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	<title>Conversando con Gerusalemme &#187; storie</title>
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	<description>blog di fratel Paperoga in Terra Santa</description>
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		<title>Festa di fine anno nella scuola di copertoni</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 20:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gallerie Fotografiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Siamo stati alla cerimonia di chiusura dell&#8217;anno scolastico di una delle scuole più importanti di tutta la terra santa. E&#8217; la scuola Al Khan Al Ahmar fatta di copertoni e fango che accoglie i bambini beduini che abitano nel deserto di Giuda verso Gerico. Con tenacia e determinazione insegnati, volontari, associazioni (c&#8217;è anche il consolato italiano!) <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/festa-di-fine-anno-nella-scuola-di-copertoni.html">Festa di fine anno nella scuola di copertoni</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/Al-Khan-Al-Ahmar-school-30-06-2010-16-44-19.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1279" title="Al Khan Al Ahmar school 30-06-2010 16-44-19" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/Al-Khan-Al-Ahmar-school-30-06-2010-16-44-19.jpg" alt="" width="700" height="527" /></a>Siamo stati alla cerimonia di chiusura dell&#8217;anno scolastico di una delle scuole più importanti di tutta la terra santa. E&#8217; la scuola <strong>Al Khan Al Ahmar</strong> fatta di copertoni e fango che accoglie i bambini beduini che abitano nel deserto di Giuda verso Gerico. Con tenacia e determinazione insegnati, volontari, associazioni (c&#8217;è anche il consolato italiano!) cercano di tenerla aperta, di tenerla in piedi, per dare un&#8217;istruzione dignitosa a questi bambini. Ma i bulldozer e i coloni ormai stringono da ogni parte il piccolo e innocuo agglomerato di tende.</p>
<p>Ci ha invitato <strong>suor Alicia</strong> (foto sopra). Oltre a noi anche il console (che onore per lui!) e altri personaggi importanti che potrete scoprire nelle foto. Per saperne di più sui beduini potete dare un&#8217;occhiata al sito di <a href="http://www.ventoditerra.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=108:approfondimenti-beduini-jahalin&amp;catid=86:palestina-progetti-e-approfondimenti&amp;Itemid=160&amp;lang=it">vento di terra</a>, un&#8217;associazione che lavora in questo posto dimenticato da tutti e continuamente oggetto di attacchi violenti dei coloni israeliani che popolano le colline. Abbiamo assistito ad una scena agghiacciante di un colono che tirava pietre a dei bambini che pascolavano le pecore.<span id="more-1278"></span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="800" height="533" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5489311783744248449%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" /><param name="src" value="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5489311783744248449%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://picasaweb.google.com/andresbergamini/LaScuolaBeduinaDiAlKhanAlAhmar#">Album Picasa (56)</a></p>
<p style="text-align: left;">Domani riproviamo ad andare a Gaza. Due giorni. Aggiornamenti su Twitter (sperando che funzioni!).</p>
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		<title>Nyumba ali a Mapanda</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 13:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Distrutti dalle liturgie e dalle mangiate lunedì di Pasqua siamo rimasti fermi a casa! Abbiamo però ricevuto una graditissima visita. Bruna e Lucio con le loro tre bambine si sono mossi da Iringa per passare il lunedì dell’angelo da noi. Sono una coppia di bolognesi che, andati in pensione, circa tre anni fa si sono <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/nyumba-ali-a-mapanda.html">Nyumba ali a Mapanda</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/viki-kizito700-IMG_2017.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1134" title="viki-kizito700-IMG_2017" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/viki-kizito700-IMG_2017.jpg" alt="" width="700" height="526" /></a></p>
