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Oferet Yezuka’: il massacro continua

Posted on 28 Dicembre 2008 in Gaza | 0 comments

Continuano le bombe. Continua l’operazione Piombo Fuso senza limiti di tempo nè dimensioni. Il nome in codice, in ebraico עופרת יצוקה ‘Oferet Yezukà’ sarebbe stato ispirato da una filastrocca ebraica per bambini scritta dal poeta nazionale israeliano Bialik per Hanukkah, la grande ‘Festa delle luci’, che in Israele e in tutto il mondo ebraico si sta concludendo.

“La guerra a Gaza, lo spargimento di sangue, le uccisioni, la distruzione e la sofferenza su entrambi i lati del confine sono la perversa follia di un governo in fallimento. Un governo che si è lasciato trascinare da militari avventurieri e da una rozza demagogia nazionalista in una guerra distruttiva e inutile che non darà soluzione ad alcun problema, né per le comunità del sud di Israele sotto una pioggia di missili né per le terribili povertà e sofferenze di Gaza assediata. Il giorno dopo la guerra, rimarranno gli stessi problemi – con l’aggiunta di molte famiglie in lutto, persone ferite e invalide per tutta la vita e di mucchi di macerie e distruzione.

L’escalation verso la guerra poteva e doveva essere evitata. A rompere la tregua è stata Israele con l’incursione compiuta in un tunnel nella notte delle elezioni americane due mesi fa. Da allora è stato l’esercito ad accumulare fiamme di escalation con incursioni e uccisioni mirate, ogni volta che il lancio di missili su Israele diminuiva. Il ciclo del massacro potrebbe e dovrebbe essere rotto. Il cessate- il -fuoco può essere ristabilito immediatamente e su basi più solide.

È diritto di Israele chiedere la fine totale del lancio di razzi sul suo territorio e i suoi cittadini, ma deve por fine a tutti i suoi attacchi e alla morte per fame del milione e mezzo di abitanti di Gaza, smettendo anche di interferire con il diritto dei palestinesi di scegliersi i loro capi. La dichiarazione di Ehud Barak secondo cui avrebbe sospeso la campagna elettorale per concentrarsi sull’offensiva di Gaza è una barzelletta. La guerra a Gaza è di per sé la campagna elettorale di Barak, un tentativo cinico di comprare i voti con il sangue e le sofferenze di Netivot e Sderot, Gaza e Beit Hanun”.

fonte: Gush Shalom (Traduzione MISNA)
Le foto dal blog di Sabbah; la vignetta dal Manifesto

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