi eravamo le vittime e ora siamo i carnefici. Eravamo perseguitati e ora siamo persecutori. La gente non si rende conto di cosa ci sta succedendo a causa dell’occupazione. Quello che voglio è proteggere il mio popolo, recuperare la nostra identità. Questo è molto difficile da spiegare alla società israeliana. Ci chiamano ‘amanti degli arabi’ e ‘traditori’.</p>
<p><strong>Che cosa fa concretamente la vostra organizzazione?</strong><br />
<em>Roni Segoly</em>: Cerca di fare incontrare ‘in pace’ il maggior numero possibile di israeliani e palestinesi. Per questo, uno dei nostri obiettivi strategici è quello di aumentare il numero di sostenitori e membri della nostra organizzazione. Sia in Israele sia in Palestina cerchiamo di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, e uno degli strumenti che utilizziamo sono le House lectures. Ci presentiamo a questi incontri ‘in coppia’ e cerchiamo di abbattere le barriere, che comunque esistono. La nostra attività si divide per regioni: in ognuna c’è un gruppo composto per metà da palestinesi e per metà da israeliani. Si portano avanti attività a livello locale con due obiettivi. Il primo è quello di proteggere i palestinesi che vivono nella zone occupate, per esempio attraverso dimostrazioni contro gli insediamenti israeliani o contro la demolizione delle case dei palestinesi. Il secondo, di raccontare agli israeliani ciò che succede in Palestina, perché nessuno di loro conosce realmente ciò che accade. Nessuno di loro sa cosa voglia dire vivere privati della propria libertà, nessuno sa cosa sia un check point. Gli israeliani non capiscono perché i palestinesi si lamentano, ed è per questo che noi li accompagniamo nei Territori Occupati in modo che possano vedere con i loro occhi. Ai più giovani ci rivolgiamo anche con i social network come twitter e facebook, e cerchiamo di partecipare a molti incontri all’estero per far conoscere la nostra attività.</p>
<p><strong>Quali sono i vostri progetti per il futuro?</strong><br />
<em>Raed Al Adar</em>: Siamo coscienti che non riusciremo a cambiare la situazione nel breve periodo. E’ tutto molto difficile e complicato, ma sicuramente ci muove la certezza di riuscire a convincere molte persone. Vogliamo recuperare la speranza, e raggiungere i nostri obiettivi attraverso il dialogo.<br />
<strong><br />
Come sono le relazioni con le istituzioni locali e nazionali?</strong><br />
<em>Roni Segoly</em>: In Israele non abbiamo nessun rapporto con le istituzioni. Ci relazioniamo solamente con altre organizzazioni e con la società civile.<br />
<em><br />
Raed Al Adar</em>: Abbiamo relazioni con molte organizzazioni e con le autorità locali, che sostengono il nostro lavoro. Alcuni leader di Fatah ci appoggiano perché abbiamo un obiettivo in comune: la fine dell’occupazione.</p>
<p><strong>Qual è la situazione politica in questo momento, anche in considerazione del nuovo scenario internazionale?</strong><br />
<em>Roni Segoly</em>: Da un lato ci sentiamo disperati e disillusi. La gente non crede più nella pace. Siamo stati illusi troppe volte: Camp David, Ginevra… Dall’altro lato però la gente continua ad avere bisogno di essere ottimista. D’altronde, tutti i conflitti del mondo si sono conclusi con dei negoziati e dei compromessi. Ma non con l’imposizione della forza: possiamo continuare a ucciderci all’infinito senza risolvere nulla. In questo momento ci troviamo in una situazione di stallo, nessuno prende l’iniziativa. Ma non si può più rimandare. Esistono responsabilità da entrambe le parti, ma noi israeliani siamo più responsabili perché abbiamo il potere. Le autorità israeliane sono miopi, a loro basta non avere attentati sul nostro territorio, e fino a quando la situazione rimarrà di relativa calma non faranno nulla per risolvere il problema. Basta un niente tuttavia per ricominciare a combattere. La gente però sta capendo che non si può continuare così, non si può ignorare la causa e pensare solo agli effetti. Il fatto che al governo in Israele ci sia una coalizione di destra guidata da Netaniyau è comunque positivo: se lui farà qualcosa per arrivare alla pace nessuno obietterà. E anche l’elezione di Obama e le sue parole ci danno speranza.</p>
<p><em>Raed Al Adar</em>: Il popolo palestinese non ha più speranze per il futuro. Quando Obama è stato eletto ha portato un po’ di ottimismo, ma è durato poco. Abu Mazen sta tentado da 5 anni di avviare dei negoziati e non ha ottenuto nulla; ci sono stati molti incontri bilaterali che non hanno portato a niente. In Palestina si cerca semplicemente di sopravvivere.</p>
<p><strong>Cosa può fare l’Europa per sostenere il lavoro di Combatants for Peace?</strong><br />
<em>Roni Segoly</em>: L’organizzazione ha sempre avuto un importante supporto dall’Europa e pochissimo dagli Stati Uniti. Chi va nei Territori occupati vedrà solo cooperanti europei. Io penso che il nostro ruolo sia quello di far conoscere la ‘reale’ situazione in Medio Oriente, sta poi a voi fare pressione sui vostri governi per cercare davvero di arrivare alla pace. Comunque i Paesi europei sono da sempre i più strenui sostenitori della teoria dei due popoli in due Stati.</p>
<p><em>La fonte dell&#8217;intervista è</em>:</p>
<p><a href="http://www.agimondo.it/focus/con-le-armi-della-pace"><img class="aligncenter size-full wp-image-796" title="agi-mondo-ong" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/agi-mondo-ong.gif" alt="agi-mondo-ong" width="778" height="80" /></a></p>
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