<p>Distrutti dalle liturgie e dalle mangiate lunedì di Pasqua siamo rimasti fermi a casa! Abbiamo però ricevuto una graditissima visita. Bruna e Lucio con le loro tre bambine si sono mossi da Iringa per passare il lunedì dell’angelo da noi. Sono una coppia di bolognesi che, andati in pensione, circa tre anni fa si sono trasferiti ad Iringa e hanno aperto la Nyumba Ali, &#8211; casa con le ali in swahili &#8211; dove ora vivono con tre meravigliose bambine. Si occupano soprattutto di bambini, bambini con problemi motori, con deficit mentali, piccoli quasi sempre abbandonati dalle loro famiglie.</p>
<p>Devono lottare quotidianamente contro l’indifferenza, la durezza, la poca preparazione della società africana (famiglie, ospedali, scuole…) che fa molta fatica ad occuparsi degnamente di loro. Una lotta impari che stanno portando avanti con straordinario entusiasmo e vitalità. Vi consiglio di leggere il loro <a href="http://www.nyumba-ali.org/salvataggio/index.htm">sito</a> e di iscrivervi alla loro mailing-list o <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=46744777517">al gruppo di FB</a>.<span id="more-1133"></span></p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/bruna-lucio-700-IMG_20281.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1135" title="bruna-lucio-700-IMG_2028" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/04/bruna-lucio-700-IMG_20281.jpg" alt="" width="700" height="525" /></a></p>
<p>A Iringa hanno una palestra che lavora come centro diurno per una quindicina di bambini che si alternano nella settimana. Hanno tanti amici che li sostengono e condividono con loro questa impresa. Io conobbi Bruna ai tempi della scuola, quando imparavo a fare il professore di fisica e matematica (sembra siano passati secoli!). Sono due persone speciali a me molto care.</p>
<p>Mi hanno preso con loro in macchina e sono andato a visitare la loro casa restando una notte a Iringa. Sono rimasto molto colpito dalla piccola Viki, una principessa… la potete vedere nelle foto che riguardano anche la visita di Suor Antonina a Mapanda qualche giorno dopo.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="800" height="533" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5459568393352903153%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US" /><param name="src" value="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="800" height="533" src="http://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;captions=1&amp;noautoplay=1&amp;hl=en_US&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=http%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fandresbergamini%2Falbumid%2F5459568393352903153%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Den_US"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://picasaweb.google.com/andresbergamini/NymbaAliESrAntoninaAMapanda#slideshow/5459568587563898802">Album Picasa (55 foto)</a></p>
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		<title>Morte e vita di un arabo e di un ebreo &#8211; 372</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 19:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paperoga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Accanto a Sant&#8217;Anna, la residenza dei Padri Bianchi di Gerusalemme, abita un parrucchiere. Abou Al&#236; &#232; musulmano praticante, padre di sei figli. Due anni fa, in un periodo in cui la seconda Intifada (detta el Aqsah) provocava violenze ed omicidi, avvenne un fatto passato inosservato eppure straordinario, che coinvolgeva due figli di Abou Al&#236; ed <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/morte-e-vita-di-un-arabo-e-di-un-ebreo-372.html">Morte e vita di un arabo e di un ebreo &#8211; 372</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="316" vspace="3" hspace="3" height="237" align="left" src="/public/image/2008/06/barbiere-gerusalemme.jpg" alt="" /><em>Accanto a Sant&#8217;Anna, la residenza dei Padri Bianchi di Gerusalemme, abita un parrucchiere. Abou Al&igrave; &egrave; musulmano praticante, padre di sei figli. Due anni fa, in un periodo in cui la seconda Intifada (detta el Aqsah) provocava violenze ed omicidi, avvenne un fatto passato inosservato eppure straordinario, che coinvolgeva due figli di Abou Al&igrave; ed alcuni giovani ebrei di origine russa. </em></p>
