Gallerie Fotografiche 2006
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video vimeo
Come avrete notato, non scritto nulla dell’uccisione di Vittorio Arrigoni. Avevo poco da dire davanti allo sgomento per una morte così assurda e inutile, così vicina a noi, alle persone che frequentiamo. Ho preferito leggere, ascoltare, vedere quello che tanti altri hanno scritto in quei giorni e condividere su FB. Invitati dall’abuna Mario con un gruppetto di italiani siamo stati a Bet Jala per una messa in sua memoria. Io l’avevo conosciuto a Gaza durante il ritiro di Pasqua del 2009 (lo trovate nelle foto).
Oggi rimbalza su tutti i giornali la notizia dell’accordo tra Hamas e Fatah, dopo quattro anni di aspre divisioni. Questo fatto abbastanza straordinario e inaspettato solo qualche mese fa, viene collegato (articoli ad esempio su medarabnews) alle rivoluzioni che stanno muovendo i paesi arabi del mediterraneo. Allora mi sono ricordato di un bel servizio televisivo di Filippo Landi, che chiamava i ragazzi delle rivoluzioni arabe “i ragazzi di arrigoni”, e che partendo dall’omicidio del pacifista italiano, faceva un bel quadro della situazione. Lo posto, forse con un po’ di ritardo, qui sopra. Credo ne valga la pena (dura 17 minuti) con questo articolo sempre di Filippo.
Altra bella notizia è quella del concerto di Daniel Barenboim a Gaza: Continua a leggere

Foto presa dal blog The Big Picture
In questi giorni le drammatiche notizie che vengono dalla martoriata Haiti relativizzano i problemi della Terra Santa. Distruzioni, macerie, tantissime vittime non a causa di bombardamenti ma del terribile terremoto. Anche qui a Gerusalemme si moltiplicano le veglie di preghiera e le iniziative umanitarie. Ho mandato una piccola offerta, seguendo il consiglio di Davide B, un mio amico che qualche anno fa lavorava qui a Gerusalemme e che ora è in Guinea Conacry per contro della Catholic Relief Services, l’agenzia umanitaria internazionale dei vescovi degli Stati Uniti, che che coordina gli aiuti della Chiesa cattolica ad Haiti in questa fase iniziale del disastro (vedi l’articolo di Radiovaticana). Continua a leggere

Avrebbe 122 anni Muhammed Dready, uno dei più longevi palestinesi ancora in vita. Nato nel 1887, secondo il suo documento d’identità. Ne ha parlato oggi Repubbilca. Riflettavamo con Lorenzo sul fatto che quando è caduto l’impero ottomano (1917) aveva 30 anni, 61 quando è nato lo stato di Israele… Abita a Beit Leid. Comunque ne è passata di storia sotto i suoi occhi!
Dopo l’incontro a sorpresa di sabato sera fra Olmert e Abu Abbas i cui risultati cominciano ad essere attuati da Israele, Mahmoud Abbas e Ismaïl Haniyeh potrebbero incontrarsi prossimamente ad Amman. L’annuncio è stato fatto durante una visita del presidente palestinese in Giordania Il comunicato del governo afferma che "L’invito giordano risponde alla volontà del re Abdallah di fare di tutto per rilanciare il processo di pace e di rafforzare l’unità nazionale palestinese". Anche Hamas ha confermato che il primo ministro palestinese avrebbe accettato l’invito. La data del possibile incontro non è nota.
- Il premier israeliano Ehud Olmert ha autorizzato l’esercito a compiere reazioni limitate di fronte al ripetersi di lanci di razzi palestinesi da Gaza. Al termine di una consultazione ad alto livello convocata dopo un nuovo attacco di razzi palestinesi (che la scorsa notte ha provocato il ferimento in modo grave di due adolescenti a Sderot, Neghev) Olmert ha annunciato che il governo israeliano si sente ancora vincolato dalle intese sul cessate il fuoco a Gaza raggiunte un mese fa. Però di fronte al ripetersi di attacchi di razzi palestinesi le forze israeliane non resteranno più inerti e cercheranno di colpire i lanciatori di razzi.
- Dopo dieci anni, Israele ricomincerà a costruire colonie in Cisgiordania. Il ministero della Difesa ha dato via libera, infatti, ad un piano per la costruzione di 30 abitazioni, destinate agli sfollati dalla Striscia di Gaza. L’ultima volta che le autorità israeliane avevano autorizzato la costruzione di insediamenti in Cisgiordania era stato nel 1992. Da allora, avevano autorizzato l’ampliamento di colonie già esistenti.
