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Ein Prat: un’oasi… occupata

Posted on 29 Gennaio 2010 in Tours | 0 comments

E’ una bellissima sorgente, alle porte di Gerusalemme, situata nella valle che, proseguendo verso Gerico, nel deserto di Giuda, si ricongiunge al Wadi Kelt, dov’è situato il monastero di Koziba, camminata più volte raccontata in questo blog. Come tanti altri posti è stata trasformata in parco naturale (a pagamento) da Israele, benché sia nei territori palestinesi occupati. E’ circondata dall’alto, dall’insediamento Almon/Anatot. Dista da Gerusalemme 25 minuti di macchina. Le sorgenti, i sentieri da percorrere, il torrentello, le pareti di roccia attrezzate per arrampicare, punti pic nic, bar… ne fanno un posto ideale per una gita di shabbat. Anche noi abbiamo fatto una macchinata di suore (che rarissimamente fanno delle gite!) e ci siamo andati appunto di sabato.

Le nostre tre (Ursula-Mounira-MarieNoelle) più suor Donise dell’Ospice accompagnata da una suora Cinese e una vietnaminta, Mario e Nicole, io e Lorenzo! Abbiamo dovuto sgomitare per trovare sentieri e tavolini liberi perchè i simpatici israeliani del sabato occupavano ogni spazio. Era però la fine della giornata e molti stavano levando le tende per tornare a casa. Ad ogni modo ci siamo divertiti parecchio, soprattutto a vedere le suore contente di scarpinare e esplorare un bel posto.

Suor Ursula è riuscita perfino a farci aprire il monastero russo che custodisce la tomba di Caritone, il famoso iniziatore della vita monastica eremitica nelle valli di Giuda (330 circa). Il monaco, che non a caso si fa chiamara Abouna Karitum, è stato molto gentile ed accogliente. Bellissima la salita delle scalette che portano alle piccole celle e alla cappella incastonate nella parete rocciosa. Eccovi un po’ di foto:

Album di Picasa (25 foto)

Due settimane dopo ci sono tornato con la mia amica Tamar e c’era ancora più gente! Abbiamo dato un passaggio dalla biglietteria al fondo valle a due ragazzi parecchio atletici ci ha proposto di camminare con loro fino a Ein Fawwara (da dove ero partito con il clan scout di Monza): avevano persino la scorta armata per difendersi da eventuali terroristi palestinesi (Sigh!). Abbiamo declinato l’invito. La camminata fino ad Ein Fawwara comunque è da provare (senza armi).

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