Navigation Menu+

Il Romitaggio a pranzo, veglia al sepolcro

Posted on 17 Dicembre 2005 in Chiesa in Terra Santa | 0 comments

Sabato 17 dicembre 2005

Suor Giuseppina ci manda attraverso i bambini un pacco regalo per natale. C’è dentro un panettone Motta, un presepino che poi vi farò vedere e un biglietto di auguri. Leggetelo:

Dovremo ricambiare in un qualche modo anche questa bella gentilezza.

Siamo molto onorati i ricevere al visita di Padre Giorgio, Daria e una loro amica olandese. Per chi non lo conscesse Padre Giorgio è un francescano che abita al Romitaggio, un insieme di bellissime casette, dette eremi, sparse nel giardino che si trova dietro la basilica del Getsemani. Lo conosciamo bene perchè negli anni scorsi siamo molti di noi sono stati ospiti del Romitaggio. Qualcuno ha anche fatto il direttore quando Padre Giorgio era in Italia. Ci sarebbero innumerevoli racconti da fare… Ma ve li risparmio.

I nostri amici vengono a pranzo. Lorenzo prepara un ottimo pranzetto: pasta al ragù, polpette con i piselli, dolce e vino portati da loro. Prima gli mostriamo la casa e i cortili. Lorenzo fa da guida. Io invece ho fatto qualche foto:

Dopo innumerevoli chiacchiere (ho fatto qualche registrazione ma Alonzo impone una censura categorica!) e il lauto pranzo ci spostiamo dalle suore Sono in corso dei giochi animati da un gruppo chiamato Caritas (curioso!) dell’Università Al Quds di Gersualemme. Sono ragazzi/e arabi in maggioranza mussulmani.

Le nostre “ragazze” stanno a guardare…

Alla sera finalmente, dopo molti tentativi falliti, partecipiamo alla veglia nel sepolcro con i fratelli di Ain Arik, in particolare con Bobo. Dopo un bel riposino, con calma ci spostiamo verso il sepolcro. Sosta da Mike per qualche telefonata in italia. Io e Lorenzo diciamo vespro e compieta prima della chiusura del portone, che avviene alle 19 precise.

Bobo e Anastasio arrivano da Ain Arik e sono in ritardo. Paolo aspetta sulla porta sperando che non vengano chiusi fuori. I due arrivano appena in tempo. La porta viene chiusa con una cerimonia molto particolare. Ho fatto un video. Purtroppo è molto buio. La mia voce di commento è roca perchè oggi ho mal di gola.


video (4’30” 8Mb)

Abbiamo quasi 4 ore di libertà. La basilica è tutta per noi. Ci sono solo poche persone che gironzolano. Il silenzio è totale. Possiamo stare in raccoglimento e in silenzio per lungo tempo. I fratelli si associano alla veglia degli “orfei” (la comunità chiamata Piccola Famiglia della Resurrezione, PFR, fondata da Orfeo in romagna).

Io e Lorenzo invece, temendone la lunghezza (Bobo ci ha raccontato che c’è un intero libro di tropari da recitare dopo i primi 22 salmi del salterio) preferiamo dire il nostro mattutino domenicale al calvario in tutta calma. In una oretta scarsa ce la caviamo e poi ci resta tutto il tempo per la preghiera personale. Qui, nel posto dove il Signore è stato crocifisso, mi viene in mente una preghiera che mi insegnò il nostro Beniamino anni e anni fa: per ricordare una persona cara, lui diceva le parole del buon ladrone “Signore, ricordati di xxx, quando sarai nel tuo Regno”. Allora provo a ricordare tutte le persone a me care mettendo il loro nome al posto di quelle xxx: fratelli, sorelle, famiglie, bambini, famigliari vicini e lontani, parrocchiani, amici, colleghi, studenti, quingentolesi, sammartinesi, mantovani, bolognesi, melaresi, africani, mapandesi, gerosolimitiani…

Passo quasi un’ora a ripetere quella frase. Poi la test comincia a vagare e a distrarsi e faccio un giretto nella grande chiesa. Faccio qualche spezzone di film e qualche foto. Ad un certo punto attacco bottone (o meglio è lui che comincia) con un ragazzo armeno di nome Serkis, molto gentile, che spunta dal nulla. Parla solo armeno e russo e qualche parolina di inglese… Va a prendere una misteriosa chiave e mi accompagna, attraverso una porta segreta, in una grande cappella che sta dietro il loro altare maggiore, nella cappella di S.Elena. Anche Bobo, staccatosi dalla liturgia dei PFR, mi raggiunge. Ecco alcune foto:

la cava tra la porta e la cappella segrete

In questa grande stanza a destra della croce sul quel muricciolo si trova un disegno fatto da un ignoto pellegrino, venuto chissà da dove, al termine del suo viaggio. Ha disegnato con pochi tratti una nave e ha aggiunto la scritta “Domine ivimus”, “Signore andammo”.

I pareri degli archeologi non sono concordi, ma questa unica, nascosta scritta in lingua latina rivenuta nella Basilica del Santo Sepolcro è commovente perchè esprime con grande semplicità i sentimenti dei pellegrini di tutti i tempi!

Terminata questa straordinaria visita ci rimettiamo in preghiera all’edicola del Sepolcro, insieme ai monaci della PFR che nel frattempo hanno terminato la veglia.

Alle 22 40 la porta solennemente si riapre e noi possiamo uscire e tornare a casa. Andiamo a piedi con Bobo e Anastasio fino a porta Damasco dove prendiamo un taxi che, per 25 shekel ci riporta a casa. Affamatissimi ci scaldiamo un po’ di spaghetti che appaiono al gusto straordinari.


Tag:, , , , , ,

«

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.