Sono giorni difficili a Gerusalemme. Domenica 15 maggio 2011 si ricorda la Nakba, per i palestinesi “la catastrofe” del 1948 (qui qualche statistica). Ieri, venerdì, è stato ucciso un ragazzo di 17 anni nel quartiere di Silwan durante gli scontri con la polizia. Lascio per un po’ la bicicletta in soffitta. Qualche giorno fa c’è stato il parallelo israeliano giorno della memoria (si ricordano tutti i caduti in guerra per il terrorismo) e il giorno dell’indipendenza. Sono giorni difficili, che ritornano ogni anno, colmi di dolore e di frattura. Ognuno ricorda le proprie tragedie, che lo rafforzano nell’idenntità e lo dividono dagli altri. Per questo mi è piaciuto molto il giorno della memoria alternativo organizzato dai combattenti per la pace nel vecchio porto di Tel Aviv. Continua a leggere
Come avrete notato, non scritto nulla dell’uccisione di Vittorio Arrigoni. Avevo poco da dire davanti allo sgomento per una morte così assurda e inutile, così vicina a noi, alle persone che frequentiamo. Ho preferito leggere, ascoltare, vedere quello che tanti altri hanno scritto in quei giorni e condividere su FB. Invitati dall’abuna Mario con un gruppetto di italiani siamo stati a Bet Jala per una messa in sua memoria. Io l’avevo conosciuto a Gaza durante il ritiro di Pasqua del 2009 (lo trovate nelle foto).
Oggi rimbalza su tutti i giornali la notizia dell’accordo tra Hamas e Fatah, dopo quattro anni di aspre divisioni. Questo fatto abbastanza straordinario e inaspettato solo qualche mese fa, viene collegato (articoli ad esempio su medarabnews) alle rivoluzioni che stanno muovendo i paesi arabi del mediterraneo. Allora mi sono ricordato di un bel servizio televisivo di Filippo Landi, che chiamava i ragazzi delle rivoluzioni arabe “i ragazzi di arrigoni”, e che partendo dall’omicidio del pacifista italiano, faceva un bel quadro della situazione. Lo posto, forse con un po’ di ritardo, qui sopra. Credo ne valga la pena (dura 17 minuti) con questo articolo sempre di Filippo.
Altra bella notizia è quella del concerto di Daniel Barenboim a Gaza: Continua a leggere
Sabato con Marco abbiamo visitato gli amici dell’operazione colomba, che come sapete vivono stabilmente nel remoto villaggio di at-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron per la condivisione e sostegno alle famiglie palestinesi in difficoltà, per la riduzione della violenza tramite l’accompagnamento delle persone e l’interposizione nonviolenta, e per il monitoraggio della situazione dal punto di vista del rispetto dei diritti umani (spulciate il sito ufficiale, per leggere cosa fanno e i report delle loro attività; ne ho parlato in qualche post nel blog).
Le tre ragazze presenti – due volontarie appena arrivate (una di castelmaggiore! e una veterana che è lì da più di un anno – ci hanno accolto con tutti gli onori nella loro piccolissima casa, offrendoci una gustosa pastasciutta alle verdure e un italianissimo caffè. Abbiamo fatto un giro del villaggio e visto, da lontano, il percorso che quotidianamente percorrono per accompagnare i bambini che vanno a scuola. Agghiacciante! Continua a leggere
Continua a farmi riflettere la vicenda del vescovo Luigi Padovese, brutalmente ucciso qualche giorno fa. La sua vicenda è ben raccontata in un articolo che abbiamo pubblicato nel sito del patriarcato. Celebrò lui i funerali di don Andrea Santoro (nei parlai qui) le cui lettere sono per me preziosissime per capire il senso del nostro abitare in Medio Oriente, come cristiani. Gerusalemme non è la Turchia ma non è poi così lontana. E dalla tristissima vicenda delle navi dirette a Gaza assaltate dai commando israeliani, anche qui si parla molto di Turchia.
Voglio dedicare un post al lavoro delle nostre sorelle nel CTC, la sezione del dispensario della missione di Usokami, che si occupa dei malati di AIDS. Sono andato di persona a vedere il posto e a capire in che cosa consiste questo grande lavoro che fanno.
