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discesa dal monte degli ulivi, messa getsemani, foto panoramiche artistiche

Posted on 18 Ottobre 2005 in Spiccioli di vita in Terra Santa | 0 comments

Martedì 18 ottobre 2005

Gli ebrei sono pronti per la festa delle capanne. Noi avevamo visto le capanne in costruzione sui tetti e sulle terrazze delle case quando siamo passati dal quartiere di Mea Sharim (il quartiere di ebrei osservanti non lontano da porta Damasco) la settimana scorsa. Eccovi un esempio di capanna (foto fatta sui tetti del suk):

E’ anche S. Luca (auguri a tutti i Luca!). Non partecipiamo alla messa con le suore perchè vogliamo aggregarci al gruppo di Stefano e Silvia che abbiamo incontrato ieri sera.

Abbiamo appuntamento al Pater Noster. Noi da casa nostra ci andiamo a piedi (20′ a passo normale). In quel tratto di strada scatto questa foto panoramica (click sull’immagine x l’immagine ingrandita):
Dalla collina del Padre Nostro (alle mie spalle). La freccia indica la posizione di casa nostra.

Dal Pater Noster ci spostiamo a piedi verso l’Hotel Seven Archs e da lì scendiamo visitando il Dominus Flevit e le Basilica del Getsemani dove celebriamo la messa. Ecco alcune foto:
La discesa: Stefano, Silvia e Don Marco… seguiti dal grupo (Monte degli Ulivi).
Chiesetta del Dominus Flevit, accecati dal panorama della Città Santa
I due pellegrini migliori!
Foto agli ulivi millenari del Getsemani
Canto del Salmo

La messa è molto bella e partecipata, in particolare l’omelia di don Marco. E’ molto efficace e toccante.

Il gruppo è attento e molti prendono appunti. La liturgia è ben accompagnata da chitarre e percussioni. Alla fine della celebrazione vengono lasciati 20′ di tempo per la riflessione personale. Io e Lorenzo salutiamo i nostri amici dandoci appuntamento a domani. Torniamo a casa: io a piedi ripercorrendo a ritroso la salita del Monte degli Ulivi, Lorenzo invece torna in sherut dall’altra parte. Nella salita mi sbizzarisco facendo foto panoramiche.

Sulla strada di ritorno da Betfage prendo la strada di sinistra che gira da dietro intorno al monte, che si percorreva una volta a piedi da Betania a Betfage. So che il Muro di separazione passa di lì ma voglio vedere con i miei occhi. Così faccio qualche foto panoramica per voi…
Dietro la chiesetta di Betfage i francescani hanno un enorme terreno.
Hanno deciso di costruire lì una serie di case per i cristiani.
Eccole. Sulla sinistra, tra quegli alberi c’è la chiesa. Sulla destra il panorama del deserto.
La stradina che da Betfage va verso casa nostra da dietro
nella realtà, senza la distorsione fotografica, è diritta…
Qui sono alla fine della stradina. Difronte l’angolo della proprietà dei francescani.
A destra il muro. Alle mie spalle la strada che va verso casa.
Foto artistica con i piloni (sono alti 8 m.) che costituiranno il pezzo di muro che manca.
Sembrano puntare minacciosamente verso casa nostra! Dietro quel cespuglio infatti c’è la casa delle suore.
Dietro il muro a sinistra il villaggio di Azarie
Per finire questa serie panoramiche:
casa delle suore a destra, divisa dal villaggio di Azarie a sinistra, dal muro non ancora finito.
Notate il lupo randagio alla base del muro.

In reltà c’è un trucco per tutte queste foto. Ho fatto diversi scatti e poi le ho messe insieme con questo meraviglioso programmino, molto leggero, facile e rapido. Provate anche voi se avete una macchina digitale… Componetele prima con un programma di grafica e poi con questo… vedrete che risparmio di tempo e che guadagno di tempo e che risultati!

Finito il mio giretto, a casa trovo Lorenzo. Diciamo l’ora media, pranziamo, pisolino. Il pomeriggio ci dedichiamo allo studio (poco) e alla posta per l’Italia. Io sfrutto la linea delle suore. Parlo attraverso skype con Giovanni e con papà. Lui invece scende ad Azarie al’internet point. Suor Giuseppina mi propone, per domani, una messa solenne (con tutti i bambini e le suore) dai passionisti alle 18. E’ infatti San Paolo della Croce, protettore dei Passionisti e sarebbe triste che i nostri amici (Juan e Gianni) festeggiassero da soli. Cercheremo di esserci anche noi. Prodigiosa questa suora!

Nel pomeriggio arriva anche Khader. Facciamo due (due due!) chiacchiere in arabo. Riusciamo a pagare l’olio che ci ha portato da Latrun dove lavora. La sera poi si conclude senza particolari interessanti.


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