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Gita nel Neghev: Beer Sheva e Shivta

Posted on 27 Gennaio 2006 in Tours | 0 comments

Oggi andiamo in gita con la Raia e Eintan nel sud di Israele, nel deserto del Negev. Le nostre mete sono Beer Sheva (numero 49 della cartina ) e Shivta (numero 51). Per guardare la cartina  dei siti archeologici di Israele puoi guardare questa immagine.

I nostri amici ci vengono a prendere a casa soprendendoci con la loro puntualità. Alle 8 sono alla porta! Lorenzo è dai passionisti per inviare a Giovanni un contributo per l’articolo del Carlino sulla settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, di cui vi ho parlato i giorni scorsi. Qui potete leggere l’articolo. Io faccio un caffè e li intrattengo un momento. E’ anche l’occasione per dare loro alcuni regali: il coltellino multiuso ad Eitan (gentile dono dell’ing. Giusti) e panone natalizio (l’ultimo!) per la Raia e le bambine.

Beer Sheva

La prima tappa è a Beer Sheva, al Tel a circa 4 Km dalla città moderna. Nella Bibbia è chiamata Bersabea, dove è spesso citata a proposito dei patriarchi che attorno ai suoi pozzi piantarono le loro tende di nomadi (Gen 21,14.25; 24,61; 28,10 ecc). E’ molto suggestivo. Ci impressionano le cisterne sotterranee. Dalle foto potete notare anche la bellezza del cielo: le nuvole nere di pioggia, rare in questa zona, ci hanno accompagnato tutta la giornata.

Per capire la geografia del Tell potete guardare la pianta degli scavi corredata di tavola cronologia degli strati archeologici e le foto qui sotto.

entrata cisterna

album Beer Sheva foto 18

Neghev – viaggio, spuntini ecc.

Lasciato il Tel Beer Sheva riprendiamo la macchina. E’ il momento dell’arukat boker (la colazione-pranzo momento immancabile in tutti i viaggi degli israeliani). Raia ha prenotato in una simpatica “tenda” sperduta nel deserto del Neghev. E’ necessario telefonare per essere sicuri che sia aperto. Il menù è il solito: insalata, uova, salsine varie, thè speciale, succo di arancia e pane fatto in casa. Molto gustoso. Durante il viaggio attraversiamo ampie zone deserte, campi militari, strane statue tipo isola di Papua. Di seguito trovate anche le foto del pic nic che abbiamo fatto alla fine della giornata nei pressi di un laghetto naturale in mezzo al deserto alimentato da acqua calda termale. Vicino a noi un gruppo di arabi (e di gatti) hanno mangiato kebab.

neghev

album Neghev foto 20

Shivta

La guida dice: Shivta è una delle più affascinanti città del Neghev, tanto che è chiamata la “Pompei di Israele”. Fondata dai Nabatei nel II sec. a.C. in una posizione di passaggio delle carovane, ha avuto fortuna in epoca bizantina. Tre grandi e fortificati monasteri servivano da difesa. Ci sono i resti di tre chiese molto grandi con absidi e fonti battesimali. Ogni casa era dotata di cortile chiuso sulla strada della città. Ben visibili sono i palazzi del governatore della città. Ci sono moltissime decorazioni religiose sui travi e sulle colonne delle porte. L’occupazione degli abitanti di Shivta era la viticoltura. Sono stati rinvenuti diversi torchi per la pigiatura dell’uva. Interessante il sistema per la raccolta dell’acqua piovana (rarissima). Dopo la conquista araba la città fu abbandonata.

Di seguito alcune foto. Vi segnalo in particolare quelle del diacono Lorenzo, che come sicuramente avrete già saputo è stato citato al paragrafo 23 della straordinaria prima enciclica del papa Benedetto XVI. Ne è molto orgoglioso.

battistero

album foto 41

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