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Gaza e il “muro di ferro” egiziano – Rassegna

Posted on 11 Gennaio 2010 in Gaza, Palestina-Israele | 0 comments

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Negli ultimi giorni non sono riuscito a scrivere niente su Gaza. Raccolgo qui qualche articolo degli ultimi giorni. Purtroppo le notizie che ci arrivano dai media, che parlano di Gaza solo quando ci sono dei fatti tragici, non sono buone. Alle barriere di filo spinato e cemento israeliano si aggiunge il muro di ferro egiziano. I lavori sono iniziati in dicembre e stanno continuando a ritmo serrato e nascosto in questi giorni. Ci sono stati scontri e vittime: 

La tensione fra Hamas e il Cairo ha raggiunto un nuovo picco in questi giorni, a causa degli scontri seguiti alle manifestazioni di protesta lungo il confine tra Gaza e l’Egitto, e a seguito dei lavori di costruzione del muro d’acciaio sotterraneo che le autorità egiziane stanno portando avanti lungo il confine per soffocare il commercio che passa attraverso i tunnel. (continua qui)

Quella progettata dalle autorità egiziane è una barriera sotterranea di metallo capace di resistere anche alle esplosioni, lunga 11-12 chilometri e profonda fino a 20-30 metri.Un muro costituito da paletti di acciaio spinti in profondità nel terreno, allo scopo dichiarato di bloccare tutte le gallerie. Gli egiziani sono aiutati da ingegneri militari americani, che hanno disegnato il progetto del muro. Il muro sarà completato entro 18 mesi. La barriera, costruita con un metallo estremamente resistente, è anche stata prodotta negli Stati Uniti – secondo quanto rivelato dalla Bbc – è a prova di bomba, non può essere tagliata , né sciolta, in breve «è impenetrabile». Questo muro è accompagnato da una rete di tubature che portano l’acqua del mare, per rilasciarla in prossimità della barriera di acciaio per rendere il terreno più friabile. L’acciaio e l’acqua servono a bloccare lo scavo dei tunnel, unico mezzo di collegamento e di approvvigionamento della popolazione assediata. (leggi l’articolo intero sull’Unità)

Le autorità egiziane avevano fermato al Cairo i 1.400 volontari della Gaza Freedom March (qui un lungo servizio di Al-Jazeera in inglese).

Qualcosa di strano sta accadendo in questi giorni in Egitto. Circa 1.400 attivisti provenienti da tutto il mondo si erano riuniti laggiù nel loro cammino verso la Striscia di Gaza. In coincidenza con l’anniversario della cosiddetta operazione “Piombo fuso”, avevano intenzione di partecipare a una manifestazione nonviolenta contro l’assedio in corso, che rende intollerabile la vita di 1,5 milioni di abitanti nella Striscia di Gaza. Nel frattempo, avrebbero dovuto sfilare cortei in molti paesi. Ma quando gli attivisti internazionali sono arrivati in Egitto, li attendeva una sorpresa. Il governo egiziano ha proibito il loro viaggio a Gaza. I loro autobus sono stati bloccati alla periferia del Cairo e rimandati indietro. Singoli manifestanti che erano riusciti a raggiungere il Sinai con i normali autobus di linea sono stati fermati. La forze di sicurezza egiziane hanno condotto una sistematica caccia agli attivisti. (leggi l’articolo di Uri Avner)

Vale la pena leggere anche questo articolo di Anna Maria Selini sull’inquinamento della terra di Gaza dovuto ai bombardamenti:

La tracce della guerra a Gaza, invece di ridursi, crescono. Escono allo scoperto, continuando a segnare la terra e la salute, anche futura, della popolazione. I bombardamenti israeliani del 2006 e del 2009, infatti, avrebbero lasciato sul terreno forti concentrazioni di metalli tossici, tali da poter provocare negli abitanti tumori, problemi di fertilità e gravi effetti sui nuovi nati, come malformazioni e patologie di origine genetica. E’ quanto risulta da uno studio condotto da New Weapons Research Group (Nwrc), una commissione indipendente di scienziati che ha sede in Italia e che studia l’impiego delle armi non convenzionali e i loro effetti di medio periodo sui residenti delle aree in cui vengono utilizzate. (continua sul blog CerteStorie)

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