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Notizie dalla Terra Santa

Posted on 31 Ottobre 2005 in Palestina-Israele | 0 comments

Notizie dalla Terra Santa – ottobre 2005

29/10/2005 -Le forze di difesa israeliane hanno reso noto di aver schierato ieri pomeriggio, lungo il confine meridionale tra il territorio sotto sovranità di Israele e la Striscia di Gaza, una batteria di artiglieria. Questa misura va ad aggiungersi ai bombardamenti ‘mirati’ effettuati ieri e l’altro ieri, in seguito al quale 8 palestinesi hanno perso la vita e una quindicina hanno riportato ferite.
– La sala stampa vaticana ha reso nota una dichiarazione di condanna degli attacchi e delle loro rappresaglie e della dichiarazione che nega il diritto all’esistenza dello Stato di Israele. “La Santa Sede – dice la nota – riafferma in questa occasione il diritto sia degli Israeliani che dei Palestinesi a vivere in pace e sicurezza, ciascuno in un proprio Stato sovrano”. “Al tempo stesso, la Santa Sede sente il dovere di rinnovare l’appello ai responsabili di tutti i popoli del Medio Oriente perché ascoltino l’anelito alla pace e alla giustizia che sale dalle popolazioni, evitino di compiere gesti o scelte di divisione e di morte e si impegnino con coraggio e determinazione a creare le condizioni minime necessarie per riprendere il dialogo, l’unica via che assicurerà un futuro di pace e di prosperità ai figli di quella terra”

28/10/2005 – Sarebbe di almeno 7 morti e 15 feriti il bilancio ancora provvisorio dell’attacco aereo portato nei pressi della località di Jabaliya dalle forze armate israeliane contro un’automobile a bordo della quale viaggiavano due appartenenti all’organizzazione terroristica della Jihad islamica. Fonti militari israeliane hanno confermato l’attacco, che rientra nella risposta di Israele all’attentato kamikaze palestinese di ieri al mercato all’aperto della città di Hadera.

(AsiaNews) – Il Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III ha presentato un ricorso al Supremo Tribunale di Giustizia, la Suprema Corte di Cassazione israeliana, contro il governo israeliano che, secondo lui, gli nega tuttora il riconoscimento civile, ossia il decreto (di origine ottomana) del Berat, che solo lo autorizzerebbe ad agire a nome del Patriarcato in campo civile.
Secondo le affermazioni nel ricorso, presentato il 26 ottobre, come condizione per riconoscere il Patriarca, il governo pone il riconoscimento da parte di quest’ultimo di alcune vendite immobiliari (in Gerusalemme-est) compiute dal predecessore Ireneo I, a favore di coloni israeliani.
Le vendite hanno creato enorme scandalo tra clero e fedeli ortodossi, ma anche tra il grande pubblico. Il nuovo Patriarca le ritiene palesemente invalide, non solo perchè effettuate senza il necessario consenso del Sinodo patriarcale, ma anche perchè i prezzi indicati sui contratti – e citati nel ricorso – sono inverosimilmente bassi. Il Governo non ha ancora risposto al ricorso del Patriarca
Il giurista francescano israeliano, p. David-Maria A. Jaeger, esperto di rapporti Chiesa-Stato in Israele, interpellato da AsiaNews, spiega il senso del Berat: “In Israele non esiste alcuna legge che richieda il Berat o alcun altro atto di riconoscimento governativo del neo-eletto Patriarca greco ortodosso. Nonostante ciò, nella vita di ogni giorno, senza una lettera di riconoscimento da parte del Governo, gli enti pubblici e privati – per es. banche, ditte ecc., ma anche il catasto e vari uffici governativi – si rifiutano spesso di trattare con il Patriarca nella sua qualità di rappresentante legale dell’ente Patriarcato, il che risulta in grosse difficoltà soprattutto per la gestione dei beni temporali. Ad ogni modo, il rifiuto [del governo – ndr] non ha alcuna base nella legge, ed è anche incompatibile con i principi fondamentali dell’ordinamento. Per questo, il Patriarca potrebbe ricorrere contro l’esigenza stessa del Berat (mai rivolta, per esempio, ai Vescovi cattolici). Mi pare quasi sicuro che, se il Patriarca lo facesse – riferendosi soprattutto al diritto alla libertà religiosa – la Cassazione israeliana gli darebbe ragione). Mi sembra però che, a quanto riferito dalla stampa, non è in questa direzione che si muove il ricorso. Il Patriarca, pare, ha scelto – forse per motivi tattici, ma anche perchè sarebbe difficile sfidare una norma di legge che non esiste – di non sfidare direttamente la sopravvivenza del Berat, ma di argomentare che tale decreto gli viene negato per ragioni illegittime, a servizio di un’operazione tutto sommato di “ricatto”. Questa è un’affermazione grave perché fatta nei confronti delle pubbliche autorità, con le quali egli e la sua istituzione dovranno comunque convivere. Attendiamo con molto interesse l’eventuale risposta del governo”.

