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La coraggiosa parrocchia di Gaza dopo l’aggressione

Posted on 9 Marzo 2014 in Gaza | 0 comments

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Un po’ per caso siamo andati a trovare i nostri amici cristiani di Gaza pochi giorni dopo un brutto episodio di vandalismo successo proprio nella parrocchia latina. Qui sotto potete leggere l’articolo che ho scritto per il sito del patriarcato. Per me e Lorenzo sono stati come sempre giorni ricchi di incontri.

Venerdì pomeriggio abbiamo partecipato ad un fidanzamento tra un giovane cristiano ortodosso e una ragazza latina. Si è svolto nella piccola chiesa di S.Porfirio. Uno sfoggio di abiti, gioielli, sorrisi e fotografie. Il fidanzato ha donato e, un po’ goffamente, fatto indossare alla sua fidanzata collana e orecchini ricevendo poi la benedizione del vescovo greco ortodosso.

Sabato mattina siamo stati in giro con Sabah (a questo dedicherò un post a parte). Il pomeriggio è trascorso normalmente tra siesta e preghiera, a parte l‘episodio della gomma di cui vi ho già parlato. Abbiamo avuto anche la notizia della nascita di Giulia, la seconda figlia di George (qui sopra nella foto), sul quale sono piovuto auguri e mabruq da amici e ammiratori.

Domenica infatti ci siamo ritrovati in tanti alla messa parrocchiale. P.Humam venuto apposta da Gerusalemme, ha avuto parole di incoraggiamento e di conforto per il parroco e il suo coraggioso gregge. Mi sorprende sempre la forza e lo spirito con cui affrontano queste difficoltà.

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La sofferenza e la consolazione nella parrocchia di Gaza

GAZA – A mezzanotte circa del 26 febbraio, giorno di S. Porfirio di Gaza, degli sconosciuti hanno piazzato un ordigno artigianale sul sagrato della chiesa parrocchiale latina di Gaza. La deflagrazione ha svegliato il parroco P.Jorge Hernandez che ha immediatamente domato il principio di incendio che stava sviluppandosi vicino alla sua auto. I malintenzionati hanno anche lasciato alcune scritte sulla facciata della chiesa.

Complessivamente i danni materiali sono stati modesti. Dalle prime indagini della polizia sembra che gli autori non siano gente esperta, ma delinquenti che hanno voluto fare un’azione dimostrativa. L’esplosivo non è stato posizionato vicino alla porta ma sul lato del sagrato e le scritte non hanno profanato la croce che spicca in bella vista sulla facciata.

Il fatto comunque ha scosso profondamente la piccola comunità cristiana, e in particolare le suore che risiedono in parrocchia. La convivenza dei cristiani e dei mussulmani della striscia di Gaza è pacifica. A parte qualche episodio circoscritto, non si sono registrati in passato fatti gravi di intolleranza e persecuzione. Ma l’equilibrio è delicato e notizie false o gonfiate possono mettere in pericolo la vita delle persone.

Il parroco, in accordo con il patriarcato latino, non ha voluto dare troppo risalto alla notizia, per proteggere la comunità da nuovi gesti simili. La situazione sociale ed economica, nella piccola e popolosa striscia di Gaza, è molto provata dall’assedio, che dura ormai da troppi anni, e dalla chiusura pressoché totale dei checkpoint sia con Israele sia con l’Egitto.

Nei giorni successivi al fatto, le massime autorità civili e religiose locali hanno fatto visita alla parrocchia, in diverse delegazioni, per dimostrare la loro solidarietà e vicinanza ai cristiani e per condannare con decisione questo deplorevole gesto d’intimidazione.

Domenica 2 marzo 2014, Padre Humam Khzouz, amministratore generale del Patriarcato latino, a nome del patriarca Fouad Twal e di tutta la chiesa di Gerusalemme, si è recato nella parrocchia della Sacra Famiglia. Ha presieduto la messa domenicale e si è fermato a lungo a parlare con la gente, con le suore e con le rappresentanze ufficiali che hanno continuato a far visita al parroco p.Jorge.

La vita della parrocchia – le scuole, le liturgie, l’oratorio per i giovani, le visite alle famiglie, l’accoglienza degli ospiti – è subito ricominciata normalmente, con la forza e l’entusiasmo che caratterizza questi nostri amati gazawi cristiani. Un fidanzamento di due giovani e la nascita di una bambina, Giulia, sono il segno più bello e più forte della testimonianza e della consolazione che essi offrono nonostante le prove a cui sono sottoposti.

Articolo scritto il 6 marzo 2014, per il sito del Patriarcato latino di Gerusalemme.

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