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Tiul con dwash alle grotte di Horbat Midras

Posted on 29 Ottobre 2005 in Spiccioli di vita in Terra Santa, Tours | 1 comment

Sabato 29 ottobre 2005

Oggi viaggio con gli amici Zmora vicino a Bet Shemes, 40 Km circa a sud ovest di Gerusalemme.. Su consiglio di Lucia vi mostro una cartina per farvi capire meglio i posti. Ho cerchiato i posti più importanti. Tenete aperta la carta (1,4Mb) mentre scorrete la cronaca!

A chi interessa ho messo la mappa anche della gita del deserto del 23 ottobre.

L’appuntamento è alle 9 30 a porta Jaffa. Possiamo partire da casa (nella mappa si trova in alto a destra nel circolino verde chiaro, sotto la scritta Mt. of Olives) con calma dopo la messa. Facciamo tappa al sepolcro in città vecchia (circolo blu old city), dove incontriamo per caso una celebrazione degli armeni nella piazza antistante il sepolcro:

Alle 9 30 siamo a porta Jaffa. Mentre aspettiamo catturo un arabone che coglie le olive e Lorenzo che scrive messaggini in italia…

I nostri amici sono ovviamente un po’ in ritardo. Arrivano con un sorpresa. Non saremo soli… hanno portato anche Dwash (=miele) la loro amata, grandissima, pelosissima cagnona da appartamento!!! Sarà la vera protagonista del tiul (viaggio) di oggi. Alcune foto per farvi capire la sua forza e la sua presenza:

Qui attorcigliato per poco mi ammazzo…

Raia lascia il posto davanti a Lorenzo. Fortunatone!!! La prima tappa è come sempre in un posto per consumare una lauta “arukat boker”. Da porta Jaffa attraversiamo Gerusalemme, passiamo da Ein Kerem (vedi mappa) e ci immettiamo nella strada 386 che percorre la valle del torrente Sorek. Bibbia alla mano, Gd 16,4 scopriamo che Dalila la moglie di Sansone era di questi posti. Sosta al Bar BaHar. Il nome è curioso. Qui sotto l’insegna: barbahar beit cafe misadà, cioè “bar sul monte caffetteria e ristorante”.

Ci siamo già stati con loro. Oggi essendo sabato è pieno di gente, soprattutto motociclisti grezzissimi. Oltre alla colazione-pranzo e alle molte chiacchiere, è previsto anche un giro nel bel parco che lo circonda. Vi risparmio tutte le foto che abbiamo fatto a fiori, sassi e panchine… Solo una panoramica (avrete ormai capito che le foto panoramiche mi piacciono particolarmente dacchè ho trovato quel programmino che le compone…)

La natura è molto più rigogliosa che a Gerusalemme, anche se la stagione delle piogge non è ancora iniziata. Dwash è scatenata. Non fa che correre da un cespuglio all’altro, da una pozza all’altra… Bava, fango e fiatone non l’abbandonano nemmeno quando risaliamo in macchina verso le 12 30. Anche Lorenzo, “il fortunatone” che sta davanti, si becca qualche leccata sulle orecchie con nostra somma felicità.

La prossima volta cercheremo di convincerli a invertire l’ordine del giorno: prima visita e dopo magnata. La visita ai siti archeologici nel primo pomeriggio con la pancia piena non è l’ideale. Anche il miglior Paperoga fa un po’ fatica, specialmente quando ci sono le spiegazioni… Ma andiamo con l’ordine del nostro viaggio.

Dal Babahar percorriamo un tratto di 386 e poi a destra la strada 375, passando poi nella valle di Ela che vide la famosa battaglia tra Davide e Golia. Queste zone erano abitate dai Filistei ed essendo molto fertili erano contese. Ora ci sono dei ripetitori telefonici

La nostra meta è Horbat Midras. Come vedrete dalle foto successive è una zona di grotte e roccaforti ormai distrutti dove si pensa si sia rifugiato Davide quando fuggiva da Saul. Ci sono tanti passi soprattutto di 1Sam che raccontano questi fatti. Per la caverna si possono leggere anche i salmi 57 e 142. Questi luoghi vennero successivamente usati come base di rifugio per la guerra di resistenza contro i Romani (135 d. C.) guidata da Barkocba e poi abbandonati.

