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Sabato santo

Posted on 15 Aprile 2006 in Chiesa in Terra Santa | 0 comments

Sabato 15 aprile 2006
La veglia solenne inizia alle 8 della mattina al Santo Sepolcro. Come sempre arriviamo con congruo anticipo. Troviamo posto a sedere (che poi dovremo cedere ai preti concelebranti) e diciamo le nostre lodi. Come potete immaginare fa un certo effetto l’orario anticipato di questa celebrazione, ma ormai siamo abituati a tutto.

Presiede il vescovo coadiutore Fouad. Come sempre tutto è molto curato. I canti sono sempre in gregoriano. In un certo senso è una liturgia molto più “normale” di quelle precedenti. La lunga serie di letture (in latino, cantate!) è tutta riportata sui libretti in dotazione. Ho fatto un brevissimo video solo su tre momenti: accensione del cero, suono delle campane a festa e canto di comunione (in onore dei nostri cantori della dozza!).

video 1’17” 2,4Mb

Poche foto questa volta (nella terza foto un po’ sfuocata si vede il cancelliere del patriarca, il mio interlocutore per il lavoro in patriarcato):

Finita la celebrazione torniamo a casa. Pomeriggio di riposo e meditazione. Alla sera la famiglia Zmora al completo viene a cena per gli auguri di Pasqua. Vuole anche vedere i lavori alle nostre camere e soprattutto mangiare la nostra pastasciutta! Arrivano abbastanza presto quindi possiamo fare un bel giro sulla terrazza delle suore e mostrare alle due figlie il panorama del muro, di Azarie e Maeladumim.

Ma la giornata non è finita. Alle 21 ci facciamo accompagnare in centro, alla parrocchia ebraica: vogliamo seguire una seconda veglia pasquale. Questa comunità si ritrova in una traversa di via Jaffa, in una casa, con una grande sala adibita a chiesa. Purtroppo gli orari che avevamo dicevano erroneamente le 21. La liturgia è iniziata alle 20:30. Arriviamo durante l’ascolto delle letture.

L’assemblea è molto famigliare e molto varia. La sala è piena. Ci sono parecchi giovani. I canti sono secondo lo stile ebraico… poco orecchiabili ma con belle melodie. Presiede Pizzaballa, che prima di diventare custode era il parroco qui, anzi che ha fatto nascere e sviluppare questa comunità di cristiano di lingua ebraica.

Nella liturgia molto curata e partecipata, oltre ovviamente al fascino della lingua ebraica, ci sono alcune variazioni interessanti, come ad esempio la lettura del Vangelo prima della lettera ai Romani. Ma la cosa più bella sono i due battesimi, un uomo e una donna adulti, non sappiamo se ebrei convertiti. Comunque ci sembra una bellissima grazia poter celebrare, nella veglia pasquale, questo sacramento così importante e significativo per la Pasqua. Mi è piaciuta anche l’omelia del Pierbattista: molto semplice, dialogata con la gente, per scoprire insieme, in ognuna delle letture ascoltate, la novità della notte pasquale rispetto all’antica alleanza.

Siamo commossi ed edificati. Alle 23 circa finisce. Prendiamo un taxi a porta Damasco che ci porta direttamente a casa.

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