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Gaza oltre la parrocchia: Umm Amir e il cimitero inglese

messa-piccolesorelleCi ho messo un po’ a trovare il tempo per riordinare il materiale raccolto nel nostro week end a Gaza. Come raccontavo nel telegrafico post precedente, siamo stati soprattutto in parrocchia. Le Piccole Sorelle di Gesù sono tornate a Gaza e sabato hanno messo a disposizione la loro bella casetta per la messa della parrocchia, sempre molto partecipata dalla gente. I cristiani sono pochi ma molto uniti, calorosi, amici tra loro. E’ normale fermarsi per una mezzoretta di chiacchiere, saluti e aggiornamenti vari dopo la fine della messa. Noi siamo stati invitati a cena dalla nostra amica Gada.

Venerdì pomeriggio abbiamo fatto un bel giro in macchina: abbiamo raggiunto il lungo mare a sud di Gaza. Subito dopo Nuseirrat c’è uno dei siti archeologici più importanti di tutta la Striscia (in verità l’abbiamo scoperto solo stamattina mentre, qui a Betania, cercavamo di capire dove eravamo stati!!). Si trattata di Umm Amir, il luogo di nascita di San Ilarione (291-371 d.C.), conosciuta anche come Tabatha nel mosaico di Madaba. Ho fatto un video:

Video su Youtube

Ilarione era  un giovane gaziota che partì per Alessandria per studiare e là si convertì al cristianesimo e fu battezzato; desideroso di dedicarsi alla vita ascetica, incontrò Sant’Antonio Abate e quindi tornò in Palestina dove, dopo aver scoperto della morte dei propri genitori, donò tutti i suoi averi ai poveri e fondò il suo monastero omonimo (è considerato come il fondatore della vita monastica in Palestina!). Divenne popolarissimo tanto che in qualche decina d’anni i monaci intorno a lui divennero circa 400.

Abbiamo visto quello che rimane di questo monastero-laura, purtroppo senza sapere cosa stavamo visitando! Mosaici, chiese, fonte battesimale, portico, bagni a vapore… bello! Il nostro giro è proseguito verso Deir al Balah, la cittadina più grande al centro della Striscia. Fa impressione vedere le case dei campi profughi tutte uguali, fatiscenti, strettissime, piene di bambini che giocano. Per la penuria di materie prime la gente raccoglie tutto quello che si può recuperare, specialmente nelle zone distrutte dalla guerra. Si vedono mucchi di macerie da sbriciolare per costruire mattoni, masse aggrovigliate di tondino, legname, carta.

Il nostro amico Munhib ci ha portato anche in un curioso cimitero inglese risalente alla prima guerra modiale (sanguinosa battaglia tra turchi e inglesi). Un giardino perfetto, pulito e curato, in mezzo ad km di case diroccate! 700 caduti, cristiani con qualche ebreo e qualche mussulmano, ma tutti uguali davanti ad Allah secondo il sapiente custode del giardino.

Album di Picasa

Una speciale ringraziamento per Mario, il volontario francese presso le suore. Ci ha accompagnato e ci è venuto a prendere al checkpoint di Erez.

3 comments to Gaza oltre la parrocchia: Umm Amir e il cimitero inglese

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