Giovanni: Cose dal Mondo da Gerusalemme – 80

Un anno fa mi ero congedato dalla Terra Santa con la grande commozione per la convergenza di tutte le Chiese Cristiane in un’unica grande preghiera per la pace e con l’esperienza viva della carità dei discepoli di Gesù, in mezzo ai due popoli che qui coabitano e contendono, verso tutti coloro che il conflitto getta nella povertà e nella tristezza, senza speranza. Quest’anno, tutto quello che sto vivendo, e vedendo, e ascoltando, merito della preghiera e dell’apertura di mente e di cuore dei miei due fratelli che abitano qui, mi suggerisce percezioni e speranze ancora più grandi, tanto grandi da mettermi in imbarazzo, e quasi temere un pensiero che pare così lontano dal dolore che segna la vita di tutti in questa terra. Provo a spiegarmi. A Gerusalemme si ha piano piano la percezione che in questo piccolo lembo di terra eletto da Dio come luogo di santità e di pace per le tre grandi vie della fede, l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, si raccolga tutto il dramma dell’intera umanità: l’amore e l’odio, l’inimicizia e la fratellanza, i poveri e i ricchi, I violenti e i pacifisti, i dotti e gli analfabeti, e poi, accanto alla moltitudine di culture, razze, tradizioni, lingue, etnìe, religioni, spiritualità, eresie, sette, strumenti di guerra e abbracci di pace, grida e silenzi….la moltitudine degli stranieri che per tanti diversi motivi approdano qui, staffette e avanguardie di altrattante geografie, storie e tradizioni di innumerevoli altri popoli. E’ stato proprio questo “tutto” ad accendermi una luce nella testa e nel cuore: il pensiero della Scrittura. Perchè anche nella Bibbia c’è tutto. La Bibbia non è un libro pulito, e certe volte si fa fatica a considerarlo un libro santo. E’ un libro confuso, che dice tutto e anche tutto il contrario, è un libro che ogni “anima religiosa” percepisce come invaso e pervaso di mondanità , di violenza, di passioni violente. Certo, è anche il libro di Abramo e di Mosè, è il libro di Gesù. Eppure, anche intorno a loro e vicino a loro, quanta polvere, quanto male, quanta morte. Ma questo è il grande dono della Bibbia, memoria del viaggio, della lotta, della debolezza e della potenza di DIo che si getta a capofitto nella vicenda dell’uomo, entra in tutti gli orrori e i terrori della creazione e della storia per riempire tutto e tutti del suo amore e della sua potenza di salvezza. Dunque, Gerusalemme come una bibbia aperta? Come una bibbia interamente rappresentata, come il grande canto, tragico e gioioso, dell’incontro tra Dio e la sua creatura prediletta e perduta? E’ quello che in questi giorni mi nasce nel cuore. In tutto questo mare di sventure, Dio c’è! E’ presente, amante, potente di quell’unica potenza che gli è propria e che lo fa capace di abbattere ogni inimicizia, fino alla morte: l’Amore. Questa vittoria sul male e sulla morte, che Dio Padre consegue nel sacrificio d’amore di suo Figlio, bussa alla porta di ogni cuore, di ogni fede, di ogni cultura. Noi sappiamo che tutto “geme” verso il Cristo. Cogliamo il segno della sua presenza, talvolta lievissima, quasi solo un battito di ciglia, anche nella vicenda più assurda e nel pensiero più remoto. A Gerusalemme gli angeli preparano con cura ansiosa la sua venuta. don Giovanni.

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Una risposta a Giovanni: Cose dal Mondo da Gerusalemme – 80

  1. gianpaolo scrive:

    Carissimi fratelli, carissimo Giovanni,
    leggo queste righe belle e illuminanti in una pausa del lavoro. Vi ringrazio infinitamente. Buona giornata!

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