27/10/2005 – E’ di cinque morti e trenta feriti il bilancio provvisorio di un attentato suicida compiuto ad Hadera, citta’ costiera di Israele. L’attacco e’ stato rivendicato dal Jihad islamico come rappresaglia per l’uccisione di Luai Saada, uno dei suoi capi in Cisgiordania. Il kamikaze, un giovane di venti anni -Hassan Abu Zeid- residente a Qabatiyeh, in Cisgiordania, e’ entrato in azione davanti a un banco che vendeva panini in un mercato. L’identità del kamikaze è stata dichiarata da fonti della città di origine del kamikaze, il nome del giovane è stato annunciato pubblicamente con un megafono. Almeno due incursioni aeree sono state effettuate stanotte sulla Striscia di Gaza, come parte di una vasta operazione militare di rappresaglia decisa dal governo israeliano anche sulla Cisgiordania dopo l’attentato. Il ministro della Difesa israeliano Mofaz ha autorizzato la ripresa delle eliminazioni mirate, in particolare dei capi della Jihad, che ha rivendicato l’attacco.

26/10/2005 – L’aviazione israeliana ha bombardato in nottata un’area della striscia di Gaza da cui sarebbe partito un razzo lanciato contro la cittadina israeliana di Sderot. Lo ha reso noto l’esercito. In un comunicato si afferma che apparecchi hanno sparato ‘colpi di avvertimento verso la zona aperta da dove sono stati lanciati i razzi Qassam’ per impedire ulteriori attacchi. Il bombardamento è avvenuto circa 2 ore dopo che un razzo era stato lanciato dalla striscia, a quanto pare da Beit Hanoun,contro Sderot. Non ci sono vittime.

25/10/2005 – Soldati israeliani hanno ucciso un alto dirigente del Jihad islamico, nel corso di un attacco in Cisgiordania: lo ha detto la radio israeliana, secondo la quale, Loai Assadi, la vittima, avrebbe compiuto tra gli altri i due attacchi suicidi durante gli otto mesi di tregua. Ieri, secondo testimoni, militari israeliani hanno ucciso un altro militante palestinese, membro delle Brigate dei martiri di al Aqsa durante un’operazione a Tulkarem. Inoltre, è stato reso noto oggi che la polizia israeliana ha arrestato, settimane fa, due dentisti arabi israeliani, sospettati di essere stati arruolati dal movimento islamico Hamas col compito di aiutarlo a raccogliere informazioni necessarie per l’attuazione di attentati e di trovare altri potenziali collaborazionisti arabi.

19/10/2005 – Una sentenza della Corte Suprema israeliana ha accolto il ricorso presentato nelle settimane scorse dal governo e ha autorizzato l’esercito di Tel Aviv a ricominciare la costruzione del muro di separazione nel nord del distretto di Gerusalemme. A metà settembre una prima sentenza aveva stabilito, accogliendo il ricorso presentato dagli abitanti di cinque villaggi palestinesi, che una parte del tracciato del muro dovesse essere modificata poiché il tracciato ledeva i diritti dei cittadini palestinesi, provocando loro gravi danni e isolandoli dal resto della Cisgiordania.

17/10/2005 -In Cisgiordania l’esercito israeliano ha arrestato 6 estremisti palestinesi ritenuti implicati in attacchi contro obiettivi israeliani. Il quotidiano israeliano Haaretz ha intanto riferito che l’Autorità Nazionale Palestinese ha chiesto ad Israele di non interferire nei preparativi per le elezioni legislative di gennaio, cercando di impedire la partecipazione di Hamas mediante l’arresto di numerosi suoi esponenti.
– Ieri tre israeliani sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco da un’auto in corsa contro un’affollata fermata d’autobus vicino al blocco di colonie ebraiche di Gush Etzion, sulla strada tra Betlemme e Hebron. Le brigate dei martiri di al aqsa hanno rivendicato l’attacco. L’esercito isrealiano ha immediatamente risposto uccidendo uno dei leader della Jihad islamica in Cisgiordania, Nihad Abu Ghanem.