<p><em>I due giovani musulmani, prima del loro matrimonio, avevano voluto andare a festeggiare a Jaffa, in riva al mare. Mentre passavano una serata allegra fra amici, sentirono tutto ad un tratto delle grida: &ldquo;Aiuto! Aiuto!&rdquo;. Dei giovani israeliani, ebrei di origine russa, stavano annegando, portati via dalla corrente. Il pi&ugrave; giovane dei figli di Abou Al&igrave;, bench&eacute; mediocre nuotatore, si getta in acqua senza esitare. Riporta a riva un primo ragazzo e ritorna per soccorrerne un secondo. Ma aveva sopravvalutato le sue forze ed annega.</em></p>
</p>
<p><em>Questo fatto di cronaca ha colpito due famiglie, che nulla avrebbe dovuto avvicinare. I genitori dell&#8217;adolescente ebreo non sapevano come ringraziare la famiglia del giovane arabo. Propongono un incontro a casa sua. Ma il famoso muro costruito attorno a Gerusalemme impedisce loro di accedere al villaggio arabo dove vive Abou Al&igrave; con la sua famiglia. Gli israeliani allora propongono un&#8217;altra soluzione: ritrovarsi in un ristorante della Citt&agrave; Vecchia, accessibile sia agli Israeliani che ai Palestinesi. Ci tengono a fare la conoscenza con la famiglia del loro salvatore e ad esprimerle la loro riconoscenza. Questa volta &egrave; l&#8217;arabo che rifiuta, dicendo che non vuole che quegli israeliani, senza dubbio poveri come lui, si rovinino in folli spese.<br />
Padre Thomas, che mi ha raccontato questa storia rimasta confidenziale, racconta la reazione sorprendente del padre, musulmano fatalista, certo che suo figlio ha trovato la felicit&agrave; in cielo. &ldquo;Sa, gli ha detto Abou Al&igrave;, sarebbe stato peggio per me se mio figlio, sentendo chiamare aiuto, non avesse fatto nulla per impedire che quel giovane morisse.&rdquo; L&#8217;attualit&agrave; della terra santa ci presenta regolarmente degli avvenimenti in cui degli ebrei muoiono sotto le pallottole palestinesi, e dei palestinesi sotto i missili israeliani. La storia del figlio arabo che ha salvato un ebreo dell&#8217;annegamento ed &egrave; morto per aver voluto salvarne un secondo non &egrave;<br />
diventata argomento d&#8217;attualit&agrave;. Eppure questo potrebbe prefigurare un altro mondo, che certi persistono a considerare utopico.</em></p>
<p>di Alain Marchadour, assunzionista a Gerusalemme, in &ldquo;<a href="http://www.la-croix.com/" target="_blank">La Croix</a>&rdquo; del 12 giugno 2008 (traduzione <a href="http://www.finesettimana.org/pmwiki/index.php?n=Stampa.HomePage">www.finesettimana.org</a>).</p>
<p>Padre Thomas lo conosciamo bene perch&egrave; spesso veniva per svolgere attivit&agrave; ludiche ed educative con le bambine. A. Marchadour &egrave; quello che ha scritto con David quel libro di cui vi ho parlato qualche <a href="http://www.andresbergamini.it/dblog/articolo.asp?articolo=369">giorno </a>fa.</p>
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		<title>A Beit Hummar a trovare Ranzan</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 15:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
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		<description><![CDATA[


Sabato 25 febbraio 2006


Amelia, quando è venuta a trovarci per Natale con il pellegrinaggio di Dozza e Sammartini, ci ha lasciato dei soldi per Ranzan, una bambina palestinese che abita a Beit Hummar, tra Betlemme e Hebron. Puoi vedere dove si trova, nella carta qui sotto.L&#8217;originale (1,7Mb pdf) della mappa</p>
<p> lo trovate nel sitowww.btselem.org.</p>
<p>Questa bambina aveva <p>Continua a leggere <a href="http://www.andresbergamini.it/wp/a-beit-hummar-a-trovare-ranzan.html">A Beit Hummar a trovare Ranzan</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" >
<tbody>
<tr>
<td>Sabato 25 febbraio 2006</td>
</tr>
<tr>
<td>Amelia, quando è venuta a trovarci per Natale con il pellegrinaggio di Dozza e Sammartini, ci ha lasciato dei soldi per Ranzan, una bambina palestinese che abita a <strong>Beit Hummar</strong>, tra Betlemme e Hebron. <span id="more-2316"></span>Puoi vedere dove si trova, nella carta qui sotto.<a href="http://www.btselem.org/Download/Separation_Barrier_Map_Eng.pdf" target="_blank">L&#8217;originale</a> (1,7Mb pdf) della mappa</p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/carta_small.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2318" title="carta_small" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/carta_small.gif" alt="" width="195" height="209" /></a> lo trovate nel sito<a href="http://www.btselem.org/" target="_blank">www.btselem.org</a>.</p>
