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Amici… in 5 fotoblog

marcoefamigliaScelgo le cinque foto che raccontano meglio dei nostri amici e dei nostri incontri di questa settinana. Cominciamo con la famiglia di Marco e Sabrina, con i figli Michea (il profeta chi è come Dio? con i pantaloni rossi) e Giosia (il re!). Sono della comunità Papa Giovanni XXIII. Stanno esplorando, incontrando, conoscendo la Terra Santa e soprattutto chi la abita, perchè vogliono venire ad abitare qui! In pochi giorni la loro fama si è già sparsa ai 4 venti! Continua a leggere

Il predone del fiume

La nostra cara amica che ci manda sempre simpaticissimi regali questa volta ha colpito con alcuni album del mitico Lupo Alberto. Dedichiamo questa (lunga) storia al nostro pescatore di lucci fratel Martino, che in questi giorni qui in Terra Santa, non può esercitare il suo hobby preferito per mancanza di "paradisi del pescatore". Il luccio del laghetto di Piangaiano può attendere!

La prossima sarà dedicata all’abuna dal pollice verde.

Virginia e la memoria – 495

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Fonte: visual intifada

 

Il piatto misterioso – 477

il piatto misterioso

Tutti conoscete il genio culinario di Lorenzo. Oggi è stato tutto il giorno nella striscia di Gaza (dove la guerra non è finita!) per visitare, verificare, vedere…. i nostri piccoli progetti. Tornato a casa, particolarmente ispirato, forse da quello che ha visto, ha inventato un piatto speciale. Vediamo chi si avvicina di più alla ricetta dell’abuna degna della Cucina Italiana. Nessuno, neanche le migliori mamme delle nostre parrocchie riusciranno ad indovinare tutti gli ingredienti. Sbizzarritevi nei commenti.
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Lo scrocchia ossi di sempre? – 457

Ho ricevuto un regalo da un’amica che ci manda frequentemente dei segni, mai banali, del suo affetto e della sua amicizia: una raccolta di strisce di Lupo Alberto. Leggendole in questi giorni di guerra mi ha fatto uno strano effetto. Ve ne propongo una che, forse un po’ forzatamente, potrebbe descrivere con cinico realismo il conflitto in corso, ripetitivo, incancrenito, senza luce in fondo al tunnel…


clicca qui per l’immagine ingrandita

… perde la memoria!

Probabilmente invece la memoria di questi terribili 23 giorni di massacro rimarrà viva a lungo nella mente dei palestinesi e, speriamo, nelle coscienze dei cittadini del mondo. Secondo Shawan Jabanien "le conseguenze si sentiranno per un lungo periodo, sulle idee, sulle azioni, sulle coscienze delle persone: comporteranno un mutamento nel significato stesso del termine giustizia. Non solo qui in Palestina, ma su tutte le persone che credono nei diritti umani, nella giustizia, nel diritto internazionale".

Mi ha colpito il ragionamento di Jonathan Cook secondo cui la devastazione è sempre stato un obiettivo per Israele: distruggere il maggior numero di infrastrutture al fine di impegnare il nemico in un lungo, costoso, estenuante processo di ricostruzione. (traduzione automatica dell’articolo).

Per finire un video segnalato da cri.

Buttiamo un occhio alla settimana passata! – 307

 
Dacchè sono tornato ho avuto pocchissimo spazio per il blog. Sigh! I soliti impegni: patriarchi, suore, lezione alle bambine ritornate dalle vacanze, studio dell’arabo (più vigoroso dopo l’esaltante esperienza egiziana!). Ma ho raccolto qualche immagine qua e là soprattutto dei momenti di svago.

Sabato 12 gennaio gita con la Raia in una località proposta dal mitico diacono: Tel Ghezer, una collinetta nella pianura tra Jaffa e Latrun che racchiude le rovine dell’antichissima Ghezer, citata spesso nella Bibbia. Vicino al Tel c’è un kibbuz dove ha abitato anche la mamma della Raia nei lontani 1942-48. La cosa incredibile è che la Raia stessa non c’era mai stata!
Ovviamente si comincia con una colazione
pianura. sullo sfondo tel aviv
La forza delle antiche ebree dei kibbuz
Vedete l’Abuna?
misteriosi menir liturgici
Lorenzo conosceva il posto perchè è vicino al carcere di Ramleh, dove accompagna le suore per le visite ai detenuti. C’è anche un giardino curato da un tipo che si chiama Juma, chiacchierone, ora grande amico del diacono il quale, in nome dell’amicizia e approfittando che di sabato Juma non lavora si è servito da solo:
La domenica 13 è stata all’insegna di Abba Orfeo, il prete romagnolo che ha fondato comunità Piccola Famiglia della Resurrezione di Valleripa (sigla non ufficiale PFR o orfei). Una persona straordinaria! Una carica liturgica, fraterna, comunicativa eccezionale che ci ha coinvolto per la messa del Battesimo del Signore al cenacolino e il pranzo insieme nella loro casa del monte degli Ulivi:

occhio al ditone dell’abuna!!!
Alla sera sono andato ad un concerto di musica! La prof. Yael di arabo ha distribuito i biglietti per la Arab-Jewish Youth Orchestra ai suoi studenti prediletti! I giovani artisti sono arabi ed ebrei. Musica molta bella anche per un profano come me!
Il direttore e compositore di alcuni pezzi Wissam Gibran
Suonano l’ud
Non ho fotografie delle tre giornate passate nella biblioteca dell’università nè nel simpatico ufficio del patriarcato dove protagonista è stato il cardinal Foley, gran maestro dei generosissimi cavalieri del Santo Sepolcro (sono 20.000 nel mondo), in visita ufficiale in Terra Santa. Stamattina ho invece scattato questa nelle due ore di attesa all’ufficio patenti israeliane: