|
|
Siamo rimasti indietro con le gallerie fotografiche! Ve ne propongo due che raccolgono un po’ di incontri e tavolate, nei dintorni della festa dell’ascensione. Scrivono per il blog i miei simpatici genitori:
Continua il nostro soggiorno riposante e appassionante a Gerusalemme. Siamo diventati degli esperti del bus 75 che ci riporta a casa, ma più in alto, risparmiandoci una salita faticosissima. Alcuni appuntamenti molto importanti hanno costellato queste due settimane. Il primo è stato un viaggio in Cisgiordania dai fratelli e le sorelle di Ain Arik; in nostra compagnia avevamo una suora tedesca e un prete spagnolo, ma soprattutto padre David, che ha tenuto una straordinaria relazione introduttiva al Vangelo di Matteo. Pranzo luculliano rigorosamente divisi maschi e femmine. Giovedì festa dell’Ascensione, messa nella cappella delle Carmelitane al Pater Noster. Celebra la mesa il vescovo melchita. Qui conosciamo alcuni amici di Andrea che vengono a pranzo da noi. Siamo in 11,non rimane neppure una briciola… Italo e Gisella Continua a leggere
Ieri sera Lorenzo ha invitato le suore a mangiare una ottima pasta all’amatriciana sotto la nostra veranda. Ha così simbolicamente concluso questa esaltante stagione estiva. (Sigh non ho fatto la foto!). Molte persone sono venute a trovarci, molte le abbiamo incontrate, con parecchie di loro abbiamo camminato per la terra santa, con altre ci siamo solo sfiorati… I più importanti li avete visti nel blog. Particolarmente interessanti le due giornate di vangelo nella città vecchia con i gruppi di don Nandino, il famoso abuna di pax christi, quello di bocchescucite! Continua a leggere

La morsa di dolore si è un po’ attenuata. Ma la ripresa è lenta e le fitte di dolore ritornano ad ondate. Un angelo massaggiatore arabo, locale, trovato da paperoga , viene a visitare il malato praticamente ogni giorno, agendo attraverso raggi laser e complesse mosse di karate per scrocchiare la povera schiena. Pare diano qualche beneficio. Prestissimo spero di riuscire a fotografare paziente e dottore insieme.
Giovedi’ ho dovuto fare l’impossibile: sostituirlo come "guida"!! Arrivavano i simpaticissimi padri comboniani a Taba, vicino a Eilat. Quindi partenza alle 4.30 da Gerusalemme… e 800 km passando per l’acquario del Mar Rosso, Mizpé Ramon, Avdat e Beersheva. Bello ma lungo!
Intanto il papa è arrivato in Giordania e io passo le ore al patriarcato latino a postare omelie e discorsi in varie lingue, o a procurare biglietti per le varie messe. Purtroppo ho poco tempo quindi da dedicare al blog!! Ecovi qualche foto di questi giorn (cliccate sul fumettino bianco in basso a sinistra per leggere le didascaliei:

Sono queste parole delle letture di questa domenica che mi ronzano per la testa da qualche giorno e in particolare oggi. Il percorso lunghissimo che il Signore fa fare al suo popolo dalla casa di schiavitù (l’Egitto), il deserto, la terra promessa, la città santa (qui, Gerusalemme!), il tempio (stiamo leggendo gli infiniti capitoli del levitico) e finalmente Gesù. Più che la scacciata dei venditori mi hanno colpito le parole che lui dice: “distruggete questo tempio”. Parla di lui, il verbo incarnato, Dio fatto uomo. (Un po’ parla anche di noi… che abbiamo come un fremito a pensarci dimora dello Spirito Santo). Distruggetelo!
E aggiunge: “io in tre giorno lo farò risorgere”. Che mistero! Una cosa tutta nuova, tutta amore, tutta pienezza? E’ questo che aspettiamo nella Pasqua che sta per arrivare?
Causa mal tempo, invece di andare ad Ain Arik, siamo andati al Santo Sepolcro, alla messa solenne delle 8.30. Come domenica scorsa. Una liturgia curata,
Avevamo la serata libera quindi abbiamo raggiunto il gruppo di don Nandino Capovilla e don Mario Cornioli, che, al Casanova, avevano invitato a parlare il giornalista israeliano che scrive sul manifesto Zvi Shuldiner. Interessante. Chiaro e lucido nell’analisi della guerra a Gaza e nei territori. Ricorda le tesi di Chomsky.
Mi ha incuriosito un passaggio sulla sinistra israeliana: non è morta come dice G.Levy. Deve riprendere contatto con le questioni sociali e non appiattirsi solo sulla tema della pace con i palestinesi (video). Ha citato l’esempio delle ultime elezioni dove il partito Hadash ha ottenuto un seggio in più (passando da 3 a 4) proprio perchè si è alleato con forze che fanno battaglie sociali, anche insieme agli arabi israeliani.

Domani riproviamo ad andare a Gaza. Un po’ casualmente abbiamo il ruolo di accompagnatori del futuro parroco, abuna Jeorge, argentino del verbo incarnato, nella sua prima visita nella striscia. Forse andremo con lui a vedere le distruzioni delle case e dell’economia. Pochi camion varcano i confini. Di ricostruzione si parla tanto ma tutto è fermo, anche i rigatoni. Vi terremo informati!

