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Viaggio in Samaria

Posted on 30 Agosto 2009 in Palestina-Israele, Tours | 0 comments

pozzo-giacobbeNel post dell’altro giorno parlavo di nozze e della donna samaritana. Sabato ho avuto la fortuna di poter fare un giro in Samaria, proprio al pozzo di Giacobbe dove Gesù incontrò la famosa donna raccontata da Gv 4. L’occasione è stata la solita suor Marie Noëlle, invitata nel suo paese natale per un matrimonio di un qualche figlio di cugino o zio.

L’altro viaggiatore era Jean-Marie Gaspar, un simpatico belga di 68 anni, venuto a piedi dal Belgio!!! Cinque mesi di cammino attraversando Europa, Balcani, Turchia, Siria, Giordania e Terra Santa fino a Gerusalemme. Lo trovò suor Ursula ad una stazione di servizio della valle del Giordano, invitandolo, una volta arrivato alla città santa, a venire qui a Betania. E così è stato!

Siamo diventati amici. Ho scoperto che è un diacono diocesano, vedovo, padre di 3 figli e nonno di 11 nipoti. Un bel tipo. Il 2 settembre prenderà l’aereo per Verona e poi camminerà verso Roma e da Roma tornerà a casa. Gli darò un po’ di vostri indirizzi (Mantova, Sammartini, Bologna, ecc). Accoglietelo bene!

Le due donne, oltre la suora, del nostro viaggio erano: la mamma di Aissa e Bassima, la cuoca, come forse ricordate mussulmana, quindi a digiuno per il Ramadan.

Prima tappa a Nablus, anzi Sichar, al pozzo di Giacobbe. Nella bella chiesa ci siamo aggregati ad un gruppo di pellegrini ortodossi, russi. Il terribile guardiano così non ci ha molestati (giobba e pisane vi ricordate l’anno 2000? è sempre lui!!) più di tanto e siamo riusciti a fare anche qualche foto. Questi russi erano molto devoti e silenziosi. Abbiamo seguito la loro lettura di tutto Gv 4 in russo! Immaginate la mamma di Aissa, il belga che parla solo francese e suor Marie N! Io furbescamente avevo la mia bibbia italiana rilegata da Martino!

Il viaggio è proseguito per Zababdeh. Andando contro il galateo palestinese, rischiando di offendere suora e parenti, ho fatto fretta al mio gruppetto insistendo per non fermarci a pranzo. Scandalizzati, ci hanno comunque dato da mangiare riso e labane e siamo partiti.

.Questa la mappa di google del viaggio (esperimento!). Attraversando strade e stradine nei dintorni di Jenin siamo arrivati a Sebaste, dove abbiamo visitato il centro storico (belle chiese-moschee crociate) e le antiche rovine della città romana. Proprio qui si ricorda il martirio di Giovanni Battista: memoria liturgica nel giorno del nostro viaggio!

Tornando a Nablus, chiedendo qualche informazione, sono riuscito a trovare la chiesa Melkita, dove abita l’abouna Youseph, parroco, parente illustre della nostra amica Elisabeth. Pranzo, chiacchierata, foto ricordo, promessa di altre visite magari con gruppi. Mi ha colpito molto il fatto che nonostante ci siano stati dei miglioramenti (alcuni checkpoint sono stati tolti o alleggeriti, le incursioni dell’esercito diminuite) la situazione è sempre molto ferma e bloccata. E’ difficilissimo venire a Gerusalemme. Impressionanti le umiliazioni che lui stesso, abouna Youseph, ha dovuto subire a Kalandia.

Credo che una bella visita valga la pena farla! Questo prete è una persona molto molto in gamba, molto conosciuto e stimato da tutti gli abitanti della città di Nablus.

Eccovi qualche foto 

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