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La nostra visita a Gaza dopo l’offensiva “colonna di nube”

Posted on 27 Novembre 2012 in Gaza | 3 comments

Ci tenevamo molto ad andare a trovare, al più presto possibile, i nostri amici della parrocchia di Gaza, soprattutto a celebrare con loro la messa domenicale. Ci siamo mossi presto da Gerusalemme. I controlli a Erez sono stati rapidi e verso le 9 siamo arrivati nel cortile della chiesa della sacra famiglia. Nella notte aveva piovuto molto, quindi le strade erano tutte infangate e molte zone allagate. Nonostante questo molta gente per strada, già al lavoro per sistemare i danni provocati dagli attacchi aerei. Nel giro che abbiamo fatto a fine mattina abbiamo velocemente attraversato le vie principali e abbiamo buttato un occhio sugli edifici distrutti: posti di polizia, ministeri, case, lo stadio, anche spazi aperti, giardini… tutto devastato dalle bombe. Uno spettacolo desolante, macerie silenziose, detriti, cemento, pezzi di mobilio, di lamiera, tantissime finestre senza vetri, qualcuna chiusa con pezzi di plastica improvvisata.

Nella vastità delle vie, degli edifici, delle case di Gaza, ad un occhio poco attento le parti distrutte possono sembrare poche ed isolate. Ma nessun quartiere è stato risparmiato. Ci hanno detto che sono stati giorni lunghissimi, dove il frastuono deli aerei, dei bombardamenti, praticamente continuo, ha messo a dura prova la resistenza dei più forti. Le vittime nella striscia sono state 170, di cui un quarto bambini. I feriti centinaia… Eppure nelle strade, a pochi giorni dalla tregua, la vita sembra riprendere il corso di sempre. La gente si rimbocca le maniche per rimettersi, per l’ennesima volta, in piedi.

La parrocchia non ha avuto danni materiali. Solo la scuola delle suore del rosario, vicina ad obbiettivi colpiti, ha avuto quasi tutte le finestre divelte. Tra i cristiani, non sono pochi quelli che credono che la fine dell’offensiva, la tregua, sia stata un miracolo. Il Signore ha ascoltato le preghiere e da un giorno all’altro le armi hanno taciuto. Mi è venuto in mente il terribile assedio raccontato nel 2° libro dei Re al cap. 7 che appunto dall’oggi al domani finisce miracolosamente e inaspettatamente. Vedere nella piccola chiesetta dedicata alla Sacra Famiglia il fervore della gente, la devozione delle suore, la cura nella celebrazione della messa, la fiducia nei loro volti mi ha commosso. Sul sagrato, con forse un po’ di ironia, addirittura ci hanno chiesto come abbiamo vissuto i bombardamenti a Gerusalemme!

Siamo stati accolti come sempre molto calorosamente. C’era anche p.Marcelo, il nostro amico del patriarcato (ora non è più cancelliere). È anche il provinciale dell’Istituto Verbo Incarnato di cui fa parte il Parroco Jorge e le suore. Ci hanno offerto un pranzo super: cotolette alla milanese-argentina (tante e buonissime!) e le salsicce di maiale di P.Severino! Le povere suore sono alle prese con un simpatico topolino, che forse spaventato dai botti si è rifugiato in casa loro. Tutta la parrocchia segue con apprensione la caccia al ratto!

Tra due settimane verrà il patriarca in visita. Noi vorremmo approfittare per fermarci due o tre giorni. Ecco un po’ di fotografie:

Album  (80 foto)

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3 Comments

  1. sono felice per voi che avete potuto andare dai vostri amici di gaza a portae un poco di conforto, ero nel gruppo di bazzano con Lorenzo durante la settimana di bombardamenti,e ho visto Lorenzo molto preoccupato.grazie per la testimonianza che date e per il puntuale aggiornamento che fai sulla situazione, noi continuiamo a pregare per tutti voi e perchè si possa vivere in pace e libertà in ogni luogo della terra. un saluto a Lorenzo (sono donatella, moglie del gommista di Cento)

  2. Siamo vicini a chi soffre e a voi fratelli. Mitici tutti.

  3. Volevo congratularmi con Andreas per il costante e prezioso aggiornamento sulla Terra Santa e anche per le stupende foto. Abbiamo conosciuto Lorenzo durante il ns. pellegrinaggio con la parrocchia di Castellarano Re e siamo tornate con il ricordo di quanto si emozionava parlando dei bambini di Gaza, perciò Vi abbiamo pensati e pregato per Voi e per loro. Siamo contente che siate riusciti ad andare a rendervi conto di persona e a portare la vs. amicizia agli abitanti di Gaza. Un caloroso saluto.
    Marinella. Franca Sonia Gilberta Sandra.

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