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Paperoga con bambini, gruppo Mi, Martini

Posted on 3 Marzo 2006 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

Venerdì 3 marzo 2006
Ieri è stata una fiacca giornata di studio, casalinga, senza nessuna nota degna di cronaca. Oggi vorrei dedicare ancora la mattina allo studio. Come di consueto il venerdì e la domenica mattina i bambini non vanno a scuola e dalle 8:30 alle 9:00 giocano un po’ in giardino.

Li vado a salutare. Alle 9 in punto l’ustaz Raed (il prof. maximo) mentre li fa entrare nelle aule per lo studio mattiniero, mi chiede se voglio stare in aula con i piccoli. Io non riesco a dire di no. La prima volta che lo feci fu un disastro, con lo spettro di suor Stefania-Giuseppina che mi rimproverava la mancanza di disciplina in classe.

Oggi va un po’ meglio. Il mio arabo è comunque talmente penoso che faccio una gran fatica a farmi capire. Tra i piccoli 3 bambine devono preparare un testo da leggere intitolato “assayara” , la macchina. Me lo leggono a turno: io ascolto, da bravo paperoga, e “correggo” la lettura. Facciamo così anche per un dialogo in inglese, per fortuna semplicissimo dove riesco a dare qualche consiglio più sicuro. Hanno anche un paio di branetti da imparare a memoria, che pure vogliono sottopormi singolarmente o a gruppi di due o tre.

Tutto questo mi gratifica molto anche se non capisco quasi nulla di quello che dicono e leggono. Riesco a malapena a seguire con il dito la lettura o la recita a memoria, sul libro di testo. Inoltre la bambine sono permalosissime. Per un nonnulla si arrabbiano e mettono il muso rifiutando ogni comunicazione per diversi minuti. Ah, le donne!!!

Simon, Jirias, Rola non hanno compiti da fare (sono alla scuola materna) e quindi imperversano in classe rincorrendosi e tirandosi qualsiasi cosa possa sembrare un proiettile. L’ustaz Raed viene un paio di volte a ripristinare l’ordine, con sguardi benevoli nei miei confronti.

Alle 10:30 per fortuna inizia la ricreazione, lunga, infinita… Non torneremo più in classe, grazie a Dio. Nel cortile giochiamo a nascondino. Il rispetto delle regole è come sempre un optional… che manca a queste povere e simpatiche creaturine. Quando si avvicina lo’ra di pranzo ci spostiamo sul monte dietro casa. C’è in programma un pic nic. Girando per il boschetto ritroviamo alcuni dei famosi tappi, dimenticati nella battaglia di domenica. C’è qualche debole tentativo di provocazione ma per fortuna viene lasciato cadere nel vuoto.

Io mi fermo anche al picnic, dimenticandomi un po’ del povero Lorenzo lasciato a casa da solo. Infatti quando scendo lui non c’è, è andato a fare un giro in città. Con qualche sms provo a chiedergli scusa di questa mia deprolevole condotta.

Alle 16 parto alla volta della città nuova. Mi devo incontrare con un gruppo proveniente da Milano, dove ci sono due amiche della zia Donatella, che ho conosciuto 20 anni fa al mare e che non ho più rivisto. Ci vediamo all’Istituto Biblico perchè incontrano il cardinale Martini, come avvenne il venerdì 7 ottobre con il gruppo dello zio Paolo.

La Giuliana e la Carla mi riconoscono subito e mi presentano al gruppo. Sono molto cordiali e addirittura nell’attesa del cardinale mi fanno parlare davanti a tutto il gruppo! Presentazione, attività, comunità, scelta di vita, progretti… Un sacco di domande. Per fortuna il cardinale non tarda molto.

Come sempre è molto gentile, si ricorda di tutti, chiede notizie di Milano, dei preti (Giuliana è mamma di don Filippo, un giovane prete ordinato dallo stesso Martini prima di lasciare la diocesi), fa un breve discorso sulla situazione qui in Israele. Colpisce molto il suo sguardo di fede e di speranza nel Signore per tutte le vicende di Gerusalemme. Purtroppo non avevo con me il registratore. Spero che i milanesi abbiamo registrato.

Alle 18 ci salutiamo non senza la foto ricordo. Mentre ci sistemiamo per la foto, Giuliana mi presenta al Cardinale nonostante le mie ritrosie. Si ricorda bene di don Giovanni, lo zio e mi dice di salutarlo molto. Mi lasciano un sacchetto con il Vocabolario Arabo-Italiano, regalo della zia, alcuni DVD e libri sulla parrocchia di Santa Maria del Suffragio, dalla quale provengono, nonchè una vecchia foto del 1975 fatta al mare a Viserba, quando ci siamo conosciuti. Vorrei mostrarvela ma non posso per la censura quaresimale.

Torno a casa e causualmente nello sherut ritrovo Lorenzo, comprensibilmente freddino nei miei confronti. Nella serata comunque a poco a poco ci “scaldiamo”, grazie alla sua grande bontà per me.

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