| Venerdì 10 febbraio 2006 |
| Altra giornata importante. Durante la notte si è scatenato un forte vento che ha spezzato la punta di un albero vicino alla porta della nostra casa. E’ uno strano e bell’albero molto ornamentale di cui abbiamo la foto dell’apice di un rametto. Alla mattina, dopo la messa, ancora lavoretti. Come si vede dalle foto, Gisella stira e Italo finisce la riparazione delle finestre con strumenti prestati dalle suore. Gisella pure prepara il pranzo perché vengono ospiti José e Graziella con le due bimbe. Sono entrambi due persone amabilissime e molto amiche dei fratelli. La piccola è all’inzio intimorita dalle persone nuove ma quando c’è da spegnere la candela si scatena, invece la piccola ..dorme. (vedi foto) Nel pomeriggio Lorenzo e Andrea sono convocati dal Patriarca. Tutti e quattro siamo scesi a Gerusalemme, Lorenzo e Andrea ci hanno lasciati per andare dal Patriarca col quale hanno discusso del possibile incarico ad Andrea per restaurare il sito web del patriarcato ormai obsoleto e in verità anche un po’ kitch. Qui si è espressa tutta la abilità orientale di Lorenzo (del tipo: si, si potrebbe…ma come facciamo senza visto… siamo in una posizione di clandestinità…, lei ci capisce, ecc.). Nel frattempo i due coniugi ci siamo incontrati a porta Jaffa con Raya e suo marito, riconosciuti subito soprattutto perché Raya aveva un vistoso braccio al collo(e anche grazie alle foto delle cronache). Nonostante le difficoltà linguistiche, anche se Raya è molto intraprendente col suo italiano, con estrema gentilezza e amicizia (essere amici o parenti dei fratelli scopriamo essere sempre un ottimo viatico) ci hanno portato a visitare ad Ain Karen la chiesa di S. Giovanni, la fontana di Maria e la chiesa della Visitazione. Finito questo bel giro, e dopo aver ammirato anche meravigliosi panorama, ci siamo ritrovati con Andrea e Lorenzo. Salutati Raya e Eitan, nel ritornare alla porta di Damasco ci siamo fermati al muro del pianto. C’era il grande affollamento del venerdì sera. Solite perquisizioni prima di entrare nello spiazzo, gruppi soprattutto di giovani, con gli abbigliamenti più diversi, migliaia di persone in preghiera, ondeggianti, danzanti. |