13/10/2005 – Ramallah (AsiaNews) – Il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas ha incontrato ieri Teofilo III, patriarca greco ortodosso di Gerusalemme. Il colloquio si è tenuto nel quartier generale del presidente a Ramallah.
Abbas ha espresso al patriarca e ai membri del Sinodo che lo accompagnavano la sua “piena fiducia” e si è detto sicuro che la questione della vendita illegale di proprietà immobiliari effettuata dal precedente patriarca Ireneos I “si risolverà presto”.
Ireneos I è accusato infatti di avere segretamente venduto a investitori ebrei alcuni palazzi di proprietà del Patriìarcato, nella Città vecchia di Gerusalemme, a pochi passi dalla porta di Giaffa. Il comportamento illecito di Ireneos ha spinto il Sinodo ortodosso a rimuoverlo dall’incarico il 7 maggio scorso. In seguito, il 24 maggio, il Sinodo pan-ortodosso di Costantinopoli (Istanbul) ha ratificato la decisione e ha privato Ireneos del titolo e dell’autorità di patriarca.
Al momento non vi è alcuna decisione giuridica sulla vicenda finanziaria e Ireneos I, ulteriormente declassato al rango di monaco per aver celebrato una funzione a Ramallah in veste di Patriarca, è al momento a Gerusalemme, all’interno del Patriarcato. L’arcivescovo Aristarchos ha detto ad AsiaNews che egli “è nella sua stanza e lavora tranquillamente”.
Teofilo III ha risposto ad Abbas facendo gli auguri per l’arrivo del mese santo di Ramadan e lo ha invitato a visitare il Patriarcato.

20/09/2005 Gerusalemme (AsiaNews) – Il governo giordano ha emesso il 18 settembre un decreto reale con cui approva l’elezione dell’arcivescovo di Tabor, Teofilo III, a capo del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme.
Il riconoscimento giordano non è inaspettato: esperti a Gerusalemme dicono ad AsiaNews che l’atto era già stato preparato nel corso della visita nel neo-eletto patriarca ad Amman, capitale giordana, durante i primi giorni di settembre. Nel corso del viaggio Teofilo ha incontrato il principe Ghazi, rappresentante ufficiale del sovrano Abdallah, e Awni Yerfas, ministro dell’Interno, che avevano “salutato con gioia” la sua elezione, definita “la strada verso una nuova era all’interno del Patriarcato, che condurrà all’abbattimento di corruzione e malgoverno”.
Secondo varie leggi e consuetudini ogni nuova nomina all’interno del Patriarcato deve essere approvata dai governi di Giordania, Palestina ed Israele.
L’Autorità Palestinese ha dato risalto ad una dichiarazione del proprio leader, Mahmoud Abbas, che il 18 settembre ha espresso la sua approvazione per la nomina. Intervistato da AsiaNews il segretario generale del Sinodo greco-ortodosso, l’arcivescovo Aristarchos, dice che al momento l’unico atto ufficiale è però quello del Regno giordano, ma “si attendono con speranza segnali da Palestina ed Israele”.
Il caso israeliano rimane il più complicato: il governo guidato da Ariel Sharon non si è pronunciato su nessun procedimento religioso fin dalla destituzione dell’ex patriarca Ireneos I, cacciato via perché giudicato colpevole di aver venduto beni del Patriarcato a società israeliane. Da Gerusalemme alcune fonti confermano che il silenzio israeliano è dettato esclusivamente da motivi politico-economici e che Israele non farà alcun passo finchè non vi sia “una porta d’uscita sicura con la quale salvare la faccia”. Per il momento un funzionario ha fatto sapere che è stata istituita una Commissione ministeriale con delega sulla questione.
Ireneos I, declassato al rango di monaco per aver celebrato una funzione a Ramallah in veste di Patriarca, è al momento a Gerusalemme, all’interno del Patriarcato. L’arcivescovo Aristarchos dice che egli “è nella sua stanza e lavora tranquillamente”.

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