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Gaza: una vita parrocchiale intensa!

Posted on 26 Febbraio 2010 in Chiesa in Terra Santa, Gaza | 1 comment

È una parrocchia piccola e “assediata” ma molto viva. È questa la sensazione che abbiamo ogni volta che passiamo qualche giorno con i gazawi cristiani. A chi viene da Gerusalemme balza al cuore l’intensità con cui la gente, parecchia gente, 50-70 persone, partecipa alla messa feriale. Si percepisce subito l’attenzione e la concentrazione dei fedeli, il vigore con cui vengono lette le letture e cantati i canti, tanto da essere a volte un po’ stonati, le strette di mano allo scambio di pace, la partecipazione alla comunione.

Commoventi le chiacchiere cordiali alla fine della messa. Dopo la benedizione e il canto finale si girano le sedie per formare piccoli cerchi e, davanti ad una tazza di the, ci si racconta le ultime novità. Se potessimo guardare dall’alto, zoomare da cielo – e credo che il Signore faccia proprio così – certamente vedremmo la luce di speranza e di fede che brilla da queste persone. Una luce forse dispersa e risucchiata dalla folla di case e automezzi di Gaza, accerchiata e assediata dai muri della guerra. Una luce sprigionata dall’altare, dal corpo e sangue di Cristo che ogni giorno muore e risorge nel mistero della Messa nel cuore e nelle vite di questi cristiani.

Gran parte delle energie dei preti, delle suore e dei parrocchiani in generale, viene spesa per i bambini. Potremmo dire che lavorano quasi esclusivamente con e per i bambini. Vi ho già raccontato delle tre scuole cattoliche che accolgono quotidianamente 1500 bambini.

Il gruppo di ragazzi più grandi, gli animatori, creato da qualche mese dal parroco P. Jorge, si sta rinforzando. Si riunisce settimanalmente per preparare con cura le attività rivolte ai più piccoli: open day, turni, divisione dei compiti, giochi, momenti di preghiera. Ma sempre di più si ritrovano per stare insieme, per rinsaldare la loro amicizia e godere della compagnia reciproca. Noi siamo stati ad uno di questi incontri. Dopo la vivace riunione, fuori nel cortile si è giocato per più di due ore mentre la carne veniva cotta sulle griglie.

Gran parte del merito va a P.Jorge che, con semplicità, ha cominciato a convocare i ragazzi, assegnando loro qualche responsabilità, ascoltandoli come un fratello maggiore, incoraggiandone pareri e idee, guidandoli alla scoperta della loro identità cristiana. Potremmo dire che “aperto l’oratorio”. I bambini più piccoli non si sono certo fatti pregare. Al sabato ci sono sempre 150-180 ragazzini scatenati che riempiono la corte della scuola.

Le suore giocano un ruolo fondamentale. Fin dal mattino presto, dalle cappelle delle loro case, la loro preghiera è il cuore pulsante della chiesa! Nella giornata vivono il loro carisma particolare: le suore di Madre Teresa hanno i bambini handicappati e gli anziani ospiti notte e giorno e l’asilo alla mattina, le suore del Rosario hanno la scuola, le piccole sorelle vivono tra la gente più povera. Ma, molto di più che altrove, mi sembrano tutte totalmente assimilate, confuse, mescolate, immerse nella comunità cristiana, ne fanno parte profondamente, soffrono con loro, ridono con loro, piangono con loro. Credo che la forza e la bellezza di questa piccola famiglia sia data anche dalla loro presenza umile e forte, di partecipazione e di preghiera.

P. Jorge ci anticipava che prossimamente verranno anche le suore della sua comunità, del Verbo Incarnato. Io le ho incontrate nei giorni successivi a Gerusalemme. Due suore simpatiche e molto lanciate in questa nuova missione. Andranno ad arricchire e a rafforzare il gruppo di religiose già presenti.

Proprio oggi è S.Porfirio, che fu vescovo di Gaza nei primi anni del 400 e lasciò un segno fortissimo nella piccola comunità di allora. Gli ortodossi custodiscono orgogliosamente la chiesa a lui dedicata con la tomba e le reliquie. La tradizione cristiana di Gaza, ricca e antica, parte da lontano e arriva fino ai giorni nostri. Non possiamo dimenticarla o abbandonarla.

Album  (138 foto) di vita parrocchiale a Gaza
Le foto sono di Alexander Fröhlich www.maxarios.com
se qualcuno è interessato ad acquistarne qualcuna per pubblicarla su qualche rivista lo contatti!

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1 Comment

  1. Carissimi,
    seguire le vostre cronache ed ammirare le vostre foto mi fa sentire molto vicina a voi, agli abitanti di Gaza al punto che ormai alcuni visi mi sono diventati famigliari, è bello ritrovarli ogni tanto.
    Che grande regalo ci fate trasferendo anche noi vicino a queste persone facendocele sentire proprio nostri fratelli.
    Grazie

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