Santo Sepolcro: il mistero della Messa

In questo grigio, freddo, pivoso sabato autunnale la luce viene dalla messa che abbiamo celebrato nella cappella dei crociati, stamattina alle 8, insieme a tutti i fratelli e le sorelle di Ain Arik. Ha presieduto Athos giunto in visita alle sue comunità in Terra Santa. Finalmente dopo tante messe in francese, in arabo, affrettate, tirate per i capelli… una bella, calda, cordiale, sentita eucarestia in italiano. Ma non è tanto la lingua ovviamente a dare valore alla celebrazione, quanto il modo, l’affetto, l’intesità di preghiera e di attenzione… anche i più distratti, i più malinconici, i più fuggitivi di noi sono stati presi per mano e allietati e vivificati.
Mi è rimasto nel cuore il fatto che prima della benedizione finale Athos abbia letto il nostro famoso passo della Regola che dice: La vita che non abbiamo scelto noi, ma per la quale da Misericordia siamo stati scelti, non può essere che questo: ogni giorno, per tutto il giorno, lasciarci prevenire dallo Spirito Santo a contemplare e ad accogliere in noi il mistero della Messa, che opera in ciascuno la morte della creatura e la resurrezione e glorificazione del Verbo Incarnato, mistero per il quale il Padre, per Gesù, nello Spirito Santo, sempre crea, santifica, vivifica, benedice e concede a noi questo bene della comunione con Lui e della comunità fra noi suoi figli. Siamo piccoli e ci basta poco per smarrirci. Grazie allora ai cari fratelli e sorelle di Ain Arik per l’aiuto che ci danno sempre!

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