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Ebraico all’Ulpan e Icona

Posted on 11 Giugno 2006 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

Domenica 11 giugno 2006
Vado alla messa solenne al sepolcro delle 6.30 del mattino, in latino!La settimana di studio all’ulpan (la scuola intensiva di ebraico) inizia già domenica, giorno lavorativo. Si fa lezione 5 giorni dalla domenica al giovedì dalle 8 alle 12.30 con una pausa di mezz’ora a metà mattina. La classe in cui sono stato inserito è una Bet finale (con luglio inizierà ghimel). La maestra è la stessa che ho avuto nel 2000 quando feci per la prima volta l’ulpan: Renanà, molto brava ed esigente. Non siamo molti in classe, una ventina scarsa. Metà sono ragazzi/e arabi grosso modo 20enni che vogliono imparare la lingua per andare all’università o per trovare lavoro. Gli altri sono turisti o stranieri immigrati per lavoro. Io sono probabilmente il più vecchio.

Le frequenti chiacchierate, cene, viaggi, lezioni con la Raia hanno facilitato l’uso delparlato. Faccio più fatica con la grammatica, le parole scritte, il vocabolario. Conto di recuperare al più presto per primeggiare anche in questa classe!

Finita la lezione scappo a casa perchè suor Giuseppina ci ha convocato a pranzo. L’ospite illustre è il predicatore del ritiro per tutte le suore di S.Vincenzo che inizierà venerdì prossimo. C’è anche padre Alvaro che lo accompagnerà in Galilea nei prossimi giorni. Pranzo come sempre eccellente.

Nel pomeriggio riprendo in mano l’icona. Noto con orrore che una bestiaccia si è pappata un po’ dell’incarnato che avevo messo ieri. Occore intervenire al più presto.

Con alcuni sapienti tocchi riparo lo scempio e concludo magistralmente con velature, luci, rossi.. L’icona è pronta per la cappella:

Alla sera celebriamo i vespri solenni davanti alla nuova Madre di DIo. Dopo mesi e mesi di preghiera in cucina è veramente bello pregare in un posto con delle icone! Quando ti distrai dalla salmodia o semplicemente alzi la testa o mentre reciti l’Ave Maria, rivolgere lo sguardo verso l’icona è molto utile e edificante!

Notate i cuscini rossi? Ricorderete che sono il regalo di Valeria e Germana! Per il momento il diacono li ha messi poeticamente sul tappeto. La pianta invece ce l’ha regalata suor Giuseppina.

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