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Sulle orme di Karitone – Wadi Tekoa

Posted on 24 Gennaio 2013 in Tours | 0 comments

Wadi Karitone Tekoa Galleria

Super camminata domenica 20 gennaio nelle valli del deserto a sud dell’Herodium, nei pressi della colonia Tekoa, precisamente a wadi kariton. Un anonimo biografo racconta che proprio qui si stabilì il monaco Caritone, giunto dalla Licaonia nell’Asia Minore fondatore della prima laura della Palestina. Per questo viene chiamato “primizia di quanti abbracciarono la vita monastica in tutta la Palestina”. Il sentiero è bellissimo. All’inizio tra gli alberi e poi tra le rocce sempre più aride e brulle del deserto. Si cammina con l’Herodium che domina l’orizzonte e le colonie israeliane sulle cime delle colline. 

Per la prima volta sono entrato in una colonia di questo tipo. Abbiamo attraversato a piedi quella di Tekoa, che comprende una parte con abitazioni in muratura (iniziata a metà degli anni 70) e un’altra con abitazioni recenti: container, capannoni, tende… fino al limite del deserto. Non mi hanno fatto una bella impressione: abbandono, trascuratezza, molte case vuote (forse la gente era al lavoro?), roba abbandonata ovunque. La nostra meta erano delle misteriose rovine a circa 6 km in linea d’aria dall’insediamento, direzione est-sud. Ci guidava un padre domenicano dell’Ecole Biblique, frère Renaud. Abbiamo camminato circa 6 ore. Faticoso ma bello. Ecco le foto:

Album Picasa – Wadi Kariton Tekoa (100 foto) –

Ma la cosa più curiosa è stato il ritorno a Gerusalemme (di cui purtroppo non ho neanche una foto). A Tekoa ci siamo piazzati alla fermata dell’autobus di linea, in paziente attesa. Le auto si fermavano per offrire passaggi. Noi “gruppo compatto” non abbiamo osato accettare. Transitavano tranquillamente anche auto di lavoratori palestinesi, probabilmente manovali nella colonia. Poco dopo sono arrivate delle signore sudamericane, che lavorano come badanti-baby sitter nell’insediamento. Chiacchierando con loro abbiamo capito che sono residenti (in affitto) a Kiriat Arba, l’insediamento situato nei pressi delle tombe dei patriarchi a Hebron! Costa poco e ci sono i bus gratis che collegano tutti gli insediamenti della regione di Gush Etzion. Ci hanno consigliato di salire con loro su questo autobus per raggiungere l’incrocio di Gush Etzion, sulla strada che collega Hebron e Betlemme, dove passano più frequentemente autobus per Gerusalemme.

Il bus aveva i vetri blindati. Ho fatto amicizia con l’autista. Un simpaticone che, nel corso della chiacchierata, ho capito essere un cristiano (!!) dal nome famoso “Papa Andrea” (si, quello del ristorante al muristan e delle bancarelle di souvenir!), residente a Pisgat Zeev. Sul bus dei coloni oltre alle lavoratrici sudamericane, il nostro gruppo (circa 15 quasi tutti francesi), l’autista… c’era solo una ragazza “colona”, divertita dalla compagnia! Siamo scesi al famoso incrocio. Abbiamo aspettato almeno 20′, durante i quali sono passati tutti i tipi di veicoli, targhe, personaggi più bizzarri: autostoppisti, soldati, religiosi, ragazzotti, studenti, lavoratori, manovali che poi abbiamo ritrovato anche sull’autobus (sempre blindato) che ci ha riportato a Gerusalemme, passando per le colonie situate sulla strada verso Beit Jala, al cui checkpoint ovviamente non si è neanche fermato. Che mondo! Valeva la pena fare questo giro per toccare con mano l’assurdità di questa terra.

– Album Picasa – Wadi Kariton Tekoa (100 foto) –

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