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Tre giorni a casa Kiongosi: polenta, bambini e campi di mais

Posted on 16 Aprile 2010 in Le mie famiglie | 3 comments

Non ci ero riuscito nemmeno nel lontano biennio 97-98, quando ero un “mapandese-italiano” a tutti gli effetti. Ho chiesto ospitalità alla famiglia Kiongozi, baba e mama Claudia con la loro numerosissima prole (13 figli). Abitano ad Igomutwa, un villaggio non lontano da Usokami. Da tanti anni sono nostri carissimi amici. Ad un certo punto iniziarono a leggere la Parola di Dio e la piccola regola. Da allora sono, insieme alla famiglia Kindole di Mgagao, degli straordinari compagni di cammino, fratelli nella fede. Nel 2001 hanno fatto la professione nella nostra meravigliosa famiglia della Visitazione.

Domenica sono andato alla messa delle 8 ad Usokami con Gabriele e Anastasia. Loro hanno proseguito per Dar dove Anastasia, insieme a Jacinta (la figlia maggiore Kindole) è partita per l’Italia. Io invece ho accompagnato padre Enrico appunto ad Igomutwa dove è stata celebrata la (seconda) messa domenicale.

La piccola chiesa ha fatto molta fatica a contenere le persone. In ogni angolo, ogni gradino, ogni panca era stipata di mamme e bambini. Era “la messa di Pasqua”. Ognuno dei 18 villaggi della parrocchia riceve la messa circa una volta al mese. La messa è stata molto bella, nonostante la calca e il caldo. Una ventina di nuovi battesimi hanno reso la celebrazione una festa speciale. Come d’abitudine mi sono registrato tutti i canti (che farò sentire a chiunque mi capiterà a tiro al mio ritorno a casa!).

Col povero don Enrico, stremato, finita la messa abbiamo portato la comunione a qualche malato del villaggio e mangiato polenta, fagioli e patate ospiti di una figlia della famosa Mama Sungura cioè mamma del coniglio, una signora di Mapanda chiamata così perché Kizito, anni fa ricevette, da lei un coniglio da allevare.

Partito Enrico è iniziato il mio soggiorno principesco a Igomutwa. Sono stato inglobato e abbracciato come un figlio nei ritmi e nelle faccende di casa. Coccolato e accudito come un ospite speciale pur con i mezzi poverissimi e semplici che loro possono offrire. È difficile riassumere le ore e ore di chiacchiere e di confronti, preghiere, racconti, mangiate di pannocchie alla brace e di polenta, fagioli e polli con Emanueli e famiglia.

I bambini sono simpaticissimi. Attualmente a casa abitano “solo” sei figli, in ordine crescente di età: Stefania, Jimmy, Martino, Andrea, Maria e Gabriele, più Petronilla, figlia della primogenita Claudia. Gli altri sono un po’ sparsi ma non lontani dalla casa madre: Oscar-Mario e Policarpo studiano alle secondarie di Usokami, Claudia e Rebecca hanno messo su famiglia, Scolastica insegna nella scuola secondaria di Carlo Soglia, Beniamino e Abeli studiano all’università di Iringa.

Questi due genitori vivono, respirano, pregano, si muovono… tutti dedicati e spesi per questa incredibile famiglia. Si parla quasi sempre di questi figli, dei loro percorsi, del loro carattere, delle somiglianze con gli uni o con gli altri, delle loro vicissitudini, del loro futuro.

E questi bambini si muovo in casa facendo mille servizi, ognuno con il suo compito. Siamo in periodo di vacanza da scuola quindi sono tutti disponibili: chi spacca la legna, chi va a prendere l’acqua, chi porta in giro le mucche, chi si occupa dei tre maiali, chi aiuta in cucina, chi sposta le sedie, chi spazza il cortile, chi lava le stoviglie. La mamma è quasi sempre in cucina a cucinare polenta e sughi vari. In questi tre giorni ho mangiato pannocchie, polenta, pollo e fagioli a volontà!

Le continue visite di amici e vicini di casa rendono difficile capire per l’estraneo chi è della famiglia e chi invece viene da fuori. Ogni tanto un bambino nuovo si aggiunge ai giochi e ai lavori così da rendere il cortile di casa Kiongosi una specie di piazza del villaggio.

Lunedì mattina al catechista capo Emanueli è arrivata prestissimo la notizia di due decessi: un bambino e una anziana molto malata, uno dei due addirittura parente. Quindi, come è abitudine rigorosa in queste terre, tutti gli abitanti del villaggio partecipano al lutto: la preghiera, la sepoltura e alle condoglianze. Così è stato! Io però per fortuna sono stato esentato e sono rimasto con i bambini a mangiare pannocchie e a giocare a palla fino al ritorno dei genitori (verso le 15!). Ho anche fatto un bel giro in bici per il villaggio (evitando saggiamente i funerali) con Gabrieli (19 anni), che mi è stato a fianco per tutto il soggiorno. Le case degli abitanti di Igomutwa sono disperse per km e km. Alcune isolate, altre raccolte in piccoli agglomerati

Oltre ai figli, l’altro argomento principe delle chiacchierate è stato “i campi”. Effettivamente la vita, le fatiche, le ore spese della giornata, i progetti futuri, i problemi, i successi-insuccessi… di queste persone si gioca essenzialmente su questi due piani: i figli e i campi da coltivare. Per questo sono stato felicissimo di fare un giro ai loro campi, sempre in bici perchè dista da casa 9km! Il posto è stupendo perchè si trova in una valle dimenticata del fiume Piccolo-Ruah, con un paesaggio e una vegetazione particolare. Ci siamo andati nel tardo pomeriggio quando il sole tramontava. Quasi poetici sono stati i racconti di Emanueli della divisione, da parte di suo padre, della terra. Aiutandosi con un bastone mi ha indicato tutti i confini della sua eredità. Mi sembrava un patriarca biblico!

La mattina i genitori da soli e alla sera, nel buio della casa di fango, intorno al fuoco per la polenta, leggono i salmi e fanno la lettura della lectio! I bambini ascoltano, i più grandi leggono, molto ripetono a memoria. Che sia questa la perla speciale di questa straordinaria famiglia.

Album  (67 foto)

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3 Comments

  1. come sempre….sei un MITO. Mi pare tu sia contentissimo di questo soggiorno tanzano! abbiamo accolto con affetto e gioia Giacinta che si sta inserendo tra noi, pur così diversi dal suo mondo, con estrema leggerezza e semplicità, propria della loro bella famiglia. Buon proseguimento, ormai mi pare manchi poco….goditi questi ultimi giorni. Un abbraccio affettuoso a te e a TUTTI quelli che conosco, e sono tanti. Tua veccia sorellona sara

  2. Andrè, grazie di tutte queste stupende immagini! Allora è verò che si pescano tanti pesci quando si butta la rete dall’altra parte! 🙂 Quando mi porti? Un abbraccio. Andrea

  3. Caro Paperoga,
    il tuo blog e’ molto bello.
    In febbaraio io e la mia famiglia (marito e due ragazzi di 11 e 13) siamo stati quattro giorni in Terra Santa e siamo rimasti molto colpiti da tutta la situazione!

    Vorremmo tornarci. Per la verita’ io e mio marito ci vorremmo vivere per sempre! E’ un po’ difficile da spiegare a parole e’ cosi’ e basta.
    Mi farebbe piacere conoscerti. Un saluto da Angela e Famiglia, buon proseguimento in Tanzania e felice rientro a Gerusalemme.Ciao

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