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Notizie dalla Terra Santa – Dicembre 2005

Posted on 31 Dicembre 2005 in Palestina-Israele | 0 comments

Notizie dalla Terra Santa – Dicembre 2005

31/12/2005

M.O. – Sono stati liberati durante la notte, a Gaza, i tre cittadini britannici – un’operatrice umanitaria e i suoi genitori – sequestrati pochi giorni fa da miliziani armati. Il rapimento è stato rivendicato in un video delle Brigate dei Mujahideen, gruppo finora sconosciuto. I rapitori dicono di aver liberato gli ostaggi dopo aver ricevuto da Gran Bretagna e Unione Europea l’impegno a trattare con Israele per cancellare la zona di interdizione a Nord di Gaza. Ma Londra smentisce che ci sia stata una trattativa per il rilascio.
– Ha creato grande tensione ieri mattina, la notizia della chiusura del valico di confine di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, a causa delle violente proteste condotte da agenti di polizia dell’Autorità Nazionale Palestinese contro la situazione di crescente anarchia nell’area. In fine mattinata, poi, l’annuncio della sua riapertura. I poliziotti avevano occupato la stazione di Rafah in reazione all’uccisione di un loro compagno, avvenuta in uno scontro tra gruppi armati. Per ragioni di sicurezza, gli osservatori dell’Unione Europea presenti nella zona sono stati invitati dalle forze dell’ordine palestinesi a ritirarsi nel loro quartier generale, situato alcuni chilometri di distanza dal luogo.
– È stato rivendicato dalla Jihad islamica l’attentato suicida ieri in Cisgiordania, in cui sono rimasti uccisi un soldato israeliano e due palestinesi nei pressi di Tulkaren. Subito dopo l’attentato, il sesto commesso quest’anno dalla Jihad, l’esercito israeliano ha effettuato una serie di arresti di attivisti del gruppo radicale.

29/12/2005

M.O. – Il partito di Al-Fatah ha annunciato che si presenterà con una lista unica alle elezioni politiche del 25 gennaio prossimo. La lista, che rappresenta un compromesso tra la nuova e la vecchia guardia del partito, sarà guidata, Marwan Barghuti, detenuto nelle carceri israeliane. L’obiettivo della lista unica è contenere l’avanzata di Hamas, che ha ottenuto un forte successo nelle recenti elezioni municipali. L’annuncio è giunto dall’ex ministro palestinese per la Sicurezza, Dahlan, che ha lanciato anche un appello alla calma ad alcuni miliziani di Al-Fatah contrari all’unificazione. Proprio stamani fedeli di Barghuti avevano fatto irruzione negli uffici elettorali delle città di Khan Younis e Rafah, nella striscia di Gaza. Proseguono, intanto, proprio a Gaza, i raid aerei dell’aviazione israeliana.

28/12/2006

M.O – L’aviazione israeliana ha proseguito ad attaccare obiettivi palestinesi nella Striscia di Gaza.. ‘I nostri aerei – ha detto un portavoce militare – hanno attaccato dieci strade d’accesso a settori dai quali le organizzazioni terroristiche potevano lanciare i razzi Qassam contro il nostro territorio’. L’attacco fa seguito a un tiro di razzi Qassam lanciati nella notte contro la città di Sdérot, nel sud di Israele, che non ha fatto né feriti né danni.
– L’esercito israeliano ha annunciato di aver bombardato una base di addestramento dei miliziani palestinesi a sud di Beirut, come risposta al lancio ieri sera di sette razzi Katiuscia dal Libano meridionale contro il nord di Israele, colpendo la zona di Kyriat Shmona.

27/12/2005

M.O – All’alba l’aviazione israeliana ha attaccato e distrutto nove obiettivi tra cui due uffici delle Brigate martiri di Al Aqsa nella citta’ di Gaza e a Beit Lagye, poco distante, a Beit Hanun, è stato distrutto un ponte utilizzato dai miliziani per raggiungere i terreni di tre ex colonie abbandonate ad agosto, da dove venivano sparati missili contro la città israeliana di Ashkelon mentre sei strade sono state interrotte a causa dei crateri scavati dalle bombe. Nei bombardamenti non ci sono state vittime.
L’offensiva con jet supersonici ed elicotteri, era rinviata da due giorni per il maltempo.
Le Brigate martiri di Al Aqsa hanno avvertito di essere ora in possesso di missili con una gittata di 25 chilometri in grado di colpire anche il porto israeliano di Ashdod, sul Mediterraneo e Sharon ha intanto annunciato che una fascia di sicurezza interdetta alla popolazione palestinese sarà creata nel nord della Striscia di Gaza per contrastare il lancio di razzi Qassam contro Israele L’obiettivo è di impedire che gruppi armati si avvicinino al confine con il territorio israeliano e attacchino città come Ashkelon, dove si trovano impianti di importanza strategica.
– Betlemme ha assistito ad un afflusso di turisti e pellegrini senza precedenti dai tempi dell’inizio della seconda Intifada. Pellegrini e turisti, circa 30 mila, hanno sfidato il freddo e la pioggia per arrivare.Le celebrazioni si sono svolte senza incidenti, sotto la sorveglianza della polizia palestinese schierata in forze. L’esercito israeliano, da parte sua, aveva alleggerito i controlli, di norma molto rigidi, all’entrata della città. Il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen, ha assistito alla messa di mezzanotte come è tradizione in presenza dei consoli generali a Gerusalemme nella chiesa attigua alla Basilica della Natività. La gioia per il Natale maschera però solo in parte la profonda crisi economica di Betlemme, dove la disoccupazione sfiora il 70% e gran parte degli hotel e ristoranti aperti cinque anni fa in occasione del Giubileo, quando le prospettive di sviluppo erano rosee, ora sono chiusi. Il sindaco Batarseh ha indicato tra le cause primarie della crisi di Betlemme il muro che Israele sta costruendo in Cisgiordania e che ora circonda la città. “Betlemme vive in uno stato di apartheid e strangolamento”. Anche il Patriarca latino di Gerusalemme, arrivato in processione per officiare la messa di Natale, ha lanciato un appello ad “eliminare il muro”. “Bisogna eliminare i muri ed erigere al loro posto dei ponti di pace e di amore”, e ha affermato che la costruzione del muro, che dovrebbe proteggere lo Stato ebraico dagli attentti, ha trasformato Betlemme in “una immensa prigione”.
– Il primo ministro palestinese Abu Ala (Ahmad Qurei) ha detto che non parteciperà alle prossime elezioni legislative previste il 25 gennaio prossimo nei territori controllati dall’Autorità nazionale palestinese. Il capo dell’esecutivo non ha spiegato le ragioni della sua decisione, se non con la minaccia di Israele di non permettere il voto a Gerusalemme Est. Secondo osservatori politici a spingere Abu Ala a ritirare la candidatura sarebbe stata anche la ‘retrocessione’ del suo nome nella lista elettorale del partito al Fatah. In seguito a dissidi interni tra i ‘veterani’ e la cosiddetta ‘giovane guardia’, che fa riferimento a Marwan Barghouti, nei giorni scorsi erano state ridisegnate le liste dei candidati sulla base di una nuova intesa politica interna.

Tel Aviv (AsiaNews) – L’Ufficio statistico del Governo di Israele ha pubblicato i dati aggiornati circa il numero dei cristiani in Israele. Secondo questa agenzia dello Stato, ci sono in Israele (compresa Gerusalemme, ma non i Territori palestinesi occupati) 146.000 cristiani. [continua]

25/12/2005

Omelia di Natale a Betlemme del patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Michel Sabbah.

23/12/2005

M.O. – Un gruppo di miliziani delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa ha bloccato la litoranea che percorre la striscia di Gaza. Gli attivisti hanno detto di volere posti di lavoro dall’Autorità nazionale palestinese. Due giorni fa, decine di uomini appartenenti allo stesso gruppo avevano occupato il municipio di Betlemme chiedendo il pagamento di salari arretrati e l’assunzione nelle forze di sicurezza palestinesi di circa 300 loro compagni. Un paio d’ore dopo avevano sgomberato pacificamente l’edificio, dopo aver avuto dal governatore palestinese Sallah Taamri la promessa che le loro richieste saranno esaminate con uno spirito positivo. Nei mesi scorsi il presidente Abu Mazen ha varato un piano per lo scioglimento dei gruppi armati dell’Intifada, che prevede l’assunzione dei miliziani nei reparti della polizia e dei servizi speciali dell’Anp. Ma finora la decisione è stata attuata solo in minima parte

21/12/2005

Gerusalemme (AsiaNews) – Nella Terra Santa “assetata di ritrovare la sua pace e la sua santità”, si notano “nuovi segni e nuove espressioni” tra israeliani e palestinesi e sembra che anche a livello politico si stia facendo strada la convinzione che “sicurezza per gli uni vuol dire libertà e sovranità gli altri”. E’ più forte rispetto al passato la speranza di pace nel messaggio natalizio di quest’anno del patriarca latino di Gerusalemme, mons. Michel Sabbah, reso noto oggi, che a “tutti i palestinesi” e “tutti gli israeliani” ricorda che “Dio vi ha creati non per aver paura l’ uno dell’altro o per ammazzarvi, ma per amarvi gli uni e gli altri, per costruire e per collaborare insieme”. [continua]

20/12/2005

M.O. – Benjamin Netanyahu è stato eletto alla guida del Likud nelle elezioni primarie svoltesi ieri. Lo stesso Netanyahu si è dichiarato vincitore ed ha ricevuto le congratulazioni del suo principale avversario, il ministro degli Esteri Silvan Shalom.

16/12/2005

M.O. – Si sono aperti ieri mattina i seggi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per la quarta e ultima fase delle elezioni amministrative, interessate le città di Ramallah, El Bireh, Nablus e Jenin, e altri 35 comuni cisgiordani, oltre a tre della Striscia di Gaza. E’ di questa mattina la notizia che Hamas ha vinto a Nablus, con il 73% delle preferenze e11 dei 13 seggi del Consiglio comunale. Al Fatah, partito delAutorità nazionale palestinese, si è aggiudicata i restanti due seggi.
– Ieri a mezzanotte si sono intanto chiusi i termini per presentare le candidature alle elezioni parlamentari: la commissione elettorale palestinese non ha ancora reso noto in quanti concorreranno per i 132 seggi disponibili né quali nomi siano stati candidati da ogni rispettiva lista. I notiziari danno informazioni non omogenee sulla posizione di Marwan Barghuti. Si dà per probabile la creazione di una sua lista concorrente ad al Fatah con alcuni giovani esponenti della stessa al Fatha e lo stesso Barghuti come capolista. Ieri mattina era immediatamente arrivata la ‘risposta’ di al Fatah che, presentando la lista elettorale per il voto del mese prossimo, aveva annunciato formalmente Barghuti come suo capolista, in sostituzione del primo ministro Abu Ala. Un’altra versione dei fatti indica l’avvenuta costituzione di un nuovo movimento da parte di Barghuti, col nome “Il Futuro”. Perché a Barghuti sarebbe stato negato il primo posto nelle liste di Fatah assegnato invece al premier Ahmed Qurei.
– Nella notte elicotteri israeliani hanno attaccato con missili nella striscia Gaza: uffici della Jihad islamica e la casa di un miliziano palestinese. Ieri sera due razzi Qassam erano stati lanciati sulla città di Sderot, nel sud di Israele. L’attacco palestinese è la risposta all’uccisione di quattro militanti della Jihad Islamica avvenuta a Gaza da parte dell’esercito israeliano.
– Accogliendo le pressanti richieste del governo statunitense e a compimento degli accordi sottoscritti lo scorso 15 novembre con l’Autorità nazionale palestinese, l’esecutivo di Israele ha deciso di aprire forse fin da oggi un passo che metta in collegamento i territori palestinesi della Striscia di Gaza con quelli della Cisgiordania. La decisione è motivata dalla necessità di permettere la circolazione delle persone tra le due parti dei territori palestinesi, tornando a mettere in contatto famiglie divise ormai da mesi. Il passo sarà lungo circa 46 chilometri e collegherà la Striscia di Gaza e la Cisgiordania attraverso il deserto del Neghev.

Gerusalemme (AsiaNews) – Convegno a 40 anni dal Concilio Vaticano II. Fra i relatori sulla Dei Verbum, il card. Carlo M. Martini: la Bibbia “non è solo un testo che dice qualcosa a qualcuno ma è Qualcuno che parla a chi legge”. [continua]

15/12/2005

M.O. – Quattro palestinesi sono rimasti uccisi e quattro feriti da un missile lanciato da un aereo israeliano sull’auto su cui viaggiavano nei pressi del varco di Karni, nel nord della striscia di Gaza.
– Secondo il rapporto dell’ONU, l’impatto della seconda Intifada sull’economia palestinese è stato devastante. Dall’autunno del 2000 ad oggi la situazione economica e sociale nei Territori è peggiorata. Circa la metà dei palestinesi di Cisgiordania e della Striscia di Gaza vive in stato di povertà, mentre a Gerusalemme Est la percentuale delle famiglie povere è triplicata nell’ultimo anno. Uno dei problemi più gravi resta ancora l’accesso ad Israele attraverso i check-point. Il 37 per cento dei residenti nei Territori lo scorso anno ha denunciato perfino difficoltà ad acquistare beni di prima necessità, percentuale che potrebbe aumentare nel caso in cui Gaza dovesse rimaner isolata. La mortalità infantile è aumentata del 15 % rispetto al 2000. Cresce la denuncia di problemi psichici nei minori, come ansia e depressione, e va estendendosi il fenomeno delle violenze fisiche subite in famiglia dai bambini. E’ aumentato anche il numero di giovani che fa uso di stupefacenti, mentre la mancanza di lavoro sta raggiungendo cifre molto elevate.
– Il Presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen non ha escluso la possibilità di rinviare le elezioni legislative previste per il prossimo 25 gennaio se la Commissione elettorale centrale palestinese dovesse ritenere che le consultazioni non potranno svolgersi regolarmente a causa del caos e delle violenze causate da una profonda crisi interna allo stesso Al Fatah. Nuovi scontri si sono registrati fra miliziani del movimento politico e polizia. Alla base della confusione e delle violenze sarebbero le indiscrezioni che circolano sull’intenzione di Abu Mazen di presentare una lista di 66 candidati con i nomi di numerosi esponenti della vecchia guardia, usciti in gran parte sconfitti dalle travagliate elezioni primarie del partito vinte quasi ovunque da esponenti della nuova generazione. Davanti alle violenze la Commissione ha deciso ieri pomeriggio di sospendere la registrazione dei candidati. Alcuni osservatori paventano il rischio della formazione di una lista dissidente guidata da Marwan Barghuti, il leader palestinese che pur essendo detenuto in un carcere israeliano con una condanna all’ergastolo ha ottenuto una significativa affermazione alle primarie.
– A Beirut i funerali del parlamentare e giornalista Gibran Tueni, ucciso da un’autobomba due giorni fa nella periferia di Beirut sono stati occasione di una grande manifestazione di oltre 200mila persone. Mentre si svolgevano i funerali, i parlamentari libanesi hanno ricordato il collega ucciso nel corso di una seduta speciale del Parlamento e quasi globale è stata l’adesione della popolazione allo sciopero generale proclamato dalle forze anti-siriane, che nelle ultime elezioni parlamentari hanno ottenuto la maggioranza.

14/12/2005

M.O. Un palestinese è stato ucciso da militari israeliani ad Abbassan, a sud di Gaza. E un altro palestinese giovane è morto a Nablus (Cisgiordania) negli scontri armati fra un reparto dell’esercito israeliano impegnato nella cattura di ricercati e miliziani della intifada. Due soldati israeliani e due palestinesi erano stati feriti all’alba nella stessa operazione. C’è poi l’annuncio che non sarà attivato per il momento il corridoio terrestre fra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. che doveva permettere la organizzazione di regolari convogli di autobus fra Gaza e la Cisgiordania a partire dalla metà di dicembre.

LIBANO – Detlev Mehlis, il capo degli investigatori Onu che hanno indagato sull’uccisione dell’ex premier libanese Rafik Hariri, ha invitato le autorita’ di Damasco di procedere all’arresto di cinque alti funzionari siriani sospettati di essere implicati nell’attentato del 14 febbraio scorso. Tra questi l’ex capo dei servizi segreti Rustom Ghazali.
Cinque ministri sciiti filosiriani e un alleato del presidente hanno intanto annunciato la sospensione della loro partecipazione ai lavori del governo del premier Fuad Siniora. La decisione è stata resa nota dopo che il capo del governo Siniora aveva chiesto all’Onu di indagare sulla lunga serie di assassinii commessi recentemente in Libano. L’altra mattina era stato ucciso a Beirut in un agguato Gabran Tueni, giornalista e deputato antisiriano in un attentato che ha causato altri tre morti numerosi feriti. Tueni, 52 anni, un cristiano greco-ortodosso, era rientrato in Libano solo da poche settimane, dopo aver trascorso alcuni mesi a Parigi in seguito a minacce di morte che aveva ricevuto assieme ad altri esponenti politici della nuova maggioranza parlamentare antisiriana. Il figlio di Hariri si trova ancora all’estero.

12/12/2005

M.O. – Le forze armate israeliane avrebbero ricevuto l’ordine del premier Ariel Sharon di essere pronte per la fine di marzo ad attaccare installazioni segrete in Iran per l’arricchimento di uranio. Lo sostiene il domenicale britannico Sunday Times. Secondo la radio militare, il portavoce dell’ufficio del ministro della difesa e dell’ufficio del primo ministro Ariel Sharon ha definito “infondata” la notizia del giornale britannico. Il giornale precisa che secondo i servizi segreti israeliani il mese di marzo è considerato “il punto di non ritorno” per quanto concerne il potenziale nucleare dell’Iran. Dopo quella data nessuna ulteriore pressione diplomatica su Teheran potrà più impedire al regime iraniano di diventare una potenza nucleare regionale.
Mohammed el Baradei, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e neo-Premio Nobel per la pace, “non dovrebbe rilasciare così tante interviste”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Asefi, dopo che ieri el Baradei, durante la cerimonia di consegna del Nobel, aveva sottolineato che la comunità internazionale “sta perdendo la pazienza” per le lentezze di Teheran nel cooperare sul dossier nucleare. Il direttore dell’AIEA aveva anche specificato che non vi può essere soluzione militare alla questione.
– In Israele, anche il ministro della Difesa, Mofaz, secondo quanto annunciato dalla radio militare, ha lasciato il Likud per passare al partito centrista, Kadima, fondato dal premier Sharon.

11/12/2005

Israele – Territori Occupati Palestinesi – Aboud, Ramallah Area – “L’amore è possibile malgrado tutto il male che stiamo vivendo”, con questo parole il Patriarca di Gerusalemme Michael Sabbah, dopo la funzione religiosa con la comunità cattolica del villaggio, ha guidato la marcia pacifica di un migliaio di persone, cristiani e musulmani, verso il cantiere del Muro in costruzione sulla terra di Aboud. Il corteo si e’ fermato a circa trecento metri dalle ruspe al lavoro, davanti al blocco dei soldati a protezione del cantiere. Il Patriarca ha quindi tenuto un breve momento di preghiera insieme alla comunità cristiana di Aboud e poi ha piantato un albero di ulivo, simbolo delle centinaia di alberi che veranno distrutti dal proseguimento dei lavori della Barriera Speciale per gli insediamenti di Bet Arye e Ofarim. Presenti alla manifestazione anche ebrei israeliani, e cittadini internazionali.

Il Patriarca inoltre affermato “con la nostra fede e amore, noi esigiamo la sparizione del muro e diciamo che è uno sbaglio e un’aggressione contro i nostri terreni e le nostre proprietà, è uno sbaglio e una aggressione contro i rapporti amichevoli tra i due popoli. (…) Trovate nella vostra fede e nel vostro amore la vostra guida nella vostra azione politica e in ogni azione di resistenza ad ogni ppressione.Potrete dire: l’amore è un linguaggio non conosciuto nella politica, malgrado questo dovete renderlo possibile.”
Dopo la partenza del Patriarca, un centinaio di persone sono rimaste davanti al blocco dei soldati cantando slogan contro la costruzione del Muro. Nessuna violenza e’ avvenuta tra manifestanti e soldati ma, nonostante questo, un pacifista isaeliano è stato arrestato dall’esercito e portato via. Nella mattinata un check point all’ingresso del villaggio ha impedito l’ingresso per 40 minuti a diversi giornalisti, ufficialmente accreditati presso il Ministero Israeliano, venuti per filmare la Messa celebrata dal Patriarca.
Nonostante il Muro di Separazione sia già stato ultimato sulla Linea Verde (limite tra Stato d’Israele e Cisgiordania occupata dal 1967) a 6 chilometri da Aboud, e quindi sia già impossibile passare dal villaggio al territorio d’Israele, con questo cantiere si sta costruendo un Muro aggiuntivo vicino al villaggio con lo scopo di annettere ad Israele le due colonie di Bet Arye e Ofarim, costruite negli anni ottanta su terra di Aboud e definite illegali da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Alla manifestazione erano presenti volontari di Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace della comunità Papa Giovanni XXIII, che da piu’ di un anno vivono con la comunita’ di Aboud.

9/12/2005

IRAN – Il presidente Mahmoud Ahmadinejad torna ad attaccare Israele e gli ebrei. “Alcuni paesi europei, ha affermato, insistono nel dire che Hitler uccise milioni di ebrei innocenti nei forni e insistono al punto che se qualcuno dimostra il contrario, lo condannano e lo scaraventano in cella”. “Sebbene noi non accettiamo tale pretesa, se supponiamo che sia vera, la nostra domanda agli europei è: è l’uccisione di ebrei innocenti da parte di Hitler la ragione per cui sostengono gli occupanti di Gerusalemme? Se gli europei sono onesti – ha detto il presidente iraniano – devono cedere qualcuna delle loro province in Europa, magari in Germania, in Austria o in altri paesi, cosicché i sionisti possano stabilire il loro Stato in Europa”.”Ora che ammettete che gli ebrei sono stati oppressi, perché ne devono pagare il prezzo i musulmani palestinesi? Ecco, voi li avete oppressi, quindi date un pezzo di terra europea al regime sionista perché vi stabilisca il governo che crede e noi lo sosterremo”. Naturalmente immediata è stata la condanna da parte della comunità internazionale.

UNITA’ del 2005-12-09 – DA TEHERAN UN OLTRAGGIO ALLA MEMORIA DELLE VITTIME -jbig2.pdf

M. O. – È di almeno due morti e un ferito il bilancio del raid compiuto ieri pomeriggio dall’aviazione israeliana a Beit Lahya, nel nord della striscia di Gaza. Lo riferiscon fonti giornalistiche internazionali, precisando che le vittime di quella che sembra un’altra esecuzione mirata sono due esponenti delle brigate al Aqsa. Intanto si è appreso che è morto in ospedale per le ferite riportate il soldato israeliano accoltellato da un palestinese al posto di controllo militare di Qalandia, vicino a Gerusalemme.
– Sono stati sospesi i colloqui tra il governo israeliano e la l’Autorità nazionale palestinese sulla riapertura, la prossima settimana, del corridoio terrestre fra la striscia di Gaza e la Cisgiordania. Tel Aviv avrebbe condizionato la ripresa dei colloqui ad una maggiore azione di contrasto dell’Anp nei confronti dei gruppi armati palestinesi.