Il progetto è partito circa 5 anni fa, quando le iniziative sanitarie, in Tanzania, in questo campo erano scarsissime. La gente aveva molta vergogna e paura a dichiarare il proprio stato. L’AIDS era un tabù. Si moriva di “altre malattie”. Nessuno diceva niente. Proprio per questo silenzio la malattia si è diffusa moltissimo.
Grandi campagne di sensibilizzazione, finanziamenti dall’estero e impegno diretto delle amministrazione locali hanno generato progetti pilota per cominciare a far fare i test alle persone, ad assistere le mamme incinta, a distribuire alcuni farmaci antiretrovirali. Continua a leggere
Mentre arranco nella sistemazione delle centinaia di bellissime foto di Alexander della nostra ultima visita a Gaza, ho scovato un’altra testimone molto brava che lavora qui intorno. Guardate le sue foto, il blog, i suoi video.
Vi propongo due interessanti video pubblicati qualche giorno fa da current tv. Il primo qui sopra è di un’amica: Anna Maria Selini. Parla di Gaza e dell’operazione piombo fuso. Il secondo, qui di seguito, si intitola Gerusalemme sotto assedio. Sono servizi importanti perchè mostrano immagini e testimonianze sul campo. Prendetevi un’oretta di tempo per guardarli. Continua a leggere
Quattro anni fa, il 5 febbraio 2006, consumava la sua vita nel martirio Don Andrea Santoro. Le sue lettere sono per me molto importanti per capire e scoprire il modo cristiano di abitare in medio oriente. Lo voglio ricordare qui con un bell’articolo apparso su avvenire qualche giorno fa scritto da P. Francesco Rossi de Gasperi.
Venerdì partecipato con Paolo, fratello montesolino ora in visita ad Ain Arik, ad un giro guidato da B’Tselem, l’organizzazione israeliana per la difesa dei diritti umani nei territori occupati che proprio quest’anno festeggia 20 anni di fondazione, ad Hebron. Ci hanno raccontato l’origine e lo sviluppo degli insediamenti in questa regione a sud di Gerusalemme. Prendendo la strada 60 che collegava Betlemme e Hebron siamo entrati a Kiriat Arba, la colonia di circa 7000 israeliani prospiciente la città araba. Abbiamo visitato la tomba di Baruch Goldstein, ebreo colono responsabile della strage di 29 palestinesi nella tomba dei patriarchi il giorno di purim, 25 febraio 1994. Continua a leggere
La mia amica Tamar (quella delle biciclettata di sabato scorso) lavora da qualche mese come segretaria-tutto fare dell’organizzazione “Combattenti per la pace” di cui abbiamo già parlato in passato. Dai suoi racconti si capisce che incontra gente in gamba, realista e che si spende con passione per un futuro di giustizia e di pace per questa terra. E’ lei che mi suggerisce i seguenti links.
1) Una intervista, in italiano, raccolta da AGI mondo ONG: La battaglia della non violenza di Combatans for Peace. La parola a Roni Segoly, ex poliziotto israeliano, e Raed Al Adar, ex combattente palestinese, oggi dalla stessa parte della ‘barricata’. Qui di seguito il testo.
2) Radio All for Peace: una bella chiacchierata – confronto tra combattenti per la pace e Parents Circle. Intervengono anche il generale palestinese Jibril Rajub e Robbie Damelin, quella mamma che ricevette una lettera dal cecchino uccise suo figlio David. E’ in ebraico e dura un’ora (ci sono dei begli intermezzi musicali!). Continua a leggere
Dovevamo riportare la macchina usata dal gruppo albanese ad Abuna Raed. Per questo abbiamo passato una bella domenica a Taybeh, insieme a Debora (la ferrarese!) e Susy (una mia ex collega delle maestre pie!). Se c’è di mezzo Raed non può essere una domenica tranquilla! Il caso ha voluto infatti che ci fosse un gruppone (92) da Clusone, praticamente dei nostri parenti soveresi.
Dopo l’incontro con Raed, la messa, la visita alla casa delle parabole ci sono state le danze folcloristiche, veramente belle, animate da un gruppo numeroso di giovani della parrocchia molto affiatati, che si allenano moltissimo durante la settimana. Il momento clou della giornata è stata la chiacchierata con il patriarca emerito Michel Sabbah, sulla terrazza della Bet Efraim, la casa per anziani dove abbiamo pranzato. Molto interessante, lucida, sintetica la sua analisi sulla situazione della terra santa. Vale la pena vedersi i 20 minuti di video di questo amatissimo pastore. Continua a leggere