<p>Questa bambina aveva una grave malformazione alla spina dorsale. E&#8217; stata aiutata dalla caritas di Ivrea a venire in Italia e a Bologna è stata operata. Lì ha conosciuto l&#8217;Amelia e Sungul.</p>
<p>Abbiamo rimandato questa visita per il fatto che non avevamo il visto. Nei giorni precedenti, con l&#8217;aiuto di Suor Lodi e Aissa, abbiamo telefonato alla famiglia di Ranzan e oggi andiamo a trovarli. Aissa vorrebba accompagnarci ma non può. Ci da le indicazioni per i <strong>trasporti</strong>: prendere uno sherut da El <strong>Azarie</strong> (vicino a casa nostra al di là del muro) a Betlemme, località <strong>Al Khader</strong> (vedi freccia gialla nella carta), passare a piedi la barriera di terra e prendere un altro sherut per <strong>Beit Hummar</strong>, direzione Hebron.</p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/aissa-consigli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2317" title="aissa-consigli" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/aissa-consigli.jpg" alt="" width="422" height="297" /></a></p>
<p>Il <strong>viaggio</strong> è un po&#8217; avventuroso, ma senza nessun pericolo. Dura circa un&#8217;oretta. Io sono un po&#8217; preoccupato perchè è una zona nuova! Le indicazioni forniteci sono perfette. Il paesaggio è drammaticamente sempre quello: <strong>villaggi</strong> poveri e <strong>insediamenti</strong> ebraici si alternano ininterrottamente. Superiamo qualche posto di blocco senza problemi. Vicino a <strong>Hebron</strong> veniamo anche superati da 5 potenti <strong>moto</strong>, guidate da israeliani con tanto di tuta di pelle, casco e pistole. Forse fanno la <strong>gita</strong> del sabato nei territori occupati. Ho fatto un video di alcune fasi del viaggio. Non è completo. Verso la fine si vedono sulle colline gli insediamenti israeliani (con case costruite in mattoni o i semplici container).</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ue51bEjW67g_UMk" target="_blank"><br />
</a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ue51bEjW67g?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Ue51bEjW67g?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ue51bEjW67g" target="_blank">(2,9Mb 1&#8217;16&#8221;)</a></p>
<p>Quando siamo vicini a <strong>Beit Hummar</strong> con qualche telefonata (in arabo&#8230; Lorenzo!!!) il <strong>papà</strong> di Razan ci recupera in strada con il suo taxi. L&#8217;incontro con questa famiglia e in particolare con la bambina è molto toccante. Sono molto cordiali, sorridenti e simpatici. La mamma e la bimba parlano un po&#8217; italiano. Ci raccontano degli amici italiani mostrandoci gli album di foto. Eccovi qualche foto:</p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2319" title="ranzan" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan.jpg" alt="" width="598" height="372" /></a></p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2320" title="ranzan1" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan1.jpg" alt="" width="479" height="399" /></a></p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2321" title="ranzan2" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan2.jpg" alt="" width="378" height="395" /></a></p>
<p><a href="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2322" title="ranzan3" src="http://www.andresbergamini.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/ranzan3.jpg" alt="" width="351" height="468" /></a></p>
<p>Come forse vedete da queste immagini la bimba è molto segnata nella schiena. Il padre ci ha detto che non va a scuola perchè non hanno i soldi per pagarla (ci ha detto che costa 5000 shekel annui). E&#8217; una scuola speciale. I 1100 shekel che portiamo non sono molti&#8230;</p>
<p>Dopo un caffè e i saluti ci congediamo. Il signor Ibraim ci riporta con il taxi al Khader dove riprendiamo lo sherut per El Azarie. Alle 12 30 siamo a casa.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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