Dacchè sono tornato ho avuto pocchissimo spazio per il blog. Sigh! I soliti impegni: patriarchi, suore, lezione alle bambine ritornate dalle vacanze, studio dell’arabo (più vigoroso dopo l’esaltante esperienza egiziana!). Ma ho raccolto qualche immagine qua e là soprattutto dei momenti di svago.
Sabato 12 gennaio
gita con la Raia in una località proposta dal mitico diacono:
Tel Ghezer, una collinetta nella pianura tra Jaffa e Latrun che racchiude le rovine dell’antichissima Ghezer, citata spesso nella Bibbia. Vicino al Tel c’è un
kibbuz dove ha abitato anche la mamma della Raia nei lontani 1942-48. La cosa incredibile è che la Raia stessa
non c’era mai stata!
Ovviamente si comincia con una colazione
pianura. sullo sfondo tel aviv
La forza delle antiche ebree dei kibbuz
Vedete l’Abuna?
misteriosi menir liturgici
Lorenzo conosceva il posto perchè è vicino al
carcere di Ramleh, dove accompagna le suore per le visite ai detenuti. C’è anche un
giardino curato da un tipo che si chiama
Juma, chiacchierone, ora grande amico del diacono il quale, in nome dell’amicizia e approfittando che di sabato Juma non lavora si è servito da solo:
La domenica 13 è stata all’insegna di Abba Orfeo, il prete romagnolo che ha fondato comunità Piccola Famiglia della Resurrezione di Valleripa (sigla non ufficiale PFR o orfei). Una persona straordinaria! Una carica liturgica, fraterna, comunicativa eccezionale che ci ha coinvolto per la messa del Battesimo del Signore al cenacolino e il pranzo insieme nella loro casa del monte degli Ulivi:

occhio al ditone dell’abuna!!!
Alla sera sono andato ad un concerto di musica! La prof. Yael di arabo ha distribuito i biglietti per la Arab-Jewish Youth Orchestra ai suoi studenti prediletti! I giovani artisti sono arabi ed ebrei. Musica molta bella anche per un profano come me!
Il direttore e compositore di alcuni pezzi Wissam Gibran
Non ho fotografie delle tre giornate passate nella biblioteca dell’università nè nel simpatico ufficio del patriarcato dove protagonista è stato il
cardinal Foley, gran maestro dei generosissimi cavalieri del Santo Sepolcro (sono 20.000 nel mondo), in visita ufficiale in Terra Santa. Stamattina ho invece scattato questa nelle due ore di attesa all’ufficio patenti israeliane: