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Veglia di fine anno 2010

Le ultime ore dell’anno 2010 le ho passate nella comunità di SS.Simeone ed Anna, la casa del Vicariato S.Giacomo cattolico di lingua ebraica. Alle 18.30 abbiamo celebrato una messa per la pace in arabo ed ebraico. Poi fino alle 22.30 sotto la guida di Benny, abbiamo cantato e pregato (qui l’articolo sulla serata). Mi sono rimaste nel cuore soprattutto due cose: da un lato la cordialità e l’intensità della partecipazione; dall’altro la processione del Vangelo (foto, sopra).

Mentre cantavamo padre Rafiq ha fatto tre giri con il Vangelo in mano, tra noi. Qualcuno si alzava a toccare o ad onorare il Vangelo. Poi si è fermato e ha cantato meravigliosamente il prologo di Giovanni. La Parola… il Signore – Salvatore Gesù che viene, passa, si ferma tra noi, ci visita e si fa udire. Mi sono un po’ emozionato. Ho sperato che questo sia il regalo del 2011 per me e per tutti.

In fondo al post, aggiungo il testo bellissimo di uno dei monaci di Tibhirine che abbiamo commentato durante la veglia. Ho fatto qualche foto: Continua a leggere

Tre giorni a casa Kiongosi: polenta, bambini e campi di mais

Non ci ero riuscito nemmeno nel lontano biennio 97-98, quando ero un “mapandese-italiano” a tutti gli effetti. Ho chiesto ospitalità alla famiglia Kiongozi, baba e mama Claudia con la loro numerosissima prole (13 figli). Abitano ad Igomutwa, un villaggio non lontano da Usokami. Da tanti anni sono nostri carissimi amici. Ad un certo punto iniziarono a leggere la Parola di Dio e la piccola regola. Da allora sono, insieme alla famiglia Kindole di Mgagao, degli straordinari compagni di cammino, fratelli nella fede. Nel 2001 hanno fatto la professione nella nostra meravigliosa famiglia della Visitazione. Continua a leggere

Gaza: una domenica di festa

Il video della giornata su Youtube

Forse non era una domenica particolarmente speciale, ma a me è sembrata di festa! Per me lo è stato. Forse in risposta alla delusione di venerdì. Questa volta facevo parte di una delegazione di tutto rispetto: Padre Humam, l’amministratore generale del Patriarcato e madre Ines Al-Yacoub, superiora generale delle suore del Rosario! Abbiamo passato il checkpoint senza problemi: io a piedi, loro, con passaporto diplomatico del vaticano, in macchina. Continua a leggere

Gaza: Signore, scendi prima che muoia

gaza-bambini

Hefa, la bambina che vedete nella foto mentre si sforza con massimo impegno a rimanere in piedi, potrebbe sintetizzare quello che abbiamo visto nei due giorni che abbiamo passato a Gaza. Con sgomento ascoltiamo dalla gente, per l’ennesima volta, che nulla è cambiato dall’ultima visita. I passaggi sono chiusi. Israele non fa passare niente e nessuno. I lavoro manca. Le materie prime per sistemare, ricostruire, hanno prezzi altissimi o sono centellinati dal governo di Hamas… E così via. Da quattro anni non cambia niente se non in peggio.

Ma in mezzo a questi drammatici ritornelli ci sono delle luci che, anche se non danno speranze per le soluzioni dei grandi conflitti, ci confermano che la vita fatta di affetti, di rapporti interpersonali, di sostegno reciproco, di incontri resta forte e desiderosa di restare in piedi,  di camminare come la piccola Hefa che gironzola per le camere delle suore. Continua a leggere

