Un paio di settimane fa, abbiamo accompagnato le sorelle e i fratelli di Ain Arik ad Hebron per una visita alle tombe dei patriarchi. Ci siamo uniti ad un gruppo accompagnato da Breaking the Silence. In questo modo abbiamo potuto visitare la parte occupata dai coloni. Città fantasma. Negozi chiusi, finestre sbarrate con grate, coloni che fanno la loro vita, quasi nessun palestinese in giro… Un ex-soldato ci ha fatto da guida. Come le altre volte che ho partecipato a questi tour (vedi gli altri articoli nella categorie Hebron, in particolare la visita con Paolo Barabino) è sempre interessante ascoltare e scoprire israeliani, soldati, che fanno un ragionamento aperto, tutto sommato abbastanza realistico e disincantato sull’occupazione, che spendono le loro giornate per far aprire gli occhi ai loro concittadini su quello che succede al di là del muro, su quello che lo stato ebraico chiede loro di fare durante il servizio militare. La speranza così resta debolmente accesa. Un giorno speriamo non lontano, questa gente forse sarà la prima a fare da ponte… Continua a leggere
Tornando dal patriarcato sono sceso come sempre verso la porta dei Magrebini, che immette al muro del pianto. Erano in corso dei violenti scontri tra abitanti del quartiere di Silwan, sotto e intorno alla Città di Davide e la polizia, e lungo le mura che circondano la spianata delle moschee. Continua a leggere
Continua a farmi riflettere la vicenda del vescovo Luigi Padovese, brutalmente ucciso qualche giorno fa. La sua vicenda è ben raccontata in un articolo che abbiamo pubblicato nel sito del patriarcato. Celebrò lui i funerali di don Andrea Santoro (nei parlai qui) le cui lettere sono per me preziosissime per capire il senso del nostro abitare in Medio Oriente, come cristiani. Gerusalemme non è la Turchia ma non è poi così lontana. E dalla tristissima vicenda delle navi dirette a Gaza assaltate dai commando israeliani, anche qui si parla molto di Turchia.
Domenica, accompagnati da Gabriel (collega e amico di Andrea) abbiamo visitato l’interessante e sconvolgente suk di Hebron (di cui c’è anche il fimato, vedi sotto) con acquisti presso una cooperativa di donne palestinesi e un passaggio sui tetti assediati dai coloni ebrei. Poi visita alla mervigliosa moschea e sinagoga dove si trovano le tombe dei Patrarchi e delle loro mogli (Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Lia)… il tutto sotto un sole cocente. Pranzo palestinese in locale fresco e confortevole. Italo e Gisella
Ecco foto (anche della cena dall’immancabile Raia!) e il video: Continua a leggere
La radio diceva che i territori erano chiusi. Siamo stati alla messa solenne al Santo Sepolcro. Poi l’amica Caterina ci ha incoraggiati e, sulle nostre bici, abbiamo raggiunto Betlemme. Poi abbiamo preso un taxi collettivo fino a Hebron. Aiutati da un palestinese, che abita nel tanto martoriato tel Rumeida, abbiamo visitato il centro storico occupato, il suk desolato e deserto, le case dei coloni, le tombe dei patriarchi che poco hanno a che fare con il dramma che si consuma in queste viuzze segnate dalla violenza. Continua a leggere
Negli ultimi giorni ho raccolto qua e là notizie di gravi episodi di fanatismo contro cristiani e mussulmani avvenuti qui in Terra Santa a opera di ebrei. Ci tengo a riportarli qui per ricordare che questo genere di estremismo, intollerante, maleducato, violento è da condannare a qualunque fazione esso appartenga. Riporto parte degli articoli e i relativi link:
Riprendo in mano la cronaca perchè giobba si è già stancato. Vedremo se nei prossimi giorni riuscirò a convincerlo a regalarci qualche altra perla. Mattina di lavoro intenso per noi iconografi: