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Gratitudine e speranza dalla preghiera per l’unità dei cristiani

Posted on 3 Febbraio 2010 in Chiesa in Terra Santa | 1 comment

La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci ha lasciato un senso di gratitudine e di speranza. Di gratitudine per l’incontro quotidiano, cordiale, reciproco, nella preghiera, che abbiamo avuto con i cristiani delle altre chiese. A poche centinaia di metri le une dalla altre le chiese di Gerusalemme offrono ai fedeli tutta la ricchezza della loro propria tradizione spirituale e liturgica. Un tesoro che in queste serate abbiamo imparato a scoprire.

In quale altra città nel mondo possiamo, di sera in sera, passare dal rito armeno a quello copto, dagli inni anglicani alle melodie latine, dalla salmodia in greco alle litanie etiopi, dai canti luterani alle preghiere bizantine? Nonostante la difficoltà della diversità delle lingue ognuno di noi ha potuto accordare il proprio cuore alla preghiera dell’altro e farlo risuonare insieme in un unico canto di lode al Signore.

Il senso di speranza viene dal constatare come l’unità dei cristiani intorno al Signore Gesù e alla sua Parola di vita sia una realtà già concreta, già in atto, già profondamente interna al cuore di noi fedeli. In queste preghiere serali non si è discusso di teologia, di primati, di dogmi. Nelle belle omelie dei pastori delle chiese che ci hanno ospitato abbiamo sentito tradotto in esortazioni sincere e profonde la preghiera di Gesù “perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21) e il messaggio del Vangelo di Luca nel meraviglioso testo dei discepoli di Emmaus. “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni” (Lc 24, 47-48).

Certamente tanta strada dobbiamo ancora fare per conoscerci e rispettarci meglio, per invitare ed accogliere con cordialità gli altri alla nostra preghiera, per visitare e partecipare alle feste degli altri. A Gerusalemme però abbiamo la fortuna di essere tante chiese diverse per un numero di cristiani non elevato. I rapporti personali di amicizia possono svilupparsi facilmente e sono la via privilegiata per l’unità spirituale. Lo abbiamo constatato con il compianto Padre Michael Sellors, tornato al padre proprio durante la settimana di preghiera. È stato una vicenda che ha colpito e riguardato tutti, perché lui era amico e un fratello di tutti, proprio per il suo impegno per l’unità dei cristiani.

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Mio articolo pubblicato sul sito del Patriarcato Latino

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1 Comment

  1. ma come, scrivi di una bazzecola come l’unità dei cristiani, e non commenti il trionfale viaggio del nostro capoi del governo in Israele? (solo Israele, anche se ha incontrato Abu Mazen). e’ questo che domina i telegiornali italiani. e poi, perché Mamma Rosa, che ha salvato un’ebrea, non è ancora nel viale dei Giusti delle nazioni? sono certa che quest’estate ci sarà.
    scusa l’acidità, ma le relazioni sulla visita in Israele (e ripeto, solo Israele), mi hanno rovinato lo stomaco.

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