Giornata casalinga, ben rappresentata dalla simpaticissima Maya. La mattina l’ho passata a fare il segretario, di me stesso e della suora: piano piano stiamo esaurendo i ringraziamenti dei… ringraziamenti natalizi. Ma il guizzo della giornata è arrivato quando meno me lo aspettavao. Un dei padri passionisti – che conosciamo poco – ci aveva invitato a festeggiare il 25esimo di messa. Immaginatevi la mia voglia di andare ad un’altra messa alle cinque del pomeriggio.. in inglese! Suor Ursula però ha deciso di portare anche alcune bambine e il pomeriggio si è movimentato. Siamo partiti dall’ufficio:

Vedete gli sguardi? Sono le più piccole ma anche le più tremende… Siamo scesi dai passionisti attraverso il giardino, superando il controllo dei soldati. Entrati in chiesa, passati primi minuti di soggezione, le simpatiche canaglie hanno cominciato a fare confusione.

Le bravissime suore (parecchie credo siano filippine come il padre passionista festeggiato) cantavano benissimo e intanto le nostre improvvisavano coretti e doppie voci, con tanto di movimenti di danza. Suor Ursula è fuggita a metà dell’omelia portandosi via la più terribile. Io ho resistito poco: all’offertorio ho sentenziato che la nostra pregheira era finita e siamo tornati a casa.
Mi dispiace per il disturbo creato a messa. Ma io in fondo mi sono parecchio divertito, perchè sono un po’ vivaci ma sono anche simpaticissime. E chi di noi avrebbe resistito, alla loro età, ad una messa, lunghissima, in inglese??

Foto da Gaza di Sameh A.
La notizia di oggi, domenica 18 gennaio, è che l’attacco a Gaza si sta fermando. Le terribili armi cominciano a raffeddarsi. Finalmente. Israele dice di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissata. Quali?
Acciaccato dall’infuenza, forse un retaggio della vacanza con i bambini, ho passato due giorni chiuso in casa, concludendo poco. Nella testa si affollano le immagini della guerra, delle case distrutte, della gente in fuga, dei padri che gridano il nome di Dio davanti ai loro figli morti. Preghiamo con la maggior convinzione possibile per la pace ma ci chiediamo se davvero Dio esiste, perchè non interviene, perchè tace, perchè lascia fare. Vediamo tanti morti, feriti e ci chiediamo che prezzo abbia la vita umana. La fede è messa alla prova perchè non ci sono risposte convincenti.
Ho avuto la fortuna di partecipare venerdì scorso al gruppo del vangelo, con gli amici di David, intorno alle letture della domenica. E’ stata una di quelle occasioni, rare ma bellissime, in cui ascoltando il Vangelo insieme, a lungo, facendo domande che riguardano le crisi umane dei nostri giorni, pensando alla nostra vita… si tocca con mano quanto la Parola di Dio è una fonte inesauribile di vita, di verità e di bene. Vi riporto qualche flash anche se risulteranno forse un po’ banali:
Nella prima lettura il bambino Samuele, che fino ad allora non aveva conosciuto il Signore, viene da Lui chiamato più volte. Irrita un po’ il modo secco e poco accomodante di Dio che lo chiama per nome ma non si scopre. Il dialogo (e sarà poi un dialogo formidabile) parte solo quando Samuele, consigliato da Eli, gli risponde dicendo "parla Signore, il tuo servo ti ascolta".
Nella seconda lettura si parla del nostro corpo, del corpo di ogni uomo. Si dice che il corpo è per il Signore, le membra sono di Cristo… che il corpo è tempio dello Spirito Santo, che non è nostro ma Suo. "Siete stati comperati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!"
Il Vangelo ha delle affermazioni e delle domande che sembrano fatte apposta per questi giorni. Anche qui come per Samuele, nessuno conosce Gesù, se non Giovanni. E’ lui che lo indica: "ecco l’Agnello di Dio". Gesù, ai discepoli che lo seguono, domanda brutalmente "cosa cercate?". "Maestro dove abiti? dove rimani? dove stai?" E lui "Venite e vedete!". Loro hanno una gran voglia di conoscerlo, di stare con lui, di ascoltarlo come maestro, capiscono che è il Messia, l’agnello, il Cristo ma vogliono goderselo di persona. Andrea, mio omonimo!, è simpaticissimo. Va incontra per primo suo fratello Simone e lo porta da Gesù!
Anche noi come Samuele e i discepoli non conosciamo il Signore. Non sappiamo riconoscere le sue chiamate eppure siamo attirati a cercarlo. Lo vogliamo trovare… anche a Gaza. Vogliamo seguirlo fino a casa sua, dove rimane. Vogliamo andare e vedere di persona, nonostante i divieti e i pericoli. Vogliamo stare con lui, guardalo negli occhi e fagli le domande che ci pare. Non ci rassegnamo alla violenza e alla morte. Vogliamo dire come il salmista: "ecco vengo io!" Vogliamo glorificare Dio con il nostro corpo, misero ma tempio dello Spirito Santo.

Foto da Gaza di Sameh A.

Domenica siamo andati a messa a Betlemme. Avevamo voglia di pregare nella grotta della Natività per implorare al Signore appena nato la fine delle distruzioni a Gaza. La messa parrocchiale nella chiesa di S.Caterina, alle 9 è stata bella. Calda e partecipata. Poi siamo scesi nella grotta, sgomitando un po’ con i pellegrini.

Fa un po’ impressione Gesù bambino in gabbia, o forse in prigione! Ma sappiamo bene che questa è solo una statua! Abbiamo avuto la possibilità di andare anche da Suor Sofie e dai suoi bambini (veri!), la Crèche di Betlemme che tutti conoscono. Abbiamo ritrovato Rabia (nella foto sopra con Sr Sofie). Ha fatto l’operazione al cuore e sta bene. Ha sempre i capelli molto folti e neri. Ma non è solo! Tra i cinquanta bambini che sono ospitati alla crèche ne è arrivato uno proprio 4 giorni fa. La visita ci ha scaldato il cuore e ci aiuta a rimetterci con fiducia nelle mani del Signore.

|
|