Due giorni fa Il premier Haniye che rientrava dall’Egitto è stato trattenuto in territorio egiziano per quasi otto ore per il rifiuto di Israele di farlo rientrare dal suo viaggio in Medio Oriente, nel corso del quale avrebbe raccolto una somma stimata in 35 milioni di dollari, aggirando l’embargo internazionale contro il governo di Hamas. Haniyeh ha potuto rientrare finalmente a Gaza grazie ad un compromesso che però non gli ha consentito di portare i 35 milioni in patria. Il denaro sarà depositato su un conto intestato alla Lega Araba al Cairo, con la garanzia dell’Egitto che non arriveranno nelle casse del governo di Hamas. Rientrando verso Gaza spari hanno colpito il convoglio del premier presso il valico di Rafah. Negli scontri che sono seguiti una guardia del corpo di Haniyeh è rimasta uccisa e sono rimasti feriti dai colpi d’arma da fuoco cinque persone, fra cui un figlio di Haniyeh ed un consigliere politico del premier. ù
VIDEO Le Monde.fr
Hamas ha accusato la guardia presidenziale dell’Anp, Forza 17, che fornisce il servizio di guardia di frontiera sul versante palestinese del valico di Rafah, di aver aperto il fuoco contro il convoglio in un tentativo di assassinare il premier Haniyeh. Per Hamas il premier palestinese Ismail Haniyeh si è salvato "per miracolo" da un attentato organizzato dal più noto dirigente di al Fatah a Gaza, l’ex capo della sicurezza preventiva Mohammed Dahlan. La guardia presidenziale ha smentito in maniera categorica l’accusa. La notizia che il valico di Rafah era stato chiusa da Israele del passo israeliano aveva subito provocato le reazioni furibonde di alcune migliaia di miliziani di Hamas che avevano fatto irruzione sparando nella stazione di confine senza tuttavia provocare il fuoco di risposta della guardia presidenziale palestinese, responsabile della sicurezza. Il Presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen, si è detto "dispiaciuto per l’accaduto" ed ha assicurato di seguire la situazione da vicino. Ieri le Forze di sicurezza fedeli al Presidente dell’Autorità palestinese (Ap) hanno aperto il fuoco a Ramallah su una manifestazione di sostenitori di Hamas. Un uomo è morto e numerosi sono i feriti. Per il portavoce del dipartimento di Stato americano, Sean McCormack sarebbe stato il presidente palestinese Abu Mazen a bloccare ieri il premier Ismail Hanyeh mentre tentava di rientrare a Gaza dall’Egitto con 35 milioni di dollari. Da Israele pero’ e’ arrivata un’altra versione ed è stato il ministro della Difesa Amir Peretz a decidere di chiudere il valico di Rafah per impedire al premier palestinese di portare in patria gli aiuti raccolti durante il tour dei paesi arabi.
E’ stato rivendicato dalle Brigate dei martiri di al-Aqsa il lancio di un razzo da Gaza caduto su Sderot, nel Neghev, nella terza violazione da quando domenica israeliani e palestinesi hanno raggiunto una tregua, che i primi considerano relativa solo alla Striscia di Gaza e i secondi estendono anche alla Cisgiordania. Le Brigate al-Aqsa collegano il razzo lanciato stamani con le accuse mosse a Israele colpevole di non aver rispettato lo spirito della tregua in Cisgiordania, dove due palestinesi sono rimasti uccisi nelle ultime ore. Un sedicenne è stato ucciso ieri dal fuoco di militari israeliani, nel corso di disordini durante la notte di ieri a Beita (Nablus), mentre stamani a Hebron una pattuglia di frontiera israeliana ha sparato e ucciso un giovane di 22 anni responsabile, secondo la ricostruzione fornita dall

Possibilità di intesa tra Israele e Autorità nazionale palestinese, dopo le dichiarazioni del premier israeliano Olmert sulla disponibilità a effettuare uno scambio di prigionieri e a incontrare il presidente palestinese Abu Mazen, per discutere sulle prospettive di uno sgombero degli insediamenti in Cisgiordania. Israele pone però come condizione che il governo palestinese accetti le condizioni poste di rinunciare alla violenza, riconoscere l’esistenza di Israele e accettare gli accordi siglati in passato fra lo Stato ebraico e l’OLP. Olmert ha annunciato che lo Stato ebraico è disponibile a rilasciare numerosi prigionieri e a sbloccare i i fondi palestinesi in cambio del rilascio di Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito. Ha aggiunto che Israele è pronta a ritirarsi "da numerosi insediamenti " nei Territori in cambio della pace con i palestinesi, chiede però la rinuncia al diritto al ritorno dei profughi. La radio israeliana e la ‘Voce della Palestina’ oggi danno per imminente un vertice a tre fra lo stesso Olmert, il presidente palestinese Abu Mazen e il segretario di Stato americano Condoleezza Rice. Fonti di stampa parlano anche di un possibile incontro, mercoledì prossimo, tra Abu Mazen e il presidente americano George Bush, ad Aqaba, in Giordania.
