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Cinque giorni in Giordania

Posted on 17 Febbraio 2007 in Tours | 0 comments

Vorrei provare a trasmettervi in poche righe la bella esperienza che abbiamo fatto in Giordania in questi pochi giorni, da martedì 13 a sabato 17 febbraio, accompagnando Athos a Main. La cronaca spicciola la potete gustare meglio dalle foto, che metterò in linea prima possibile, brevemente commentate.
Io e Lorenzo, con l’aiuto di alcuni taxisti di fiducia, abbiamo visitato i posti vicini più importanti mentre la comunità si accaniva a fare riunioni, incontri e assemblee.

martedì 13: viaggio Gerusalemme – Main, attraverso il ponte di Allemby. Pomeriggio tour a Madaba city con la visita ai mosaici e alle chiese più importanti.
mercoledì 14: Monte Nebo, Posto del Battesimo di Gesù sulla riva del Giordano, Macheronte
giovedì 15: Gerasa
venerdì 16: tutto casalingo adorazione e preghiera
sabato 17: ritorno a Gerusalemme.

Al primo posto ci sta sicuramente l’incontro con i fratelli e le sorelle, molto accoglienti e cordiali. Come sapete la nostra comunità discende direttamente dalla loro: la loro regola, la loro impostazione della giornata, la loro preghiera, il loro calendario liturgico sono, con qualche piccolo adattamento, anche i nostri! Quindi è come essere a casa! Tutti quelli di noi che sono stati in Terra Santa, prima degli anni 90, ricordano sempre il contatto continuo e vitale con loro. La mia impressione è che a differenza di trenta, venti o dieci anni fa ora loro siano molto più stabili e inseriti nella realtà locale e abbiano ormai consolidato il volto della loro presenza qui. Penso al fatto che tutti conoscano la lingua araba benissimo, sia parlata che scritta – l’ufficio è tutto in arabo (dal mattutino, alla messa, alla compieta!) -, penso a quando mi hanno parlato della chiesa, delle università, degli studiosi, degli incontri con i mussulmani locali… I rapporti con la gente del posto sono molto intensi. Venerdì ad esempio, siamo stati tutta la mattina in chiesa (c’era esposto il Santissimo) e abbiamo assistito ad un afflusso continuo di persone, giovani, vecchi, famiglie, che venivano per incontrare l’Abuna Tuma, per una preghiera, una richiesta di aiuto, un’intercessione.
La salmodia e le ore di preghiera sono uguali alle nostre. Fanno tutto con più calma, senza sconti o accelerazione, tutti i salmi, tranne il mattutino in piedi!! Date un occhiata all’orario qui a fianco. L’alzata: mezzora per sistemarsi, fare il letto, la barba e quant’altro (io a casa mi alzo 5 minuti prima dell’inizio della preghiera arrivando sempre qualche minuto in ritardo e il letto lo faccio dopo!). Alle 19.45 in cella! Ho provato ad andare a letto “subito” (alle 21!), e, meraviglie delle meraviglie, sono riuscito a dormire benissimo.
Ovviamente ho sentito la severità dell’orario, l’assenza del mio amato-odiato computer, la mancanza totale di comunicazioni, sms, nella cella il nulla assoluto, a parte la bibbia e l’mp3 con le canzoni più care dei miei amici. Ma d’altra parte la bellezza delle liturgie, dei canti, il tempo lungo per la preghiera, la messa celebrata con calma (scambio sulle scritture e preci… lunghissime) hanno compensato la durezza dell’orario.
Di ognuno dei fratelli bisognerebbe fare un racconto o un filmino, come pure degli scambi tra loro. Sono simpaticissimi e a volte molto buffi. E non posso dimenticare le colazioni, i pranzi e le cene abbondanti con olive e pane davvero speciali.

Due parole anche sulla Giordania. Anzitutto sia avverte chiarissima una situazione molto più calma e tranquilla rispetto a Gerusalemme e ai territori limitrofi. Non c’è l’esercito che controlla ogni incrocio, non si sente ostilità e inimicizia. La gente è a casa sua, cordiale e accogliente, tendenzialmente calma e polleggiata. Gli aspetti mediorientali di tempo e spazio sono più marcati. Il paesaggio è stupendo, verde e, in questo periodo, piovoso. Ulivi sterminati, alberi, colline dolci e stradoni lunghi pieni di curve. Interessantissime le antichità che abbiamo visitato, soprattutto i mosaici che testimoniano la ricchezza e la vitalità straordinaria della comunità cristiana locale fino al 7-8 secolo d.C. Per chi vuole fare un viaggio un po’ diverso dal pellegrinaggio classico questa è senz’altro una meta da non perdere.
Quindi sono stati 5 giorni interessantissimi. Mi hanno confermato e rassicurato sul fatto che la comunità della Piccola Famiglia della Annunziata resta un punto di riferimento essenziale per noi, proprio per capire, imparare, migliorare il nostro abitare qui, la nostra preghiera, il nostro lavoro. Cavoli, alcuni di loro sono qui da 30 anni!! Ma vi rendete conto? Io dopo uno e mezzo mi sento già vacillare.
La loro azione anche se nascosta e sconosciuta è tenuta molto in considerazione da Dio il quale per primo non fa nulla che non sia a beneficio del mondo, poiché ama il mondo al punto di porre la sua vita per poter attirare a se tutti gli uomini. A questi giusti che danno ascolto alle sue parole e volgono con costanza lo sguardo a Cristo, che non periranno, il Figlio apparirà, li guarirà e essi avranno pace con lui per l’eternità. E già ora paiono godere un po’ di questa grazia!
Dovremmo approfittare di più della loro ospitalità, cercare e favorire lo scambio reciproco! Vengo a casa incoraggiato ad andare avanti, a proseguire il nostro piccolo e traballante cammino qui nella terra del Signore. Le motivazioni allo studio e alla convivenza e alla lotta con le difficoltà della lingua, della lontananza da casa, della solitudine sono più forti e convinte.
Sono stato fin troppo lungo… non posso aggiungere altro sul libro dell’esodo che abbiamo letto in questi giorni. Vi trascrivo solo il versetto nel quale mi sono riconosciuto di più: “se lo schiavo dice: Io voglio bene al mio padrone, a mia moglie, ai miei figli; non voglio andarmene in libertà (da solo), allora il suo padrone lo condurrà davanti a Dio, lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà l’ orecchio con la lesina; quegli sarà suo schiavo per sempre” Es 21,5

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