Gallerie Fotografiche 2006
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Quando abiti lontano, ritornare a casa, ritrovare la famiglia, i fratelli e le sorelle, abbracciare gli amici più importanti, scoprire i bambini cresciuti, i giovani diventati uomini, gli anziani invecchiati è sempre un passaggio emotivamente molto forte, ricco di affetto e di coinvolgimento. Quando il tempo lo permette, si riesce a passare insieme giornate intere, vacanzine, viaggi in auto, giri in bici, o semplici pranzi… e ci si sente a casa. Poi i giorni volano e, rapidi, si riparte. E per qualche mese si farà a meno del contatto fisico, degli abbracci, dei sorrisi, dei musi e dei pianti spalla spalla. Certo sms, skype, email tengono i fili dell’affetto familiare allacciati. Forse la cosa più straziante sono i saluti finali. Qualche volta capita di avere una foto “ricordo” di questi ultimi istanti, come quella qui sopra, dove tutti guardano attenti l’obiettivo… quasi per non separarsi. La rileggo così, con un pizzico di nostalgia, a un paio di settimane dal ritorno sul monte degli ulivi. Continua a leggere

Tra le meraviglie paesaggistiche dell’Italia c’è anche la val d’Aosta. Mentre ero in Italia ho potuto fare una gita con Giobba, suo fratello Giorgio e il nipote Tommaso e Giovanni al santuario di Notre Dame de Guerison, collocato sotto uno dei ghiacciai del Monte Bianco. Questa Madonna protettrice è molto venerata dagli alpinisti e nel santuario ci sono un infinità di quadri e placche votive per grazie ricevute. Lì abbiamo celebrato la messa con particolare ricordo per Mario, babbo di Giobba e Giorgio, appassionatissimo frequentatore di queste alpi. Poi abbiamo proseguito per la Val Ferré. Passeggiata lungo la Dora. Le foto: Continua a leggere

Sullo stile dei nostri pellegrinaggi verso Santiago, con lo stesso gruppetto di fratelli e amici, abbiamo camminato da Sansepolcro ad Assisi, seguendo il libro “Qui passò Francesco“. Una settimana meravigliosa: compagnia super, sole, caldo, boschi, strade deserte, silenzio, salmi, lectio (Mc e Rm) e soprattutto la figura di San Francesco su cui abbiamo riflettuto durante il cammino. A metà settimana ci hanno raggiunto anche i miei genitori e gli zii Luca e Carla, mentre l’ultima tappa l’abbiamo fatta in compagnia dei bambini della scuola media. Ecco le foto: Continua a leggere

La secca e arida Gerusalemme è ben lontana! A Sovere pioveva. L’erba, gli alberi, le foglie… si moltiplicano senza sosta. Abbiamo così fatto tre giorni di “campo di lavoro” con i bambini della nostra scuola media paterna. Io ho preso con me i miei amati nipoti Stefano e Giuditta. Abbiamo passato una minivacanza meravigliosa. Stefano si è rivelato un boscaiolo indefesso, abile sia nella sistemazione della legna, sia nel taglio dei tronchi con la roncola. Giuditta sì è distinta negli incontri insieme per le innumerevoli (e pertinenti!) domande fatte a relatori e bambini. La piscina, quando non pioveva, ha allietato i nostri cuori! Ecco le foto e un breve video di massimo: Continua a leggere

La Roda è stata la nostra casa a partire dal 1979 quando ci trasferimmo da Lonato (BS) insieme alla famiglia Scanavini, quella della sposa novella Costanza. Era un’azienda di proprietà della famiglia della nonna paterna. Iniziò così una magnifica avventura. I nostri genitori si erano conosciuti al tempo dell’università a Milano. Sono così diventati agricoltori, permettendo a noi bambini di passare un’infanzia meravigliosa, in un luogo ideale per i giochi, le casette sugli alberi, le palafitte, i nascondigli nel fienile, le avventure segrete, le partite di pallone, le schettinate sull’aia, le acrobazie con la bicicletta per imitare Bo e Luke della contea Hazard. Continua a leggere

La Costanza (qui nella foto con Giacomo), la più giovane della famiglia Scanavini, con la quale abbiamo vissuto gli anni della nostra infanzia (seguirà un post storico!) si è spostata a Quingentole! E’ stata una festa bellissima. La cerimonia si è svolta nella chiesa parrocchiale recentemente restaurata, presieduta da don Renato. Poi ci siamo spostati a Sustinente per il pranzo. Un’occasione emozionante e commovente per rivedere tanti amici con i quali abbiamo passato tanti anni indimenticabili. Grazie Costanza, bellissima!, e viva gli sposi! Continua a leggere

