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Domenica ad Ain Arik e banchetto strardinario – Giobba –

Posted on 13 Agosto 2006 in Le mie famiglie, Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

Domenica 13 agosto 2006
Partiamo alle 6.30 per Ain Arik dove ci aspettano gli amici della PFdAnnunziata. Saliamo su un atobus a porta Damasco la cui portiera, ad ogni curva, si apre pericolosamente. Lo stato generale del mezzo lascia alquanto a desiderare ma riusciamo comunque ad arrivare a Ramallah in pochissimo tempo. Da centro di Ramallah con un pulmino da sette viaggiamo in nove fino alla nostra meta che dista non più di un quarto d’ora dalla città.

Prima della messa ci offrono un ottimo caffè italiano che ci permette di seguire la liturgia, tutta in arabo, senza distrazioni. (leggi sonno). Dopo la preghiera i fratelli e le sorelle ci fanno accomodare nel “diwan” (divano) una specie di foresteria, dove ci rifocillano con dell’ottima uva bianca e nera prodotta dalle loro viti, scambiamo quattro chiacchiere e poi via di ritorno a Ramallah dove si completa la celebrazione della domenica con un pranzo LUCULLIANO.

I pellegrini di quest’inverno si ricorderanno certamente del ristorante al Bardauni di Ramallah. Beh siamo tornati lì! Se allora avevamo pranzato bene, ieri, cari miei, c’è stata l’apoteosi, un anticipo del banchetto celeste. Soltanto ordinando antipasti caldi e freddi per sei persone siamo stati sommersi da una quantità innumerevole di portate.

Gli animi a quel punto si sono surriscaldati e si è deciso di far girare i piatti di portata da sinistra verso destra in modo che nessuno potesse perdere un solo assaggio. Non pensate assolutamente alle solite insalatine zeppe di maionese o a verdurine tagliuzzate, eh no, qui si trattava di piatti raffinati: si andava dal polmone ripieno ai cavolfiori fritti, dalle foglie di vite ripiene al kubbeh (polpette di macinato in crosta), dal formaggio salato fritto ai cervelletti di agnello impanati, una magistrale salsa siriana con un formaggio tenero ma invecchiato che assomigliava da matti ai formaggini brianzoli…

Insomma è impossibile citare tutto quello che è transitato per il nostro apparato digerente ma vi assicuro che anche la mitica Giulia ieri non si è tirata indietro! (Mancava solo Alessia e, da un certo punto di vista, è un bene: mangia moltissimo!) A chi dobbiamo dire grazie? Alla nostra sora Lella che in ricordo del suo compleanno ha avuto la gentilezza di invitarci tutti; gli saremo riconoscenti per tutta la vita! Potete immaginare il pomeriggio: nebbia fitta fino al vespro, cenetta leggera e tutti a letto.

Ah, dimenticavo, il “Maso“, orgoglioso del suo tamburo acquistato nel suk, si dedica ai primi colpetti sullo strumento, questi sono sufficienti però per “innervosire” il diacono che minaccia il sequestro dell’oggetto. Ma siate orgogliosi sta arrivando in Italia un eclettico percussionista!

GALLERIA FOTOGRAFICA
(con commenti di Giobba)

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