Nozze in Terra Santa

matrimonio-natalie

Negli ultimi giorni mi sono imbattuto diverse volte nell’avvenimento delle nozze. La mia amica Natalie (lavoriamo insieme al patriarcato) si è sposata domenica. Una bella liturgia di rito maronita (come il suo sposo!) a San Salvatore, nella parrocchia latina della sposa; tra i partecipanti ho ritrovato, inaspettatamente, tanti amici di provenienze diverse. Qui a Gerusalemme, più che altrove, si tocca quasi con mano la semplicità, l’attaccamento alla tradizione, insieme alla speranza, alla gioia, allo slancio per il futuro dei giovani sposi. Come con un balzo si superano i motivi di tristezza, di mancanza di prospettive, di rassegnazione così presenti in questa terra in conflitto. Continua a leggere

Davanti al Signore

כ וַיֹּאמֶר אֲלֵיהֶם מֹשֶׁה אִם-תַּעֲשׂוּן אֶת-הַדָּבָר הַזֶּה  אִם-תֵּחָלְצוּ לִפְנֵי יְהוָה לַמִּלְחָמָה. כא וְעָבַר לָכֶם כָּל-חָלוּץ אֶת-הַיַּרְדֵּן לִפְנֵי יְהוָה עַד הוֹרִישׁוֹ אֶת-אֹיְבָיו מִפָּנָיו. כב וְנִכְבְּשָׁה הָאָרֶץ לִפְנֵי יְהוָה וְאַחַר תָּשֻׁבוּ וִהְיִיתֶם נְקִיִּם מֵיְהוָה וּמִיִּשְׂרָאֵל וְהָיְתָה הָאָרֶץ הַזֹּאת לָכֶם לַאֲחֻזָּה לִפְנֵי יְהוָה. כג וְאִם-לֹא תַעֲשׂוּן כֵּן הִנֵּה חֲטָאתֶם לַיהוָה וּדְעוּ חַטַּאתְכֶם אֲשֶׁר תִּמְצָא אֶתְכֶם – Numeri 32,20-23

Una delle senzazioni più dolorose che provo abitando qui in Terra Santa, vicino ai luoghi santi, tra la gente – cristiani arabi ed ebrei – è quella di dubitare, anche per un momento, della verità della Parola di Dio. Infatti è difficile per me leggere i passaggi della scrittura come quello che incontro oggi nella nostra lectio quotidiana, che riporta le discussioni tra Mosè e alcune tribù di Israele, prima della conquista della terra promessa. “se vi armerete davanti al Signore per andare a combattere, se tutti quelli di voi che si armeranno passeranno il Giordano davanti al Signore, finché egli abbia scacciato i suoi nemici dalla sua presenza, se non tornerete fin quando la terra sia stata sottomessa davanti al Signore, voi sarete innocenti di fronte al Signore e di fronte a Israele, e questa terra sarà vostra proprietà alla presenza del Signore“.

Capite come è facile leggere questi versetti per essere confermati, oggi, di azioni violente di conquista? Oppure sentenziare – come un prete arabo molto stimato un giorno mi ha detto – che questi versetti incitano alla guerra, sono di parte, sono passati, non più veri, da rigettare completamente. Anche le parole, nella lingua originale, sono le stesse che si sentono per radio!

Chi dedica la sua vita al Signore, alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio, interiormente, non non può, credo, far finta di niente e non  confrontarsi con queste pagine della Scrittura. E’ un grande dolore. Io ci provo con qualche modestissimo commento. Forse noi cristiani, nonostante tante nostre mancanze, possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo di pace e di verità, avendo come modello Gesù, così umile che è morto per amore.

Martini al Notre Dame

Mercoledì 14 dicembre 2005

Durante la visita ad Ain Arik ho scoperto che oggi c’è un convegno al Notre Dame per ricordare i 40 anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II. Nelle notizie del 16/12 potete vedere un articolo che tratta dell’evento. C’è anche il cardinal Martini che parla dela centralità della Parola di Dio nella vita della Chiesa e il patriarca di Gerusalemme. Non possiamo mancare. Disdiciamo la lezione con Maha e arriviamo puntuali alle 8:20 all’Hotel. Continua a leggere