Non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di un incontro all’università ebraica dell’organizzazione Shovrim Shtika (Rompere il silenzio) che, in Israele, raccoglie testimonianze di giovani soldati sulle loro esperienze di guerra. Ci hanno appunto presentato una sintesi delle testimonianze rese da 30 soldati, dopo l’attacco a Gaza di gennaio 2009 piombo fuso. Nel blog ne ho già parlato in passato. Nel sito ufficiale potete guardare i video e leggere i testi.
Mi ha fatto impressione vedere le corrispondenze tra questi racconti, i nostriracconti raccolti dalla gente di Gaza, il recente rapporto Goldstone: omicidi di innocenti (non c’erano regole di ingaggio e di apertura del fuoco), distruzioni indiscriminate di case (i buldozzer blindati lavoravano ininterrottamente), rabbini militari che motivavano e istigavano le truppe con assurde teorie (ci hanno mostrato un libretto stampato con il timbro dell’esercito) sulla guerra santa e la legittimità del possesso della “terra dei padri”, uso di armi proibite (fosforo), ecc. Quanto bisogno di verità e di giustizia!!
Un bell’incontro, tutti giovani israeliani, vivaci nell’ascoltare e nelle domande, che hanno desiderio di sapere e di smascherare le ipocrisie dei politici guerrafondai.
Camminando verso Santiago abbiamo visto molte case di fango, antiche, resistenti, termicamente efficaci mi ha detto una anziana signora spagnola. E là mi venivano in mente le nostre case a Mapanda (Tanzania) e dintorni. Non ho trattenuto allora il sorriso ammirato quando ho letto l’articolo di electonic intifada che racconta della costruzione della sede della polizia di Sheikh Zayed, a nord di Gaza. I gazawi, senza cemento e senza materie prime, si sono ingegnati rispolverando le tecniche costruttive antiche. Con risultati decisamente interessanti. Ecco un video da Youtube:Continua a leggere
C’è un Paese in cui la Giustizia non fa sconti. Un Paese in cui un primo ministro indagato per reati finanziari va in televisione per annunciare le sue dimissioni e aggiungere: «Sono orgoglioso di vivere in un Paese in cui nessuno è al riparo dalla legge…». C’è un Paese in cui due ex ministri entrano in carcere per scontare la condanna senza gridare al complotto. C’è un Paese in cui gli inquirenti sottopongono a ripetuti interrogatori il potente ministro degli Esteri e alla fine ne chiedono l’incriminazione per riciclaggio. Questo Paese non è l’Italia. È Israele. Continua a leggere
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ancora caldo estivo! a pranzo Roni e Tamar: spaghetti al pesto e polpette. ora salita all'univeristà per la lezione. sarà durissima! 1 day ago
lavora a porta jaffa, in attesa di giobba per il pranzetto insieme. caldo estivo a gerusalemme! 2 days ago