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Domenica aTaybe

Posted on 5 Febbraio 2006 in Senza categoria | 0 comments

domenica 5 febbraio 2006

Giornata memorabile. Sfidiamo la polizia e andiamo a Taybe dal nostro amico Abuna Raed per una domenica un po’ più vivace. Sfidiamo la polizia perchè non abbiamo il visto in regola: siamo clandestini! Ma siamo anche stufi di stare sempre in casa.

Putroppo non ho con me la macchina fotografica dimenticata dalla Raia. Non posso corredare la cronaca con le foto. Un vero peccato. Partiamo alle 7:30 da casa, scendiamo ad Azarie attraversando il muro e da lì prendiamo un taxi collettivo per Ramalla. A Qalandia ci tocca fare un kilometro a piedi per raggiungere il taxi per taybe. Incontriamo una signora italiana che ha la stessa nostra meta.

Arriviamo alla parrocchia qualche minuto prima delle 9:30, orario di inizio della messa. Abuna Raed è come sempre gentile ed accogliente. La messa è partecipata e calda. Molto bravo il coro, fatto quasi esclusivamente di bambine e giovani. Ho registrato un canto per voi. (mp3 2’30” 620Kb).

Alla fine della messa stiamo un po’ con la gente di Taybe, beviamo un caffè e poi con Raed partiamo per un giro in macchina. Percorriamo i villaggi a Nord di Ramalla, di cui ovviamente non ricordo bene il nome. Perdonate l’assenza di una belle carta, ma quella che avevamo è sparita nella valigia del superiore generale quando è venuto in visita a Natale. Ci fermiamo a Birzeit in parrocchia dove è appena finita la messa. Il parroco Abuna Aziz è di Ain Arik e conosce Nicola. Proseguiamo per Aboud, un villaggio piccolo tristemente famoso perchè gli israeliani hanno tagliato molti ulivi. Ne abbiamo parlato in dicembre.

Di questo viaggio nei territori occupati mi ha colpito innanzitutto la bellezza del paesaggio: colline, olivi, alberi da frutta in fiore, villaggetti isolati. Drammatica invece l’alternanza villaggi arabi-insediamenti di coloni israeliani. Sono dappertutto. Si alternano su colline adiacenti. Alcune strade sono state chiuse costringendo i palestinesi a lunghi giri per raggiungere il villaggio vicino. Non si capisce come si protrà risolvere questa situazione.

Veniamo invitati a pranzo dal parroco di Aboud che ha ospiti un gruppo di preti provenienti da tutto il mondo in ritiro con i legionari di Cristo al Notre Dame. La compagnia quindi è molto varia e allegra. Raed monopolizza i discorsi con i racconti su Taybe e dintorni.

Nel pomeriggio ci riporta a Qalandia dove prendiamo il taxi per tornare a casa.

Scusate la brevità del racconto. Oggi mentre vi scrivo è il 10 febbraio. Da qualche giorno sono arrivati i miei genitori in visita. Quindi le cronache dei prossimi giorni forse saranno più essenziali.

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