All’ingresso c’è una stele dalla forma misteriosa. Foto di rito:

Raggiungendo la sommità della collina ci si può riposare sui ruderi della Piramide di Davide

 

Avete notato Lorenzo raddoppiato? Effetto della composizione… Raia invece è nella sua classica posa mentre consulta la sua guida con una mano sola. Da qui si gusta un meraviglioso panorama, paragonato (a ragione????) alla nostra Toscana!!

Poi le grotte. La prima che è molto apprezzata dai bambini (sono molti oggi) perchè c’è un percorso di cunicoli molto bello. Noi non ci siamo avventurati. Sembrano molto angusti e non abbiamo che una misera pilina della motorola di Eitan, il quale ha posato nell’imboccatura dell’uscita almeno per la foto:

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Più dignitosamente Lorenzo guarda la luce che proviene da fuori imitando Davide che chiede aiuto al Signore perchè lo tiri fuori dalla fossa.

La grotta successiva è un colombario, dove cioè venivano allevati i colombi (migliaia) per i sacrifici nel tempio e per l’alimentazione (e concimazione!). L’ingresso:


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La roccia sembra gesso, è molto leggera da intagliare. Per questo sono risciusciti a creare queste cavità così dettagliate. Fuori ci resta da vedere un significativo esempio di sepolcro dei tempi vicini a Gesù. Interessante la pietra tonda che chiude la porta. Ricorderete il vangelo della resurrezione: le donne si chiedono chi ci rotolerà via la pietra dal sepolcro? Eccola insieme ad un angelo annunciatore:

Purtroppo dei vandali (non l’angelo) hanno distrutto l’ingresso. Dal libro ricaviamo come era il sepolcro prima di questo atto increscioso:

Sono ormai le 15 30. Io sono distrutto. Andando verso l’uscita cerco di far capire che ormai abbiamo visto molte cose… Dobbiamo tornare verso casa… Per consolarmi mi fanno una foto sotto una chioma di un albero curiosamente fiorito di rosso:

L’ultima tappa. Si tratta di Luzit, una cittadina a 8 km da qui (vedi mappa). Risalendo sulla macchina (che è rovente) Dwash eccitatissima passa dal sedile di dietro a quello davanti e con lo zampone schiaccia due confezioncine di burro da spalmare che Raia ha intascato al babahar e furbescamene appoggiato sul bracciolo di mezzo. Schizzone di burro su sedili e vestiti (non miei per fortuna). Che bello! Ci siamo fatti 4 risate…

A Luzit ci sono altre meravigliose grotte da vedere. Io mi rianimo e scatto foto a go go elaborandole poi a casa in queste panoramiche (click per ingrandire):

…  … 
...

Sono grandissime e tutte hanno un buco sulla sommità della volta, come un occhio che guarda il cielo. Qualcuno si cala giù con la corda da alpinista.

Al ritorno facciamo la strada rossa 38 e l’autostrada 1, per chi vuole vedere il percorso sulla mappa.

Ma non torniamo a casa direttamente. Un’ultimissima tappa è d’obbligo. Ci fermiamo a prendere il cafè di preparato da Eitan con la sua attrezzatura da viaggio, in una delle tante zone pic nic lungo la strada. Vi risparmio le foto. Ricorderete sicuramente quelle del 4 ottobre.

Anche Dwash da dei segni di cedimento e non scorazza più di tanto tra i tavoli dei pic nic. In macchina poi si accoccola addosso alla Raia e si fa una gran gubbiata.

Gentilissimi ci riaccompagnano fino a casa. Per noi ora media-vespro, cenetta a base di te-nana e biscottini e a letto.

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1 Comment

  1. la pietra del sepolcro poteva presentare un foro al centro ,e due incastri sul bordo ?
    Grazie Angelo !

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