Betlemme (AsiaNews) – Victor Batarseh, sindaco di Betlemme, ha accusato ieri l’Autorità palestinese (Ap) di non aver fornito alla città i fondi necessari per preparare le celebrazioni natalizie. Il primo cittadino ha sottolineato inoltre l’atmosfera “pesante” creatasi dopo l’instaurazione dei nuovi punti di controllo israeliani intorno alla città.[continua]

7/12/2005

M.O. – Soldati israeliani hanno arrestato stamani il padre, due fratelli e un cugino del kamikaze palestinese che si è fatto esplodere a Natanya; sono stati prelevati nel villaggio di Ilar, tra Jenin e Tulkarem. Dopo la notizia dell’attacco suicida, la famiglia ieri aveva espresso sorpresa e dolore per l’azione terroristica del figlio. Sono stati arrestati altri 14 militanti del Jihad in diverse località della Cisgiordania e ingenti forze di sicurezza dello Stato ebraico hanno rafforzato la presenza a Tulkarem, Jenin e Nablus. I vertici del Jihad islamico, intanto, avrebbero deciso di darsi alla clandestinità per sfuggire agli “omicidi mirati” annunciati dal ministro della difesa di Israele.
– Capi di Stato di 57 Paesi dell’Organizzazione della Conferenza islamica si riuniranno da domani alla Mecca in un vertice straordinario di due giorni per trovare i modi per combattere l’estremismo e i problemi sociali che hanno gettato il mondo arabo in una grave crisi. L’Arabia saudita, che da anni combatte contro il terrorismo di “Al Qaeda”, ha organizzato il vertice nel tentativo, non facile, di trovare una posizione comune anche sul terrorismo. Il Segretario generale dell’Oci, il turco Ekmeleddin Ihsanoglu, ha messo a punto un piano decennale per dare impulso al ruolo politico, economico e culturale dell’Oci, che prevede anche una proposta per rafforzare un’accademia islamica di giuristi per ribattere a chi usa la religione per giustificare la violenza. Ihsanoglu, a novembre, ha esortato gli Stati membri a raddoppiare gli sforzi per creare una Zona di libero scambio. L’Organizzazione cerca anche di ottenere un seggio permanente al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il summit discuterà anche la proposta di un “visto della Mecca”, per aumentare l’interscambio tra Paesi islamici. “Il visto della Mecca sarà un po’ come quello di Schengen (della libera circolazione fra sette Paesi europei. Nata nel 1969, l’Oci è in crisi economica, poiché diversi Paesi membri non hanno pagato le loro quote.

2/12/2005

Gerusalemme (AsiaNews) – Teofilo III, patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, ha annunciato ieri le sue prime nomine in veste di patriarca: fra queste spiccano l’elezione dell’archimandrita arabo Attalah Hanna alla dignità episcopale e l’inserimento dell’archimandrita palestinese Galaktion all’interno del Sinodo. Per il patriarca questo è un passo “che merita di essere sottolineato e proclamato a tutti”.[continua]

1/12/2005

Tel Aviv (AsiaNews) – L’annuncio che Shimon Peres ha lasciato il partito laburista per sostenere Ariel Sharon nelle prossime elezioni è stato uno shock anche se ce lo si aspettava. L’82enne Peres è stato un protagonista del movimento Labour per tutta la vita; è stato anche leader del partito molte volte, all’opposizione e al governo.[continua]

REPUBBLICA del 2005-11-25 – UN BUON VENTO TRA ISRAELE E PALESTINA.pdf

notizie di novembre 2005
notizie di ottobre 2005

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