E’ stato trovato l’accordo per una tregua tra Israele e Autorità palestinese. Ieri alle 5 nella Striscia di Gaza e’ scattata la tregua. Il premier israeliano Ehud Olmert ha accettato il cessate il fuoco proposto dal presidente palestinese Abu Mazen. Il presidente palestinese in un colloquio telefonico ha detto di aver raggiunto, insieme con il premier Ismail Haniyeh, un accordo con tutti i gruppi dell’Intifada per la sospensione dei lanci di razzi verso lo stato ebraico; in cambio ha chiesto una cessazione di tutte le attivita’ offensive israeliane nei confronti dei palestinesi a Gaza e il ritiro delle truppe. Il premier Olmert ha comunicato che Israele avrebbe risposto positivamente se le violenze cesseranno. Il reciproco impegno non e’ bastato a fermare subito le violenze.
Due miliziani di Hamas sono stati uccisi nella Striscia di Gaza in un raid aereo israeliano e alcuni razzi sono stati lanciati in territorio israeliano ma senza causare danni. Hamas e Jihad Islamica hanno rivendicato la responsabilita’ del lancio. La Jihad chiede che gli attacchi israeliani cessino anche in Cisgiordania. Tre palestinesi sono stati uccisi dai soldati israeliani nella notte precedente nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania in circostanze diverse e un quarto è deceduto per ferite riportate in precedenza.
Nella giornata di ieri le nostre carissime sorelle Maria e Sara sono state derubate, mentre erano a messa ad Ain Arik. Gli audacissimi ladri si sono intrufolati in casa dalla finestra lasciata incautamente sbloccata. Hanno prelevato soldi e regalini per un valore di qualche centinaio di euro. Per fortuna non hanno trovato la somma destinata alle suore per l’ospitalità di questi mesi. Straordinari gesti di solidarietà da tutti i vicini in particolare dalle suore stesse!
Si sono ripetuti fino a sera combattimenti a Jebaliya, a Beit Lahiya, a Beit Hannun e sono saliti a 17 i palestinesi uccisi negli ultimi quattro giorni. Ieri i soldati israeliani hanno ucciso un militante di Hamas nel nord di Gaza che stava riprendendo le operazioni. Hamas spesso riprende scontri e operazioni contro l’esercito israeliano, che trasmette successivamente sulla sua emittente televisiva o diffonde agli organi di stampa. Un bambino di 10 anni è morto in ospedale dopo essere stato centrato al petto da tre pallottole. Due adolescenti, di 15 e 19 anni, sono invece rimasti gravemente feriti nel pomeriggio nella zona di Nablus. I militari israeliani avrebbero aperto il fuoco contro un gruppo di ragazzi, provenienti dal campo profughi di Askar, impegnati in una fitta sassaiola contro i soldati. Il governo israeliano ha respinto una proposta di tregua lanciata dai movimenti palestinesi – Hamas, al-Fatah e Jihad islamica – che si erano detti pronti a interrompere il lancio di ordigni artigianali Qassam se prima Israele avesse sospeso le operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania; lo ha riferito la Radio israeliana. Diversa la posizione dei laburisti, il cui segretario generale ha dichiarato che accetterebbe volentieri una proposta che può portare a un cessate-il-fuoco. Stamani il quotidiano israeliano ‘Maariv’ pubblica un sondaggio che conferma l’ulteriore calo di consensi del governo di Olmert, del quale già ad agosto il 63% degli israeliani chiedeva le dimissioni dopo la guerra contro Hezbollah in Libano. A Lucca Prodi e Chirac hanno tenuto il 25.mo vertice bilaterale Italia-Francia. In una conferenza stampa congiunta hanno ribadito il loro appoggio alla formazione di un governo di unità nazionale nei Territori palestinesi ad una possibile iniziativa condivisa per la Striscia di Gaza; Sostegno anche al premier libanese Siniora.
Le truppe israeliane hanno ucciso quattro miliziani palestinesi (5 secondo altre fonti) ieri mattina in un raid nel nord della striscia di Gaza, il giorno dopo che il governo israeliano ha deciso di continuare gli attacchi nel tentativo, finora non riuscito, di fermare il lancio di razzi Qassam nella regione del Negev, che nell’ultima settimana hanno causato due vittime israeliane. Il comandante dei Comitati di resistenza popolare nel nord della striscia di Gaza e il suo vice sono stati uccisi dall’aviazione israeliana che ha colpito l’auto su cui viaggiavano; mentre in raid condotti nei pressi Beit Lahia, le truppe e aviazione israeliane hanno ucciso, in due distinti episodi, un miliziano della Jihad islamica e un militante di Hamas. I soldati israeliani sono tornati anche a Beit hanoun dove due di loro sono rimasti lievemente feriti da un missile anticarro. A ciò si aggiunge che, nei pressi del campo profughi di Jabalya, nel nord della striscia di Gaza, un attentatore suicida donna si è fatta esplodere vicino a soldati israeliani dispiegati sul posto, ferendone lievemente due. L’attentato suicida è stato rivendicato da Hamas – riferisce Haaretz- facendo sapere che la donna aveva 57 anni e viveva nel campo profughi di Jabalya.
