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Tra le case di Gesù e tra i monti dell’alta Galilea

Posted on 4 Luglio 2010 in Chiesa in Terra Santa, Palestina-Israele, Tours | 1 comment

Giornata meravigliosa in Galilea. Nei posti classici (lago e Nazareth) ma anche nell’alta Galilea (Hazor e Kfar Bir’am). Ecco il post di Paolo (ormai già in Italia) e qualche spiegazione e link di approfondimento su questi luoghi.

Siamo partiti alle cinque e mezza, subito dopo il mattutino: Andrea, Lorenzo, don Matteo (non quello di Rai Uno) e io. Giornata in Galilea, verso mete note e meno note.   Viaggiamo in furgone, seguendo la valle del Giordano, molto tranquillamente, guardandoci intorno e considerando ciò che vediamo (i villaggi beduini, gli insediamenti ebraici). Sono anche molto presenti i segni della difficilissima convivenza tra ebrei ed arabi: frutteti tagliati via, filo spinato a distanza di sicurezza dalla linea di confine, severi controlli di polizia al passaggio del confine. Vista l’ora, si pisola anche un po’.Questa è un’altra giornata speciale, perché se i luoghi dove andremo sono – in parte – consueti per un pellegrinaggio, non è consueto essere così pochi con una guida così qualificata, l’abuna Lorenzo, tutta per noi.

A Tabgha, dove si ricordano il miracolo della moltiplicazione dei pani ed il Primato di Pietro, vicino al lago  abbiamo detto le lodi e celebrato la messa.    Poi a Cafarnao, e qui quello che c’è si può vedere tutto, così com’era, da vicino, senza che sia stato racchiuso, rimaneggiato, ridotto al minimo, reso quasi invisibile (come invece è successo al Sepolcro, o al Calvario).  E non si tratta di un sasso che spunta da un pavimento, o di una piccola grotta: qui ci sono le rovine di un intero paese.  Questo a me facilita di molto le cose. Siccome poi non c’è neanche la consueta rumorosa folla di pellegrinanti, e c’è invece Lorenzo che paziente e sapientissimo ci spiega, io provo un bellissimo effetto come di occhi che si aprono e improvvisamente vedono;  riesco a farmi un’idea di come qui doveva essere ai tempi di Gesù.

Allora la banale considerazione che è vero, che Gesù proprio lui in persona, è stato qui fra queste case, qui ha parlato con la gente, insegnato, studiato, compiuto miracoli, annunciato il Vangelo; questa semplice idea diventa un pensiero significativo, spiritualmente forte, anche per me solitamente così arido e superficiale; un pensiero che fa venire voglia di rimanere qui, di tenere il vangelo stretto in mano, leggerlo ancora, non lasciarlo più. Paolo Fornasari

Dopo Cafarnao ci siamo diretti a nord. Abbiamo visitato Tel Hazor, l’antica capitale cananea. C’è un parco archeologico interessante, specialmente la cisterna dell’acqua sotterranea. Per gli appassionati eccovi il link di wikipedia.

Percorrendo il confine con il Libano, attraversando colli pieni di foreste bellissime, siamo arrivati a Bar’am o Kfar Bir’am in arabo. Le guide israeliane lo segnalano per la sinagoga del 5 secolo, simile a quella di Cafarnao. Nella storia moderna il villaggio è diventato tristemente famoso perchè nel 48 l’armata israeliana lo fece evacuare per la sua vicinanza con il Libano e non ha più permesso ai suoi abitanti (tutti cristiani maroniti) di ritornaci ad abitare. Nel ’53 è stato distrutto dall’esercito (link in francese)

Oggi è tutto in rovina tranne la chiesa e il cimitero. La domenica infatti i cristiani originari di Bir’am celebrano la messa là. Possono anche usare il cimitero per la sepoltura dei loro morti.  Alcuni nostri amici di Gerusalemme sono originari di questo bellissimo paesino. Durante la visita abbiamo telefonato ad una di loro per farci raccontare qualche particolare. E’ stato molto emozionante e commovente percorrere le vie del paese, invase dagli arbusti e dagli spini e pensare alla gente cacciata di casa.

Tornando verso Nazaret (vedi nelle foto l’accoglienza dei piccoli fratelli!) ci siamo fermati a Meron per vistare la tomba di Shimon bar Yohai. Un altro mondo, quello degli ebrei ortodossi ci ha accolto con fredda cordialità.

Album Picasa (87  foto)

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1 Comment

  1. Che bellissimo giro, abbiamo già nostalgia!!!

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