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il patriarca, la partenza improvvisa di una vicina

Posted on 26 Ottobre 2005 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 1 comment

Mercoledì 26 ottobre 2005

Stamattina abbiamo l’appuntamento tanto atteso con il patriarca Michel Sabbah, il vescovo di Gerusalemme e di tutta la Terra Santa. Tanto atteso per vari motivi. Il primo riguarda il nostro desiderio di essere considerati come facenti ufficialmente parte della chiesa cattolica di Gerusalemme, e l’incontro con il patriarca è il primo passo per avere questo “riconoscimento”. Sapete che per la nostra famiglia il rapporto con il vescovo locale è molto importante. Un altro motivo è il problema del visto. Il patriarcato latino può aiutarci ad ottenere, in qualità di religiosi, un visto lungo per risiedere in Israele. Attualmente abbiamo quello turistico che vale 3 mesi.

La storia della nostra famiglia ricorda peraltro altri incontri con questo patriarca in passato. E a volte non sono stati facili. Quindi siamo un po’ preoccupati di come possa andare.

Abuna Raed, il sacerdote palestinese nostro amico che siamo andati a trovare con Giovanni appena arrivati qui  ci ha comunicato che non sarà presente. Attualmente è il parroco di Taybe. Nel suo villaggio, l’unico interamente cristiano, ha avviato molte iniziative interessanti. In questi giorni sono molto impegnati a raccogliere le olive. Vi parlerò di lui in un’altra occasione.

Siamo quindi solo io e Lorenzo. Dopo le mie disavventure mattiniere con il pc di padre gianni  ci incontriamo davanti al Patriarcato. Io mi accorgo che la lucidatura rossiccia (lucido del suk) non si accorda bene con le calze azzurre, i pantaloni verdastri e la giacca marron. Pazienza ormai è tardi. In patriarcato poi è un po’ buio. Spero non si noti… Lorenzo invece è elegantissimo.

Siamo in anticipo e aspettiamo un quarto d’ora nell’ufficio del cancelliere.

Michel viene direttamente a prenderci in ufficio alle 10 precise e ci porta nella sala degli ospiti. E’ cordiale e gentile. Ci fa alcune domande sulla nostra famiglia, sul fondatore, sul numero di quanti ne fanno parte. Lorenzo spiega a grandi linee chi siamo e cosa facciamo. In particolare parla di noi due qui a gerusalemme: punto di riferimento per chi della famiglia voglia venire a studiare o ad abitare per qualche tempo, per le nostre parrocchie e più in generale per tutta la diocesi di bologna per pellegrinaggi e scambi con la chiesa locale.

Gli consegnamo anche la lettera di presentazione del nostro arcivescovo Caffara. Lui la legge in nostra presenza e chiede chiarimenti su dove abitiamo. Conosce bene la casa delle nostre suore. Ci invita a imparare l’arabo e noi orgogliosi diciamo che abbiamo già cominciato. Conosce e approva le scuole che frequentiamo. Dopo non più di dieci minuti ci salutiamo con il compito da parte nostra di fargli avere qualche altra carta (lo statuto e la regola della famiglia e una lettera del superiore) e da parte sua di analizzare la nostra domanda e darci una risposta. “Vedremo” è la parola che mi è rimasta più impressa. In generale comunque un buon incontro. Vedremo appunto.

Torniamo a casa. Nel pomeriggio alle 16 abbiamo la lezione all’Ecole Biblique. Uscendo di casa ci accorgiamo con stupore che la porta del recinto dell’asina è aperta: sarà scappata? La domanda resterà senza risposta fino alla mattina dopo. Suor Giuseppina ci confermerà che l’ha rimandata alla padrona, una vicina di casa che sperava di ingrassare l’asinella con gli avanzi delle suore, dando il permesso ai bambini di giocare con lei. La nostra superiora però è contrarissima a far giocare i bambini con gli animali e quindi l’ha rispedita al mittente.

Noi siamo naturalmente tristi perchè era molto cordiale e ci teneva compagnia, venendo alla porta tutte le volte che noi le passavamo vicino. Era diversissima da quei grezzi muli visti nel deserto. Speriamo che non la sacrifichino per questa fine Ramadam… Lorenzo è il più affranto. Non sa più con chi conversare nei momenti difficili. Ricordando il suo passato pensa che si potrebbe vendere il letame dell’asina. Potrebbe avere mercato tra i curatori di orti (non ne ho visto uno). Per fortuna desiste dall’idea. La materia prima non è molta:

Quando arriviamo all’Ecole Biblique indovinate chi incontriamo? Bobo il fratello di Ain Arik che sta uscendo dalla sua lezione di critica testuale. E’ entusiasta del corso. Purtroppo sono solo 5 studenti e il prof è un luminare che ha curato niente meno che la Stutgardensia (forse non si scrive così), l’edizione critica più famosa della Bibbia Ebraica. Nota con rammarico che “la Bibbia, ragazzi, non la studia più nessuno“. Ci chiede dell’incontro con Sabbah. Ma abbiamo poco tempo per raccontargli di quei dieci minuti. Il nostro prof infatti ci chiama in classe.

La lezione si svolge per il meglio. Anzi per la verità facciamo diverse fuguracce. Ma essendo in pochi pazienza… Lorenzo all’uscita, come sempre dice che sarà un’impresa impossibile e che telefonerà a Giovanni per dire che molla… Io lo lascio parlare e gli faccio qualche complimento (sincero) di incoraggiamento. Sulla via del ritorno, lusso dei lussi, ci compriamo qualche dolcetto per la sera. Spendo ben 8 shekel in caramelle e dolciumi, di quelle che Giobba compera per Davide… La giornata è stata molto intensa e ci dobbiamo tirare un po’ su di morale.


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1 Comment

  1. Sei Grande .Ci vediamo alla Festa REGINA di PALESTINA del27 ott

    Vai sul sito regina di palestina è la nostra storia .Ciao Franco

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