Ecco una seconda (e ultima) serie di foto scattate nei giorni del ritiro-pellegrinaggio a Gerusalemme. Li pubblico con un po’ di ritardo, dall’Italia, dove sono arrivato per un mesetto di vancanza! I posti che abbiamo visitato e nei quali abbiamo pregato sono stati nell’ordine: Cesarea, Nazaret, monte Tabor, lago di Tiberiade, Samaria, Sebaste, pozzo della Samaritana, Ebron (nella foto sopra la famosa shua’da street, via fantasma del centro antico della città), Ain Arik, deserto del Neghev, Avdat, Mizpé e Maktesh Ramon. Giorni intensi, rallegrati e impreziositi dalla messa quotidiana celebrata con cura e partecipazione da tutti, con magnifici commenti del vangelo di Marco. I commenti sono sempre di Giobba. Dalla foto sotto potete scoprire il segreto della sua classe. Continua a leggere

E’ passata quasi una settimana dall’inizio del nostro ritiro a Gerusalemme. Come era prevedibile sta andando molto bene. Abbiamo dedicato generalmente la mattina ad un particolare luogo santo (Ain Karem, Betlemme, Gerico, il Santo Sepolcro, il cenacolo e il Getsemani) fermandoci soprattutto in preghiera e silenzio. Il pomeriggio invece centrato sulla messa insieme con ampio spazio al commento al vangelo di Marco, che è la nostra lectio di questi giorni. Abbiamo avuto tre amici-relatori che ci hanno parlato della preghiera (cliccate sui nomi per scaricare l’audio mp3: p.David Neuhaus, mons. Joseph-Jules Zerey, vescovo melkita, e p.Marcelo Gallardo del patriarcato). Il bel clima tra noi lo potete gustare dalle foto, commentate dal mitico Giobba! Oggi partiamo per tre giorni in Galilea. Continua a leggere

Una delle domande più gettonate a Gerusalemme, se l’abito tradisce l’appartenenza ad una non ben definita comunità – ad esempio le famiglie della visitazione - è quella “qual è il vostro carisma?”. Sto elaborando, all’insaputa del mio superiore, con raffinatezza sempre maggiore, una risposta, breve, il più possibile asciutta, un po’ vaga ma densa, che esprima il carisma della “visitazione”: ci piace visitare, salutare, viaggiare, affrettarci verso i nostri amici, salire le montagne, restare ospiti, ricevere saluti e complimenti, ascoltare reciprocamente salmi e cantici spirituali, saltellare di gioia… come dice il meraviglioso vangelo di Luca. A seconda dell’interlocutore scelgo i verbi più adatti. Continua a leggere

Guardare dopo un po’ di tempo le fotografie delle nostre meravigliose gite, un po’ mi emoziona. Questi miei due genitori sono proprio belli!! La loro simpatia così coinvolgente che tutti voi conoscete, ha reso ancor più belli i posti, tante volte visitati: il samaritano, bet shean, il lago di tiberiade e l’oasi. Continua a leggere

Dopo l’indigestione – spiriturale! – delle liturgie delle settimana santa, abbiamo noleggiato una macchina per raggiungere mete che mai e poi mai Italo e Gis avevano raggiunto nei numerosi viaggi che hanno fatto qui in Terra Santa. Prima giornata: deserto del Negev, Avdat, Mizpé Ramon e Mamshit (c’eravamo stati con giovanni prima di natale). Ci siamo arrivati facendo la strada 60 che passa da Hebron e le colline dei monti a sud di Hebron. Ecco le foto: Continua a leggere

Grazie a fra’ Adelmo, mio amico e compagno di scuola e di fotografie, Italo e Gisella sono stati emozionati protagonisti della veglia pasquale al Santo Sepolcro, celebrata curiosamente il sabato mattina a motivo delle regole dello status quo: processione offertoriale con i calici del vino!
Arrivare in basilica è stato difficile perchè tutta la città vecchia era blindata da centinaia di agenti, per impedire ai troppi fedeli ortodossi di partecipare alla liturgia del fuoco santo del pomeriggio. I cattolici hanno avuto posti di blocco e cancelli aperti dalle 6 alle 6.15. Noi tre, impeccabili negli orari, non abbiamo mancato all’appuntamento con la resurrezione più anticipata del mondo. La liturgia è stata bella e partecipata. Eccovi qualche foto (alcune sono del mio amico e collega Mounir Hodaly del patriarcato): Continua a leggere
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