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Quingentolesi: pellegrinaggio a Betlemme

Posted on 24 Aprile 2006 in Chiesa in Terra Santa, Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

Lunedì 4 aprile 2006
Nei giorni scorsi avevamo avuto qualche contatto via sms. Erano già sbarcati in Terra Santa con l’aereo. Avevano già visitato la Galilea. Come fanno tutti i pellegrinaggi si sono poi spostati verso Sud. Da ieri sera sono niente meno che a Gerusalemme. Oggi vanno a Betlemme. Chi sono? Sono il gruppo dei Quingentolesi (sangiacomodellesegnatesi,quistellesinuvolatesi), allegri paesani della bassa padana sotto l’argine del Po, tra i quali ho avuto la fortuna di vivere gli anni della mia infanziagiovinezza, da quando avevo 7 anni fino a circa 20 anni quando ho cominciato a frequentare la comunità. Per chi non conosce quingentole eccovene una parte in questa mappa da satellite (per chi ha google earth può cliccare sulla foto):

quingentole mappa

Io abitavo nella corte La Roda in via gabbiana 4 (provate a cercarla nella mappa di google).

Sono veramente felicissimo di abbracciare qualche mio concittadino, in particolare l’Anna (mamma di Giona, il mio migliore amico quingentolese, vicino di casa, compagno di scuola e di incredibili avventure), e l’Emilia la mia catechista che ho sempre fatto dannare ma che mi vuole un gran bene. I quingentolesi in verità sono pochissimi nel gruppo che conta 65 persone, tra cui i tre parroci dei suddetti paesi. I quingentolesi sono solo Fausta, Annamaria, don Renato e Nadia (milanese ma essendo sorella dell’Anna la consideriamo quingentolese).

Ci mettiamo d’accordo per vederci a Betlemme. Alle 10 hanno dicono la messa nella chiesa principale dedicata a S. Caterina. Io prendo lo sherut qui sotto ad Azarie e arrivo alla Basilica della Natività con largo anticipo. Non mi dispiace affatto. Seguo un po’ la liturgia ortodossa, provo invano a scendere nella grotta ma è in corso un’altra liturgia, gironzolo per i chiostri adiacenti alla chiesa, leggo qualche salmo e dico il rosario.


sulla destra si vedono i colpi dei proiettili sparati dagli israeliani durante l’assedio


la piazza antistante la basilica. tutti i negozi sono chiusi in segno di protesta per l’uccisione di tre persone (forse poliziotti, non ho capito) da parte delle forze israeliane.

Arrivano in chiesa pochi minuti prima delle 10. Tempo per i baci e gli abbracci e la messa inizia. La suorina che li accompagna mi affibbia subito la seconda lettura. L’Anna, come ai vecchi tempi, è alla chitarra:

Finita la messa don Sergio, la vigorosa guida bresciana, ci accompagna tutti alla visita alla grotta. Ma dopo un quarto d’ora di fila rinunciamo perchè ci sono in corso liturgie e fino alle 13 30 non si può scendere. La folla di pellegrini è comunque impressionante. Io vedo e saluto anche Alex il mio prof di ebraico nonchè guida turistica. Il nostro gruppo allora va con il pulman al negozio di souvenir e quindi a pranzo in un ristorante nella piazza antistante la Basilica.

Io ovviamente mi dedico alla chiacchieraall’aggiornamento dei conoscenti quingentolesi, riassaporando, soprattutto dall’Emilia, la stupenda e ormai quasi dimenticata musicalità del dialetto mantovano stretto.

Quando rotorniamo in Basilica, la fila è lunghissima, arriva in fondo alla navata. Tutti i gruppo hanno fatto come noi!

I mantovani fanno un po’ i furbi ed entrano di soppiatto dalla porta di uscita oppure si intrufolano scavalcando le posizioni. Riusciamo a completare la visita verso le 14.30. Poi li riaccompagno al pulman dove ricevo una preziosissima borsa con alcuni regali dall’Italia: libri, manuali per PC, un telefono, due pezzi di Grana (quingentolese!)… Poi ci salutiamo: io ritorno a casa con il taxi e loro proseguono per Ain Karem. E ci diamo appuntamento per domani pomeriggio al santo sepolcro.

Qui di seguito trovate le foto che ho fatto (poche):

GALLERIA FOTOGRAFICA

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