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i santi: ospice e lampadina

Posted on 1 Novembre 2005 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

Martedì 1 novembre 2005

Oggi festa di tutti i santi. Qui tutti ovviamente vanno a lavorare. Noi ci aggreghiamo alle nostre suore per andare a messa al loro Ospice vicino alla città vecchia. Eccovi una foto della “casetta” così come si vede da porta Jaffa:

L’assemblea che partecipa è molto varia. Sembra di essere in una delle nostre Case della Carità: carrozzine, vecchiette devote, personaggi simpatici che danno solennemente la mano a tutti, sorrisi e sguardi con occhi strabici ma felici… La cordialità di questi piccoli è il modo migliore per festeggiare questa festa.

La casa è immensa. Facciamo un piccolo giro con suor Giuseppina (che ovviamente ha abitato qui a lungo, pare anche durante la guerra dei 6 giorni). Ovunque ci sono immensi corridoi, stanze, bagni, bagnetti, lettini, giochi… Ci sono molti bambini. La casa infatti serve anche da asilo, orfanatrofio, parcheggio per le mamme lavoratrici. Sono, ci dice la nostra guida, tutti convenzionati con il governo che paga fior di quattrini ma che ti impone gli ospiti che dice lui. Le persone che mediamente si servono della casa sono circa 250. Sono lontani i tempi in cui c’erano 150 ragazze cristiane che abitavano qui… Ora sono tutti arabi israeliani mussulmani. I bimbi però sono belli lo stesso! Ci fanno un bel ok con il pollicione quando entriamo in un’aula.

Hanno una cappella mastodontica, con vetrate nuove (del 67: le vecchie sono state distrutte con i combattimenti vicini alla città vecchia). Nella foto che vi ho mostrato sopra la cappella è in primo piano. Non può mancare una foto panoramica dell’interno:

Prendo accordi con la superiora dell’Ospice (tal suor Donise libanese, tipo suor Lodi) per venire qui con la Raia il lunedì mattina per la nostra lezione di italiano-ebraico. La visita si conclude in fretta perchè abbiamo la nosta lezione di arabo al British con Issa. Ci diamo appuntamento alle 13 a casa. Le suore infatti ci invitano a pranzo.

La lezione è piuttosto loffia. Ripetiamo pari pari la lezione di lunedì su orari, date di nascita e parentele. Alonso per fortuna non viene interrogato sui suoi fratelli. Finita la lezione recuperiamo vicino a porta Erode un pacchetto che Amelia ci ha mandato dall’Italia contenente la lettera di Giovanni per il patriarca e dei buonissimi biscotti fatti da Michelina. Grazie!!! Li abbiamo mangiati con molto gusto.

Il pomeriggio è come il solito diviso tra lo studio faticoso dell’arabo e qualche email (che però non riusciamo a spedire perchè il telefono delle suore è fuori uso). L’accoppiata Alonso-Paperoga dopo compieta per un soffio non si esibisce in una figuraccia colossale.

Stiamo parlando amabilmente in cucina quando improvvisamente manca la luce. Guardiamo fuori. La casa delle suore è tutta illuminata. Controlliamo gli interruttori generali: tutti inseriti correttamente. Boh! Essendo le 21 30 abbiamo delle resistenze ad andare dalle suore… Alle nove in punto chiudono tutto e vanno a letto. Lorenzo si avvia… Io resto alla nostra porta. Improvvisamente sento un ronzio. Il frigo!!!!!! Richiamo subito Lorenzo. Nel frattempo si affaccia Aissa per vedere chi fa tutta questa confusione in giardino. Lorenzo nota anche che in camera sua il suo “mouse” è illuminato… anzi forse – dice- lo era anche quando è venuto a prendere la torcia per controllare gli interruttori….

Morale della favola: si è semplicemente bruciata la lampadina della cucina. Essendo però l’unica luce accesa, spenta quella, siamo caduti nel buoi più totale. Ci pensate: svegliare suor Giuseppina, farla scendere in pigiama e scopire che la nostra lampadina di cucina è bruciata? Per fortuna l’orecchio attento di Paperoga ha udito il ronzio rivelatore!!! Anche stavolta ci è andata bene.

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