Almeno due palestinesi sono stati uccisi e altri sei sono rimasti feriti nell’incursione aerea compiuta ieri dall’aviazione israeliana sulla città di Gaza. Questa mattina le truppe israeliane hanno ucciso un alto comandante di Hamas durante un’operazione militare che aveva per obiettivo proprio la vittima. Lo scontro armato è avvenuto nel quartiere Zeitoun della città di Gaza. Nella notte gli israeliani avevano circondato la casa di Wael Hassanin -attivista delle Brigate di Ezzedine Al Qassam, ingaggiando una sparatoria con gli uomini armati di Hamas. La violenta azione di forza di Israele non ha finora raggiunto l’obiettivo di fermare il lancio di razzi artigianali Qassam da parte di estremisti palestinesi: nelle ultime ore ne sono stati scagliati altri cinque, che non hanno provocato danni significativi né feriti.
L’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani Louise Arbour, durante una visita a Beit Hanoun ha detto: “La richiesta di protezione deve ricevere risposta: non possiamo continuare a vedere soffrire nel modo in cui ho visto i civili, che non sono i responsabili delle loro sfortune. Credo che in questo territorio le violazioni dei diritti umani siano massicce. Dobbiamo rivolgere un appello collettivo ai leader, ai dirigenti politici, militari e delle milizie locali perché abbiano il coraggio di spezzare il ciclo di violenza e garantire il benessere dei civili”.
Sono stati sospesi i colloqui tra Hamas e Fatah per la formazione del nuovo governo palestinese. Lo ha annunciato un collaboratore del presidente Abu Mazen precisando che la sospensione non significa comunque il collasso del dialogo. In Israele, intanto, l’ex primo ministro Benjamin Netanyahu ha sollecitato una nuova “massiccia iniziativa militare nel nord della Striscia di Gaza per fermare i lanci di razzi” contro lo Stato ebraico.
Prodi, confermando l’iniziativa congiunta annunciata dal presidente francese Chirac e dal premier spagnolo Zapatero per la pacificazione del Medio Oriente ha detto che Italia, Francia e Spagna stanno lavorando ad un’iniziativa comune per dare il via a "aspetti operativi e concreti di una azione piu’ vasta in M. O., prendendo spunto dalla nostra presenza in Libano, per poter esercitare davvero una azione di pacificazione in tutta l’area". Un immediato cessate-il-fuoco tra Israele e Palestina, uno scambio di prigionieri, la costituzione di un governo palestinese in grado di riprendere i negoziati con Israele, colloqui tra il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il presidente dell’Autorità nazionale palestine Abu Mazen, una missione internazionale di peacekeeping lungo la Striscia di Gaza per monitorare la tregua: sono questi i cinque punti della nuova iniziativa di pace. L’asse Spagna-Francia-Italia potrà vedere il coinvolgimento probabilmente di Gran Bretagna e Germania. Intanto il ‘Consiglio per i Diritti Umani’ dell’Onu ha approvato con 32 voti favorevoli, 6 contrari e 8 astensioni una mozione di condanna, presentata dai paesi Arabi e musulmani, contro le operazioni militari di Israele a Gaza e chiedendo un’inchiesta sull’operazione a Beit Hanoun, avvenuta da 1 al 7 novembre scorso; la decisione è stata contestata dagli Stati Uniti. L’Alto commissario Onu per i Diritti Umani, Louise Arbour, ha annunciato che si recherà in Israele e nei Territori palestinesi per verificare le condizioni dei civili, dopo che numerosi rapporti hanno denunciato un grave deterioramento della loro situazione, a livello economico, sanitario, sociale e persino alimentare. Resta alta la tensione nel Neghev settentrionale dove ieri sono stati lanciati altri razzi dalla striscia di Gaza. Due giorni fa ne erano stati sparati una ventina su Sderot e sulla vicina città di Ashqelon, provocando la morte di una donna e il ferimento grave di due persone. Nella nottata la aviazione israeliana ha compiuto ripetute incursioni nella Striscia su obiettivi legati ai gruppi armati palestinesi. Un portavoce militare a Tel Aviv ha precisato che sono stati colpiti un magazzino di armi dei Comitati di resistenza popolare a Gaza, un deposito di armi di Hamas a Jabalya, un centro operativo del braccio armato di Hamas, un arsenale della Jihad islamica a Rafah e un altro della stessa organizzazione a Jabalya. Secondo il portavoce, gli attacchi sono stati anticipati da precisi avvertimenti e non hanno provocato vittime tra i civili.
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