Non voglio raccontarvi del mio ritorno (dal 2 maggio) a Gerusalemme, del ritorno alla vita normale lavorativa, della presenza dei miei simpatici genitori, prima di aver finito di postare le foto fatte in Africa! Mi sono accorto che arrivano poche immagini in Italia della loro vita là. Chi c’è stato rivedrà volentieri i luoghi familiari, chi deve ancora avere questa opportunità potrà farsi un’idea, vaga, di come sia la (nostra) vita in Tanzania.
I mio viaggio è stato talmente bello e intenso che, anche a costo di esagerare un po’, non voglio dimenticare nel computer nessun avvenimento. In questo post ho raccolto una cinquantina di immagini che parlano della vita e del lavoro dei fratelli. Alcune le avrete già viste. Sostanzialmente Tommaso e Gabriele, oltre ai lavori ordinari di casa (far da mangiare, bucato, legna, bollire l’acqua potabile, ecc.), traducono in swahili testi importanti della chiesa. Diversi di questi lavori sono commissionati dai vescovi. Spero di aggiungere qui la lista dei lavori fatti e dei progetti in cantiere. Continua a leggere
La settimana scorsa è finito il primo semestre. Forse ultimamente non vi ho parlato della mia folgorante carriera di studente uditore alla Università ebraica di Gerusalemme. Ormai sono arrivato al quarto anno. Finiti i corsi di grammatica araba di base, ad ottobre ho scelto due corsi più avanzati: 1) prosa araba moderna – lettura e commento di testi di autori arabi contemporanei; 2) Corano con il commento Jalalein – introduzione al corano, lettura e traduzione di alcune sure e del relativo commento. Le classi sono state di 20-25 studenti. Una buona percentuale, soprattutto nel corso di Corano, di origine araba. Sono riuscito a partecipare a qualche lezione di arabo parlato del prof. Othman. Continua a leggere
Il primo settembre hanno riaperto le scuole dopo la pausa estiva. Le bambine ospiti qui a Betania dalle suore sono ritornate dai loro villaggi di provenienza (Betlemme, Ramallah, Ramleh, Gerusalemme, Bet Jala, Jaffa, Gerico, ecc) e la casa si è rianimata! Non ci sono grandi cambiamenti nel gruppo. Vedremo nei prossimi giorni quali bambine nuove si inseriranno. Abbiamo iniziato subito le lezioni di computer. Poi un po’ di giochi. Ecco qualche scatto. Continua a leggere
Finito il corso al Gallicantu Martino ne ha cominciato uno ancora più impegnativo! Si è messo sulle orme della mestra Raia che come sapete zampetta veloce e senza pause, senza pietà per i compiti a casa, inarrestabile nelle lezioni del primo pomeriggio. Ma Martino, paziente pescatore, è anche uno studente diligentissimo. Le è stato a ruota. Anche in questa passeggiata nei pressi di Mevasseret Zion, dove c’è la nuova casa Zmora. Percorso vita fino alle grotte e ritorno. Ecco qualche altro scatto. Continua a leggere
Lasciamo la parola al miglior studente del corso, concluso con una pantagruelica mangiata al ristorante di Betania. Ho aggiornato l’album precedentemente pubblicato. Per le nuove foto clicca qui.
Ho partecipato al corso di ebraico del Gallicantu insieme ad altre dieci persone, in maggioranza sorelle della Piccola Famiglia dell’Annunziata, provenienti dall’Italia, da Main e da Ain Arik. Il corso si è svolto per tutto il mese di giugno ed era suddiviso in tre parti: l’ulpan di ebraico moderno la mattina, con insegnante madrelingua per due ore, seguite da altre due ore circa di studio.
Nel pomeriggio diverse altre lezioni; in particolare: otto incontri di due ore ciascuno con un rabbino di origine italiana¸ Davide Nizza, che ci ha presentato il libro del profeta Giona nel commento rabbinico e in particolare all’interno di diversi midrash; aprendo mente e cuore su mondi della Scrittura a noi non sempre noti. Due lezioni del professor Rofè hanno voluto presentare il libro di Giona e il ciclo del patriarca Giuseppe nell’interpretazione moderna.
Altre lezioni con Mariam e Sandro ci hanno introdotto all’uso degli strumenti (vocabolari e lessici) come ausilio alla lettura dei testi nella lingua originale e alla conoscenza di alcune forme verbali peculiari del libro di Giona. Il clima molto raccolto e familiare, penso abbia abbondantemente contribuito all’apprendimento di quanto ci veniva proposto. Speriamo di farne buon tesoro.
Come vi avevo anticipato, ieri sono stato a Beit Jamal, nella grande casa salesiana, per il ritiro di quaresima dei dipendenti del Patriarcato Latino. Il cancelliere Abuna Humam, per una volta, si è ritrovato nelle vesti di relatore e ci ha parlato della quaresima, del digiuno, della preghiera e dell’elemosina. Si era ben preparato. Io non ho potuto cogliere tutte le sfumature del discorso (era arabo!).
