Navigation Menu+

Scuole colorate e cappannette – la visita a Gaza di Lorenzo

Posted on 6 Settembre 2014 in Gaza | 0 comments

signora davanti alla sua capanna, notare la cucina

Scrivo qualche riga sulla visita a Gaza di ieri, giovedì 4 settembre 2014. I controlli israeliani hanno battuto ogni record! All’apertura del checkpoint, alle 8, ero il primo (e unico) in fila, tutto è stato velocissimo con anche inattesi sorrisi e “buongiorno” delle soldatesse: 9 minuti netti per passarli entrambi! Va mo a dire…

Lunga invece la attesa da Hamas: rispetto a qualche settimana fa a gironzolare nell’area è ricomparso qualcuno in divisa – tutte divise nuove fiammanti- mentre invece l’ufficio resta nello stesso container malconcio dell’altra volta con due addetti in borghese. niente computer, il registro è quaderno fatto in casa utilizzando fogli di carta da lettera intestata.  La colpa dell’attesa è dovuta al  fatto è che in queste tre settimane hanno di nuovo cambiato sistema (sembra che ora sia ritornato a come era tre anni fa…) e ovviamente io non ero in regola… confesso di essermi un poco incavolato con l’addetto al controllo, cercando invano di spiegargli che è difficile essere in regola se cambiano sistema ogni tre per due. Comunque l’arrivo di Sabah e una sua telefonata a non so quale dirigente mi ha “salvato”…

Prima tappa in parrocchia per salutare gli amici e recuperare Marco il “Claun Pimpa” che – come d’accordo dal giorno prima – avrebbe fatto un suo spettacolo nella nostra ultima scuola.

4 pimpa all opera.JPG

Seconda tappa: la scuola accanto al campo profughi di Nuseirat. Qui dall’anno scorso, l’idea, il bisogno, era di eliminare l’amianto dalle aule in cui stavano i bimbi. Il risultato del lavoro è davvero bello: l’interno delle aule tutto rifatto e ben colorato. Se penso alle case che ho visto, credo che questo sia l’unico ambiente colorato che i bambini della zona abbiano a loro disposizione. Anche il cortile ora ha una bella tettoia che ripara dal sole e dalla pioggia.

Grazie  a Dio questa zona non è stata colpita dalla guerra. Confesso che sono orgoglioso al pensiero che si tratta di un lavoro fatto con i regali, a volte anche piccoli ma sempre generosi,  che ho ricevuto da tante persone.

1 aula con inerno rifatto notare il ventilatore.JPG

Lasciato il Pimpa al suo spettacolo, con Sabah e Wisel, ci siamo spostati alla scuola “Musaddar” base da cui siamo ripartiti per la consegna di pacchi viveri a persone davvero in condizioni estreme di disagio. Muhammad, la figura di riferimento per tutta l’area viene con un figlio e la sua auto ma presto resta senza benzina e così stiamo belli stipati in sei dentro il nostro taxi guidato da Abu Rami che non fa una piega.

I pacchi viveri sono finanziati da una associazione irlandese con cui cooperammo anche anni fa. Forse qualcuno ricorda. Alcuni dei riceventi si sono costruiti delle capannette vicino alle macerie delle loro case. Altri vivono proprio nelle macerie. Diversi mi dicono che hanno salvato solo i vestiti che avevano addosso.

8 tenda tra le macerie.JPG

Un signore anziano (certamente più giovane di me!) ci accoglie vicino alla sua casa distrutta con parole che ricordano Giobbe: “Ringraziamo Dio! Ringraziamo Dio sempre e dovunque! Solo Dio il Generoso si ricorda di noi…! lode a Dio!”. Da commuoversi se non fosse un giudizio severo sulle mie opacità!

10 rendiamo grazie a Dio!.JPG

Tanti i bimbi. Mi chiedo come faranno ad affrontare l’inverno in queste condizioni. Almeno sarebbero necessarie delle vere tende. Va da se che tutta la zona è priva di acqua e di luce…

Lontano si vede la striscia azzurra del Mediterraneo.

A tratti ci siamo mossi vicinissimi alla striscia di terra, interna rispetto alla barriera israeliana, dove è proibito entrare pena… gli spari dei soldati. Alcune baracche sono proprio sul limite. Anche qui mi chiedo come si possa vivere con questo problema incombente. D’altronde ognuno vuole abitare e si sente più tranquillo sul suo pezzo di terra.

Muhammed ci ha mostrato (non senza orgoglio) il proiettile caduto senza fare danno vicino a casa sua. In una zona quasi tutta distrutta, la sua casa è una delle poche a non essere stata colpita. Come già tre settimane fa, dall’alto, si sente in continuazione il ronzio dei droni israeliani quasi a ricordare che poco sopra le teste della gente c’è un occhio che tutto vede, o può vedere e se necessario anche… “provvedere”!!!

Sabah mi ha segnalato il bisogno di visite oculistiche e fornitura di occhiali per bambini che proprio in questi giorni cominciano la scuola le cui maestre, in aula, si accorgono del problema. Anche altri anni è stato così. Sicuro di ben interpretare il desiderio di chi mi ha dato del denaro per Gaza, le ho detto che può cominciare a far visitare una quarantina di bambini e poi di farmi sapere se occorresse altro.

Recuperato il Pimpa, riaccompagnatolo in parrocchia, definiti gli accordi col taxista perché nella settimana prossima lo accompagni in altre quattro nostre scuole a far giocare i bimbi con le sue magie, sono uscito dalla Striscia.

A Gerusalemme, restituita l’auto noleggiata,  ho avuto il tempo per un passaggio al Sepolcro, ancora semideserto, prima di andare a messa alla parrocchia ebraica. Ieri in Terra santa era la festa di san Mosè e mi sembrava bello, alla fine di una giornata così, pregare in ebraico anche per rimettere un poco di equilibrio nei pensieri e nei sentimenti.

Arrivato davanti a casa mi aspettava la gattina con la sua danzetta di festa. Serata conclusa con una buona pastasciutta. Stamattina ho dormito un poco di più.

Lorenzo, Gerusalemme 5 settembre 2014.

album  (13 foto)

Response code is 404

Tag:, , , ,

«

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.