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Notizie del 11 Novembre 2006 – 68

Posted on 11 Novembre 2006 in Palestina-Israele | 0 comments

Il primo ministro palestinese Ismail Haniyeh si è detto pronto a lasciare il proprio incarico, nel contesto della costituzione di un nuovo governo palestinese: "Se si deve scegliere, ha detto, fra la mia permanenza alla carica di premier e la rimozione dell’assedio internazionale ai palestinesi, preferisco la seconda via". Haniyeh ha ribadito che la politica estera del nuovo governo di unità nazionale – per discutere il quale il Comitato centrale di al Fatah dovrebbe riunirsi oggi – dovrà basarsi sul "documento dei detenuti", il programma scritto da importanti prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane e che prevede il riconoscimento indiretto dello Stato ebraico. Haniyeh ha anche chiesto la nomina di una commissione internazionale di inchiesta sulla strage di Beit Hanoun, nel caso che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non volesse occuparsi della questione.

Intanto tutti i valichi fra i Territori palestinesi ed Israele sono stati chiusi nel timore di attentati. La tensione è particolarmente alta a Gerusalemme e la polizia israeliana vi ha fatto confluire ieri circa seimila agenti. Tremila agenti sono dislocati nella zona dello stadio universitario di Givat Ram,  dove per diverse ore si svolgeva un raduno convocato dopo l’annullamento del Gay Pride, la cosiddetta “manifestazione dell’orgoglio omosessuale”  che aveva provocato  proteste da parte delle diverse comunità religiose, compresa la Santa Sede. Fonti locali hanno riferito che la polizia ha arrestato alcuni dimostranti. Gli ebrei ultraortodossi hanno annullato una manifestazione di protesta di massa, ma ancora la polizia teme provocazioni ed incidenti. Altri tremila agenti sono stati dislocati nella zona della Città Vecchia nel timore di incidenti in occasione delle preghiere islamiche del venerdì nella Spianata delle Moschee.

– Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha tenuto una riunione di emergenza per discutere dell’uccisione dei 19 palestinesi da parte delle forze israeliane nella città di Beit Hanun. Il rappresentante palestinese al Palazzo di vetro ha definito l’azione come “terrorismo di Stato”, aggiungendo che si tratta di crimini di guerra che andrebbero giudicati in base alla legge internazionale. Il collega israeliano ha risposto di essere molto dispiaciuto per la perdita di vite umane, ma ha addossato la responsabilità su Hamas dicendo che l’incidente non sarebbe avvenuto se gli assalti contro il suo Paese fossero stati fermati. Gli Stati Uniti, dopo aver compianto le vittime, hanno sostenuto il diritto di Israele a proteggere i suoi cittadini. Il Qatar, rappresentante arabo nel Consiglio di Sicurezza, ha fatto circolare una bozza di risoluzione che condanna il massacro, chiede un cessate-il-fuoco immediato e sollecita l’invio di una forza di osservatori dell’ONU per indagare sull’episodio e monitorare la tregua. Gli Stati Uniti, però, sono contrari, a questo testo e pronti ad usare il veto per bloccarlo.

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