Mi è piaciuto il lavoro di gruppo dove, rispondendo a quale domanda prestabilita, ci siamo confrontati tra noi su questi temi. Anche io ho potuto dire la mia. E’ stata una bella giornata sia di sole, sia di amicizia e confronto. Per me, che frequento in fondo poco il patriarcato, è stata l’occasione di conoscere meglio le persone.
Oggi partiamo per un week-end a Gaza. Andiamo con padre Gabriel Romanelli, un prete argentino della comunità Verbo Incarnato, da anni aiutante del parroco Abuna Manuel. Vorremmo passare questi tre giorni con lui in parrocchia tra i cristiani, non trascurando i nostri compiti per le Daughters of Charity – Gaza. Vi terremo informati e voi continuate a sostenerci!
Articoli e approfondimenti li trovate, come sempre, nella colonna di destra del blog, sotto la voce condivido.
Le reazioni sdegnate per il massacro di Gaza si fanno timidamente strada nel mondo. Anche qui in Israele qualcuno mette in guardia dalla propoganda del governo e invita a scendere in piazza. Nel mio piccolo vi sono stato testimone di una piccola manifestazione nella quale mi sono imbattuto ieri mentre uscivo dall’università. Erano gli studenti contro la guerra a Gaza. Ma come sempre accade in questi casi, si è formato subito un altro gruppo "pro" guerra (sembra assurdo ma è così!).
C’è stata quindi una battaglia di cori e slogan. Quelli israeliani, secondo me, abbastanza tristi e squallidi, perchè appunto inneggiavano alla guerra, chiedevano agli studenti arabi di mostrare la carta di indentità o andarsene nella striscia di Gaza. La polizia sorvegliava. Tutto si è svolto civilmente. Ho fatto un video con la macchina fotografica digitale. Ho messo una musica di sottofondo, non molto azzeccata purtroppo, per non far sentire troppo le urla. Eccolo:
Stamattina ero all’università per la lezione di arabo e mi è venuta la curiosità di andare ad ascoltare il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella cerimonia di conferimento della laurea ad Honoris Causa in filosofia.
Nel mio timidissimo orgoglio "italiano" pensavo addirittura di onorare il presidente della mia presenza: italiano, studente (uditore) dell’università, monaco, ecc… Volevo curiosare anche tra il pubblico per cercare di cogliere cosa pensano gli israeliani di questo nostro nonno-presidente. Volevo vedere gli altri italiani, probabilmente al contrario di me, gente di "cultura" e mescolarmi tra loro.
Purtroppo mi sono scontrato con la stoltezza della security. Non mi hanno fatto entrare. Hanno voluto vedere come il solito il passaporto e il visa. Generalmente mi va dritta. Ma i timbri di Gaza, dell’Egitto, della Giordania… e forse anche della Tanzania, li hanno insospettiti. Tutte le mie qualifiche non contavano nulla. Avevano bisogno di più di mezzora di "controlli". A quel punto la cerimonia sarebbe già stata conclusa.
Non ho protestato più di tanto: non serve a nulla. Me ne sono tornato in aula di studio orgoglioso dei miei bei timbri e con il pensiero che in fondo non ci tenevo poi così tanto ad ascoltare Napolitano. Leggendo quello che ha detto non ho poi perso molto. Ma a dir la verità mi sentivo un po’ ferito!
Scioperi degli insegnanti permettendo, lunedì 3 novembre 2008 dovrebbero ricominciare le lezioni all’università. Sono andato a vedere orari e programmi la settimana scorsa. Con Yael, la mia amica prof, abbiamo dato un’occhiata ai piani di studio per vedere qualche altro corso da seguire oltre ad Arabo anno B (terzo anno), dove si leggano articoli o si faccia pratica con la lingua. Ho qualche idea. Vedremo la settimana prossima…
Intanto altre lezioni sono riprese… molto più impegnative di quelle universitarie:
Dai visi freschi e intelligenti potete capire… Abbiamo riaperto l’aula di informatica! Venerdì ho passato tre ore di fuoco. Si sono alternate tutte le 19 bambine attualmente ospiti dalle suore. Le più tremende sono le piccole. Quattro non sanno ancora leggere e scrivere… è stata durissima farle lavorare in word! Ma ce la faremo. L’entusiasmo (loro) è alle stelle. Per il momento sto rispolverando il quadernone dell’anno scorso con i testi da scrivere e impaginare, ma urge qualche rinnovamento didattico.
Oggi è una giornata importantissima per tanti motivi. 1) ci sono le elezioni qui in Israele. 2) è annunciata per metà mattina un’eclissi di sole, quasi totale. Le scuole sono addirittura chiuse! 3) Cominciamo i traslochi in vista dei lavori in casa nostra. 4) abbiamo la solita lezione di arabo classico. Continua a leggere